Trasporti

"Start Romagna non rispetta gli accordi": i sindacati dichiarano loi stato di agitazione

Incertezze per il futuro e mancata erogazione delle differenze economiche dei biglietti venduti a bordo: "La colpa dei disagi subiti dagli utenti sarà del cda dell'azienda"

"Start Romagna non rispetta gli accordi": i sindacati dichiarano loi stato di agitazione
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07/dicembre/2018 - h. 13.05

Stato di agitazione a Start Romagna. La causa - comunicano i sindacati - è la mancata chiusura di un accordo riguardo all’erogazione delle differenze economiche relative alla vendita a bordo dei titoli di viaggio per il 2017 spettanti agli autisti. La causa di questa decisione, ha spiegato Start Romagna, è l’incertezza delle proroghe dei contratti di servizio e dei relativi corrispettivi economici. La vertenza potrebbe portare disagi all'utenza che, dicono i sindacati, saranno da addurre al consiglio di amministrazione: "A loro va la responsabilità dei disagi che i cittadini di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena subiranno". 

“La posizione aziendale - scrivono i sindacati - compromette l’attuale sistema di relazioni sindacali e le incertezze economiche pregiudicano non solo la soluzione della problematica del venduto a bordo per il 2017 ma anche gli obiettivi dell’accordo sottoscritto  l’8 maggio scorso per il premio di risultato 2018-2019-2020, mettendo di fatto a rischio le aspettative salariali dei lavoratori di Start, a cui si aggiunge l’incertezza delle assunzioni di nuovi operatori”. 

I sindacati chiedono di attivare da subito “azioni concrete per la soluzione di questa vertenza, inoltre tenuto conto delle incertezze per il futuro di Start e del trasporto pubblico locale della Romagna in attesa delle gare di appalto o di altro tipo di affidamento dei servizi, ci attiveremo con iniziative neoi confronti degli enti proprietari e dell’agenzia Amo per pretendere la clausola di salvaguardia per la tutela dei lavoratori di tutta l’azienda”. La nota è firmata da Fit Cgil, Fit Cisl, Uilt, Faisa Cisal e Usb.