Forlì

Campioni sul campo e nella vita: viene premiato lo sport come veicolo di legalità e correttezza

Forlì, tra le prime città d’Italia a riconoscere il “fair play” come fondamento delle attività sportive e della vita in comunità, riconosce il merito a giovani campioni sportivi e morali

Campioni sul campo e nella vita: viene premiato lo sport come veicolo di legalità e correttezza
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18/dicembre/2019 - h. 18.13

FORLì - Correttezza, lealtà e rispetto delle regole nello sport, per poterlo vivere come un momento positivo di aggregazione invece di un elemento di divisione e scontro. Questo il messaggio portante del progetto “Lo sport e il fair play”, organizzato a Forlì dal Comune e dalle associazioni Apsp, Associazione Prestatori di Servizi di Pagamento, e dal comitato cittadino Fair Play, e sostenuto dal patrocinio della Regione.

Martedì 17 dicembre nella sala comunale Randi si è tenuto uno degli eventi del progetto: la premiazione di atleti riconosciuti a livello nazionale come sostenitori di uno stile di vita “fair” cioè corretto, legale e collaborativo, nel campo sportivo e in quello quotidiano. 

L’espressione inglese “fair play” indica un  comportamento rispettoso delle regole, che garantisce le stesse opportunità ai diversi contendenti, nello sport, nella politica e nei rapporti umani e sociali. “Non ci si riferisce però solo allo sport - precisa Ruggero Alcantarini, presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP) - ma anche al condurre l’intera vita nel rispetto delle regole, che significa rispetto di noi stessi e dell’altro”. “I principi che ci vengono insegnati in quanto sportivi sono importanti non solo da seguire, ma anche da porre a se stessi per migliorare come persone innanzitutto, e per relazionarci meglio con l’altro e il prossimo” spiega Simone Ruffini, nuotatore italiano, parte delle Fiamme Oro di Napoli.

A parlare nel corso della serata sono veri esempi di correttezza e legalità, primo fra tutti il campione di basket Klaudio Ndoja: “Giocare giusto e onesto significa rispettare le regole; è il primo passo nella vita”. L’atleta, attualmente nella squadra di pallacanestro Forlì 2.015, è divenuto famoso per il libro “La morte è certa, la vita no” scritto da Michele Pettene e pubblicato nel 2015, dove si racconta la sua storia, che inizia come immigrato clandestino dall’Albania nel 1998 in Italia. Da quel giorno, “ho capito che avrei dovuto rispettare le regole per venire accettato all’interno della nuova società nella quale ero arrivato”. 

“Il rispetto dell’avversario è fondamentale” commenta Martina Grimaldi, bolognese, campionessa di nuoto di fondo, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra del 2012. “Se tutti ci impegnamo per giocare pulito, ben presto le scorciatoie come il doping e altre scorrettezze del genere diventano intollerabili”. 

“Mi piace la frase “no pain no gain”: senza fatica e sacrificio non si ottiene nulla. Cercare di “fregare l’altro” non ti rende una persona migliore, e se tenti la strada meno dolorosa nello sport significa inevitabilmente tentare anche in tutti gli altri ambiti del quotidiano” così Dario Remondini, giovane talento forlivese della scherma. Dario ha rappresentato l’Italia ai mondiali di scherma in Polonia nell’aprile di quest’anno, e “incarna i valori del vero sportivo: correttezza, impegno e dedizione. Un vero campione, e così giovane!”, commenta Ndoja.

“Lo sport è una meravigliosa componente della vita intera: e questa serata celebra tutti quegli sportivi che, come i ragazzi qui con noi oggi, si impegnano quotidianamente per portare anche nella vita di tutti i giorni gli stessi valori che imparano in palestra” commenta Maria Pia Baroni, assessore alla legalità di Forlì.

“Prendiamo ad esempio la lealtà e l’impegno - aggiunge Maurizio Pimpinella dell’associazione Apsp - questi sono due valori che se riportati sul mercato del lavoro conducono a maggiore competitività in senso sano, alla volontà di volersi migliorare in continuazione e infine a maggiore produttività”.

Forlì è tra i primi comuni d’Italia ad attivare la delega assessorile al fair play, stipulata nel 2012 da Graziano del Rio, allora presidente dell’ANCI, e Altacarini in qualità di presidente del CNIFP. “Un comune come il vostro, che decida di aderire ad una simile iniziativa, è un comune che in generale cerca di essere a misura di cittadino e non distante da esso, sia che questo sia uno sportivo che se non lo è” afferma Altacarini. “Lo sport non aveva uno spazio, nella costituzione italiana, degno dell’importanza che esso realmente possiede: con questo provvedimento abbiamo cercato di darglielo - sostiene il presidente del CNIFP - ampliando la cultura e lo sport anche ad essere prassi della quotidiana vita civile".

Silvia Panini