Cesena

Sparite le anatre: chi le ha viste?

Scomparse dal fiume Rubicone dove avevano nidificato il sospetto: bracconaggio interviene la Guardia Forestale

Sparite le anatre: chi le ha viste?
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07/agosto/2014 - h. 19.30

CESENA - Erano un bel gruppo, circa una ventina di esemplari, coccolati dai bambini, dagli anziani e dagli amanti degli animali. Ma da una settimana non c’è più traccia di loro. Stiamo parlando di anatre selvatiche, germani reali che affollavano gli argini del Rubicone vicino all’Anello di Cesare. Nonostante fossero volatili selvatici, nati lungo le sponde del fiume storico, erano abituati alla presenza dell’uomo; da quando le femmine avevano deposto le uova, i piccoli nati da quelle covate, divenuti adulti, non si sono mai allontanati più di trecento metri da quel tratto. Lì trovavano cibo in abbondanza perché erano decine le persone che passeggiando lungo il percorso naturalistico portavano loro pane e verdure, così come i gestori di un vicino ristorante al mattino, quando arrivavano, il primo compito che si assumevano era quello di controllare se vi era la loro presenza e quindi dare loro la “colazione”. Non erano spaventati e si lasciavano avvicinare senza timore, erano divenuti un “simbolo” di quell’area, i loro “richiami” alle persone che passavano erano divenuti consuetudini. Ma da una settimana si sono “volatilizzati”. Dell’accaduto è stata informata Il corpo Forestale provinciale che ha disposto un sopralluogo per capire cosa possa essere accaduto. È vero che questa specie può migrare, ma è difficile pensarlo, poiché in quel tratto di fiume avevano trovato l’habitat ideale. La cosa più inquietante è che si tratta di una specie cacciabile, ma non in questo periodo: dunque, pensando al peggio, qualcuno potrebbe aver pensato di catturarli per riempire i congelatori per l’inverno. Bracconaggio, un reato. E da poco tempo questa pena si è inasprita: infatti, è considerato furto ai danni dello Stato. Lo prevede una circolare del Corpo Forestale inviata a tutti i comandi territoriali. La direttiva richiama una recente sentenza della Cassazione che implica pene più severe per i cacciatori non in regola. Finora, infatti, per un bracconiere colto sul fatto, nel 90% dei casi, scattava una denuncia per caccia con mezzi non consentiti: la pena prevista era di tre mesi di reclusione, condonabile dietro pagamento di una sanzione di circa 520 euro. Ma ora con l’applicazione della nuova sentenza della Cassazione, la pena aumenta fino a sei mesi e non è condonabile dietro pagamento di una sanzione.