Cesena

Lungo sciopero della fame per i 3 poliziotti

Il segretario generale del Sap Gianni Tonelli non mangia da 25 giorni per protestare anche sul caso Narducci

Lungo sciopero della fame per i 3 poliziotti
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N. Commenti 1

14/febbraio/2016 - h. 18.40

Disposto a non mangiare da 25 giorni, prima di tutto per puntare i fari sulla questione sicurezza a livello nazionale, ma anche per aiutare i tre poliziotti cesenati coinvolti nel caso Narducci, finito anche a Le Iene. Beve solo acqua, per chiedere più protezione, più uomini, più giustizia per un mestiere, come è appunto quello del poliziotto, sempre più difficile, con sempre meno agenti che restano senza fondi e a volte - in casi di controversie nei palazzi di giustizia -, anche senza ‘materassi’. Lui, è Gianni Tonelli, il segretario generale del sindacato autonomo di polizia, impegnato da settimane in un difficile sciopero della fame finalizzato a denunciare il pesante stato in cui versa l’apparato della sicurezza in Italia, i rischi a cui sono sempre più esposti i poliziotti.

“Da tempo chiedo che ogni agente possa avere una video-camera sulla divisa e sulle auto di servizio - ha detto ieri in un incontro a cui hanno partecipato molti agenti in borghese, organizzato a Forlì insieme ai tre poliziotti in forza al Commissariato di Cesena, che appunto difende -, per evitare casi di condanna ingiusta come questo. Io sto portando avanti una battaglia di coraggio ma non sono un folle: se sono qui a difendere questi 3 agenti, è perché ho letto bene tutte le carte e le motivazioni contraddittorie delle sentenze. Se uno racconta falsamente di essere stato picchiato da un agente, con la telecamera sulla divisa puoi dimostrare la tua innocenza, diversamente no”.

Le video-camera al momento sono state sperimentate in 4 città (200 apparecchi al costo di 40mila euro). “Oggi il prezzo di questi apparecchi è minore rispetto ad anni fa, e sicuramente per lo Stato è sempre meno costoso delle spese per affrontare certi processi”. Sottolinea Tonelli. E mentre l’avvocato Luzi di Cesena che difende i tre agenti si prepara ad impugnare le due sentenze in Appello e in Cassazione, Tonelli - che nonostante la ferrea dieta resta convinto dei suoi passi e lucidissimo, spinto dalla voglia di trovare verità e giustizia - sottolinea di nuovo la grave compressione dei diritti di espressione del pensiero e del dissenso che si è manifestata con la sospensione di un poliziotto romano reo semplicemente di aver detto la verità in relazione alla inadeguatezza delle dotazioni dei poliziotti.

Da giorni, quindi, anche alcuni agenti cesenati sono presenti al gazebo che il Sindacato Sap ha predisposto in piazza a Montecitorio. “L’auspicio è quello di poter arrivare direttamente alle orecchie della politica perché intervenga per ripristinare i giusti equilibri tra giustizia ed esigenza di informazione a tutela dell’indipendenza e della serenità della magistratura oggi sotto ricatto del processo mediatico. I Tribunali devono tornare ad essere l’unico luogo in cui si celebrano, si discutono e si decidono i processi e non, come troppo spesso accade oggi, luogo di ratifica dell’esito del processo mediatico troppo spesso viziato da ricostruzioni parziali, interessate e capziose”.

Uno sciopero della fame, quello dei poliziotti cesenati, che vuole essere un grido di denuncia contro un sistema che tutela sempre più i delinquenti e avversa i tutori dell’ordine sbattendoli alla sbarra per ogni asino che raglia. “ll Sap pur nel massimo rispetto dovuto per le sentenze e per l’Autorità Giudiziaria, esprime il massimo rammarico poiché tre bravi poliziotti, padri di famiglia, oggi si trovano di nuovo a dover affrontare l’ennesima prova per il solo fatto di aver voluto fare bene il proprio mestiere. Dopo quasi 6 anni di battaglie giudiziarie momentaneamente conclusesi con una lieve condanna in primo grado; dopo che il caso è stato sviscerato, sezionato ed osservato al microscopio e giudicato da più Giudici che, alternativamente, hanno legittimamente dato interpretazioni anche diametralmente opposte l’una dall’altra; dopo che con grande spirito di servizio e di sacrificio i poliziotti hanno silenziosamente affrontato l’iter giudiziario confidando sempre nella verità e nella giustizia; dopo che la stessa controparte anche nelle sentenze più “sfavorevoli” ai poliziotti viene definita “non attendibile”, non riteniamo accettabile che a 6 anni di distanza dai fatti oggetto del procedimento, si pensi oggi nuovamente sbattere i poliziotti cesenati sul banco dell’imputati”.

Simple

un pò di obiettività per favore

18/02/2016 19:11

Postato da AleAle74

Nel video si vede benissimo che il poliziotto da un cazzotto a Narducci. Ora l'unica cosa che non possiamo sapere con certezza sono le parole esatte che si sono detti ma il cazzotto c'è stato senza ombra di dubbio. Il buon senso che in Italia è morto da tempo avrebbe suggerito che magari il poliziotto e Narducci si fossero scusati l'uno con l'altro riconciliandosi bonariamente e tutto sarebbe finito lì senza far spendere centinaia di migliaia di euro alla collettività!!!