Cesena

Caso poliziotti, le ‘Iene’ chiedono scusa

Dopo 3 lettere Mediaset offre il contraddittorio. Luzi, il legale degli agenti: “Tardivamente, a danno fatto”

Caso poliziotti, le ‘Iene’ chiedono scusa

Le Iene Le immagini della puntata del 12 ottobre. Non è stato sentito il legale degli agenti, nonostante le sue richeste. Ora arrivano le scuse. A dx Viviani e Narducci

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19/ottobre/2015 - h. 12.47

CESENA - Le Iene non hanno raccontata la verità ma si sono rese disponibili ad accreditare una versione di parte. La sera dell’appostamento delle Iene sotto casa di uno degli agenti, l’8 settembre, io sono intervenuto sul posto e mi sono intrattenuto con loro un paio di ore sia per desisterle a tenere un comportamento che appariva solo molesto, sia per dichiarare la massima e completa disponibilità a collaborare ed approfondire il caso purchè a loro interessasse ricercare la verità. 
Mi veniva risposto che la verità gia l’avevano e che non erano disponibili ad iniziative programmate. Ma perchè, quella mandata in onda non era programmata? Il signor Narducci è stato comodamente intervistato come anche il suo legale, il tutto condito dai commenti della iena Viviani mentre per la controparte quale spazio è stato dato se non poche battute rubate al poliziotto e in mezzo alla strada?”. 
Abbiamo contattato Riccardo Luzi, il legale che sta seguendo dal 2010 la vicenda giudiziaria che coinvolge tre poliziotti cesenati e dall’altra parte il signor Filippo Narducci, anche lui di Cesena. Un servizio, quello montato per la popolare trasmissione di Italia Uno, che ha sollevato non poche polemiche anche da parte dei sindacati di Polizia. Siulp, Sap, Silp, Ugl, Coisp e Consap, pochi giorni fa hanno infatti contestato duramente quello che è stato considerato un “processo mediatico alla polizia e ai suoi appartenenti, senza dare la possibilità di alcun contraddittorio”. 
E dinnanzi al processo mediatico, lo stesso legale dopo 5 anni di silenzio, si è visto costretto a uscire dal riserbo. “Nel video - prosegue Luzi - non si vede alcun pugno lo stesso perito del tribunale che ha esaminato e rielaborato il video lo esclude... Narducci quando viene ammanettato cade faccia in vanti e li si procura quelle lievi escoriazioni, ma quella parte del video non viene proiettata. Noi siamo davvero amareggiati per come è stato montato quel servizio, senza alcun contraddittorio, mostrando solo una versione… Già da come è stata posta la domanda provocatoria: “Lei ha mai tirato un pugno a Filippo Narducci?”. 

Nella sua prima comunicazione, datata 9 dicembre 2015, l’avvocato Riccardo Luzi diffida le Iene a pubblicare le immagini dell’agente ripreso sotto casa, precisando che “Nel merito della vicenda il poliziotto ripreso non ha riportato alcuna condanna penale, e non è imputato di alcuno dei reati riferiti dal signor Viviani che evidentemente ha ricevuto una informazione parziale e sbagliata”. 

E aggiunge: “offriamo ogni sorta di contributo, collaborazione in merito alla vicenda giudiziaria che interessava alle “Iene” mediante la produzione di documenti ed atti processuali, seppur nella intima convinzione che i processi debbano essere istruiti nei Tribunali e non in mezzo alla strada od attraverso l’eco mediatico…”. Il 13 ottobre lo stesso legale invia una seconda lettera per chiedere una rettifica di pubblicazione, sempre indirizzata all’ufficio legale di Mediaset, dove si esprimeva “lo sdegno più totale per il contenuto del resoconto della vicenda di cui all’oggetto”. 

“… Alla nostra parte veniva riservato ben altro trattamento: la derisione e lo svilimento dell’operato della magistratura nonchè l’agguato notturno sotto caso di uno degli agenti con domande provocatorie ed offensive mentre Viviani rappresentava contemporaneamente allo scrivente intervenuto che alla “sua” trasmissione non interessava alcun incontro o intervista “programmata” !!! 

Una lettera morta, come l’ultima inviata il 14 ottobre, in cui si sollecita la rettifica e dove l’avvocato Luzi precisa che: “Torno sull’argomento e nel richiamare la mia del 13 c.m, devo aggiungere, dopo aver rivisto la puntata, che è stato fatto credere agli spettatori che lo scrivente avesse contattato “Le Iene” dopo la messa in onda del servizio. 

“Si tratta di una falsità vergognosa - afferma il legale cesenate - in quanto il sottoscritto durante la puntata non ha avuto nessun contattato e mai nessuno della redazione ne alcuno da parte dell’editore si è degnato di rendere partecipe della puntata (ne durante la preparazione ne informando della messa in onda) lo scrivente e la parte che rappresenta”. 

Visto che il video è senza sonoro e le immagini non sono affatto chiare gli si potevano fare delle domande molto banali per testare la credibilità del Narducci: per esempio cosa fa nella vita che lavoro svolge (dovrebbe essere molto redditizio visto che ha dichiarato di aver sostenuto 100mila euro di spese per questa vicenda), poi se ha riportato precedenti penali, con chi era in auto quella sera e cosa facevano insieme, chi erano le altre due persone una delle quali ha testimoniato contro di lui. 

Inoltre, nel lungo processo a suo carico la moglie del Narducci era stata indicata dalla sua difesa nella lista come testimone, mentre quando veniva chiamata a deporre nel processo contro i poliziotti la parte del Narducci eccepiva che nulla sapeva. Tanto per approfondire. 
 Simona Pletto

iene

19/10/2015 15:38

Postato da celuz

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