Cesena

Chieste le condanne per cinque veterinari

Il Pm Santangelo ha consegnato una relazione di 130 pagine, uno solo non avrebbe responsabilità

Chieste le condanne per cinque veterinari
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31/marzo/2016 - h. 13.13

Il pm Filippo Santangelo durante l’udienza preliminare di ieri in Tribunale a Forlì (giudice Monica Galassi) ha chiesto le condanne per i medici veterinari sotto indagine, insieme a due dirigenti di un’industria alimentare che è collegata con il marchio Amadori e che alleva pollame, per mancati controlli sulle carni avicole dopo che erano stati riscontrati numerosi casi di salmonella. Il pubblico ministero dopo aver consegnato una relazione di 130 pagine ha chiuso lo scritto con le richieste ritenendo che cinque dei sei vetrinari siano responsabili di capi di imputazione diversi e vario titolo.

L’udienza è stata aggiornata al 27 aprile quando molto probabilmente dopo gli interventi dei vari avvocati difensori Alessandro Monteleone, Marco Martines e Riccardo Luzi, usciranno le sentenze. Le pene richieste sono alte, ma con lo sconto di un terzo della pena che prevede il rito abbreviato scelto da tutti gli imputati, arrivano a un massimo di due anni per due veterinari. E da sei a dieci mesi per altri tre. Uno solo non sarebbe stato ritenuto colpevole.

Le indagini coordinate dalla procura di Forlì col procuratore Sergio Sottani e il sostituto Filippo Santangelo e condotte dai Nas dei carabinieri nell’operazione denominata Hell’s Chicken, avrebbero fatto emergere irregolarità e inadempimenti nella catena dei controlli. I veterinari sono accusati di falso ideologico in atti pubblici per aver rilasciato false attestazioni di controlli e campionamenti che non avevano fatto personalmente. Sono accusati anche a vario titolo di abuso d’ufficio e omissioni in atti di ufficio perché, secondo le indagini dei Nas, non avevano adottato i provvedimenti sanitari necessari, e di omessa comunicazione all’autorità giudiziaria di fatti costituenti reato.

La vicenda risale allo scorso anno quando i Nas, durante dei controlli di routine su prodotti avicoli di diverse marche, riscontrano ripetute irregolarità nelle referenze dell’azienda Amadori. Nello specifico era stata rilevata la presenza di salmonella oltre i limiti di legge nei prodotti finiti crudi. Secondo quanto riferito nel comunicato ufficiale delle autorità le “positività denotavano una carente conduzione gestionale dello stabilimento e facevano sorgere sospetti sulle attività di vigilanza e controllo dell’ufficio veterinario”. L’azienda di Cesena aveva subito dichiarato che “non era in atto alcun addebito nei suoi confronti in merito alla presenza di salmonella nei prodotti attualmente in distribuzione”. E si era resa disponibile a collaborare con l’autorità Giudiziaria.