Cesena

Sparatoria con rapina di gioielli in Fiera, un arresto

Incastrato dai carabinieri il presunto autore del colpo all’esposizione dell’antiquariato che fruttò quasi 100mila euro

Sparatoria con rapina di gioielli in Fiera, un arresto
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04/maggio/2016 - h. 11.37

I carabinieri della Compagnia di Cesena e i militari specializzati del Nucleo Investigativo di Forlì, comandati dal capitano Amedeo Consales, hanno arrestato a Modena, dove ufficialmente risiede, il 33enne Massimo Debarre, pregiudicato di origine Sinti: dovrà rispondere di rapina aggravata, porto e detenzione di arma da sparo, spari in luogo pubblico. E’ ritenuto l’autore, con un complice da identificare, della rapina del 18 ottobre 2015 nel parcheggio della Fiera a Pievesestina.

Al termine della mostra di antiquariato, una guardia giurata venne incaricata da un espositore di ritirare un plico con preziosi per circa 100mila euro. All’uscita la guardia trovò la sua auto con una gomma forata e, mentre si apprestava alla sostituzione, un malvivente tentò d’impossessarsi del plico all’interno della vettura. Nacque una colluttazione in cui il plico si ruppe lasciando nelle mani del malvivente parte dei preziosi (circa 5mila euro il valore di quelli recuperati). Il rapinatore salì a bordo di una Giulietta scura con al volante un complice. Dall’auto vennero esplosi colpi di pistola per intimidire la guardia giurata che a sua volta sparò 11 colpi verso l’auto in fuga, centrandola.

Nella sparatoria, un colpo ha centrato la targa dell’auto, un altro la gomma. La Giulietta fu poi fotografata mentre entrava irregolarmente in A14 dal varco dei tele pass per essere successivamente caricata a bordo di un mezzo di soccorso e trasportata a Modena. Le indagini degli investigatori dell’Arma hanno poi permesso di risalire ad una utenza telefonica riferibile al Debarre e rintracciare anche la Giulietta, con targa sottratta ad un’altra vettura, finita nel frattempo in Francia. Sulla scorta degli elementi raccolti la magistratura ha emesso una misura cautelare nel confronti del Debarre. L’ingresso “in violazione” registrava la targa del veicolo di interesse che però risultava visibilmente artefatta ed associata ad una Ferrari radiata per esportazione. Le telecamere a circuito chiuso dell’area di servizio registravano il prelevamento di una ‘Giulietta scura’, da parte un autosoccorso di Modena, poi accertato essere stato allertato da un familiare dell’odierno indagato.

Attraverso una complessa attività di carattere tecnico, servizi di Ocp dedicati e comparazioni tra le mappe d’area ed i presunti percorsi intrapresi, si riusciva a risalire ad un’utenza telefonica che, sebbene intestata ad un prestanome fittizio, era attribuibile ad uno dei due rapinatori. Successivamente, si riusciva ad individuare la targa esatta del veicolo utilizzato che era stato acquistato da un prestanome pochi giorni prima e rivenduto subito dopo la rapina ad un commerciante di auto che, a sua volta, l’aveva esportato in Francia. Sulla scorta degli elementi acquisiti il Pubblico Ministero Federica Messina, ha chiesto l’emissione di una misura cautelare personale a carico dell’indagato. Il Gip del Tribunale di Forlì, Monica Galassi ne ha poi ordinato la carcerazione. Le accuse sono di rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da sparo, spari in luogo pubblico. Le indagini proseguono per dare un volto anche al complice.