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Graffiedi si ritira: “Colpa di questo maledetto ginocchio”

L'attaccante romagnolo appende le scarpe al chiodo a 34 anni

Graffiedi si ritira: “Colpa di questo maledetto ginocchio”
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15/ottobre/2014 - h. 09.50

CESENA - Mattia Graffiedi ha appeso gli scarpini al chiodo. A soli 34 anni. “Tutta colpa di quell’infortunio nel ‘famoso’ Cesena-Juve Stabia del 4 maggio 2013 – racconta l’ex attaccante bianconero – da allora, anche se la scorsa stagione ho provato a ripartire con entusiasmo da San Marino, il mio ginocchio non si è messo più a posto. Tante volte ho dovuto fare i conti con la sfortuna. Mi sono sempre rialzato. Ma questa volta, purtroppo, non posso farci più niente…”.

Graffiedi, fa male smettere così.
“Soprattutto perché i medici mi hanno consigliato di dire stop radicalmente. Della serie: non è che dico basta con il mondo prof e poi vado in qualche squadra dilettantistica a divertirmi un po’. Assolutamente no! Devo proprio chiudere baracca e baracchini. Questa volta il mio ginocchio sinistro mi ha ‘fregato’. Credetemi, non è facile smettere col calcio giocato: per me questo sport, prima che un lavoro, era una passione. L’amarezza è alle stelle”.

In carriera, più volte ha dovuto fare i conti con la sfortuna.

“Praticamente è da quando ho iniziato a giocare che mi divido fra campo ed…infermeria. Il primo grosso infortunio l’ho avuto nel 1999, subito dopo essere arrivato al Milan. Mi sono fatto male in ritiro, quella volta al ginocchio destro: sono stato fuori un anno. A Modena, nel 2005, altro problema allo stesso arto. Poi, ai tempi di Piacenza, mi sono operato per ben due volte ai piedi”.

Nonostante tutto, qualche bella soddisfazione, è riuscito a togliersela pure lei.
“Non potrò mai scordare la mia prima avventura fra i prof vissuta a Cesena, quei 4 gol segnati in quella stagione 1998-99 che regalò quella grande salvezza cadetta ‘griffata’ Cavasin. Non potrò poi dimenticarmi nemmeno i miei 9 gol, conditi da promozione in A, raccolti ad Ancona nel 2002-03. Se mi chiedete però qual è la ‘fotografia’ più bella che porterò sempre dentro di me, vi sorprendo…”.

Dica pure.
“Ve lo ricordate quel Cesena-Novara 1-4 che, nel settembre 2012, decretò l’esonero di Nick Campedelli?! Quella sera, al Manuzzi, si consumò una tragedia calcistica. Nonostante tutto, a fine gara, il sottoscritto fu ‘chiamato’ sotto la curva dai ragazzi della ‘Mare’. I tifosi, dopo aver fischiato sonoramente la squadra, urlarono il mio nome, intonando il coro ‘Noi vogliamo 11 Graffiedi’. Che emozione!”.

Fla. Bert.