Cesenatico

Si dimettono tre assessori. Buda solo

“Manovra di bilancio viziata da calcoli virtuali”: se ne vanno dalla Giunta Tavani, Fattori e Donini

Si dimettono tre assessori. Buda solo

Roberto Buda, sindaco di Cesenatico

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30/aprile/2016 - h. 14.04

“La nostra sopportazione è al capolinea”. Lo affermano gli assessori Antonio Tavani, Giovannino Fattori e Pier Luigi Donini che ieri hanno rassegnato le dimissioni dalla carica e dalla Giunta guidata da Roberto Buda: “Una decisione sofferta - affermano - ma ben motivata, perché per troppo tempo ci siamo trovati a dover ratificare in Giunta decisioni precotte, assunte dall’uomo solo al comando, il sindaco Buda, che ci accusava di danneggiare alleanza e coalizione in caso di interferenze. Il nostro modello di coalizione è diverso, è quello di condividere le decisioni, di coinvolgere e soprattutto di ascoltare gli alleati”.

“La goccia che ha fatto traboccare il vaso - aggiungono - è stata la manovra di bilancio. Sindaco e assessore ci avevano assicurato che era tutto a posto e che non c’erano problemi. Al contrario, abbiamo constatato dai successivi approfondimenti e sentendo il parere di esperti che non solo c’erano passaggi problematici, ma che la ventilata copertura grazie all’entrata straordinaria di 9 milioni da parte dell’Eni, per il pagamento dell’Imu sulle piattaforme, è solo virtuale”.

“E’ stata la scintilla che ci ha condotto a rassegnare le dimissioni. Fino all’ultimo, Buda ha voluto fare di testa sua, trascinandosi dietro gli assessori a lui organici e pensando di poter fare anche con noi il bello e il brutto tempo. Ha sbagliato le proprie valutazioni. Come sta sbagliando a diffondere in giro calunnie per creare confusione tra la gente che non conosce i meccanismi istituzionali. Il commissariamento, infatti, se verrà, sarà solo per una manciata di giorni e il Comune potrà operare nell’ordinaria amministrazione. Ma ormai Buda è un uomo solo che sta sparando colpi a casaccio”.

“Crediamo anche che una scelta coraggiosa, che fa chiarezza, sia molto più apprezzata dai nostri concittadini che non l’ipocrisia di un’alleanza di facciata che nascondeva lacerazioni. Oggi l’alleanza di centrodestra è più unita che mai e si presenta agli elettori a testa alta. Dall’altra parte c’è un uomo isolato che avrebbe potuto unire e che, al contrario, ha creato solchi e divisioni incolmabili per il suo carattere, per la sua visione autoreferenziale, per i suoi personali obiettivi, per la supponenza con cui pensava di gestire eventuali alleanze”.