Cesena

Rievocazione dell’antico Palio e della Giostra d’Incontro

Martedì prossimo per le strade della città figuranti in costumi d’epoca e vigili a cavallo

Rievocazione dell’antico Palio e della Giostra d’Incontro
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03/luglio/2016 - h. 02.04

I Cavalier, l’Arme, Gli Amori. I 700 anni del Palio e della Giostra d’Incontro di Cesena”, questo il titolo della manifestazione che si terrà a Cesena martedì 5 luglio per le strade malatestiane. Alle 18.30 prenderà l’avvio un corteo storico da Palazzo Guidi, in corso U.Comandini 1, fino a piazza del Popolo. Preceduto da due “Vigili” a cavallo e dalla Banda Città di Cesena diretta dal maestro Jader Abbondanza sfilerà l’insegna del Palio creata da Massimiliano Sirotti seguita da una quarantina di figuranti in costumi d’epoca realizzati dalla Confraternita della Fenice di Cristina Mazzotti.

Nella serata, alle 21.30 presso il chiostro di San Francesco in via Montalti, a ingresso libero, si rievocherà la “Meravigliosa Storia del Palio di Cesena” con la voce dell’attore Alessandro Pieri. L’evento, organizzato dalla sede locale di “Italia Nostra”e con il patrocinio del comune malatestiano, prende l’avvio da un fatto storico ripetuto per centinaia di anni a Cesena e poi caduto nel dimenticatoio. “Esattamente settecento anni fa il sei luglio del 1316 – dice Daniele Molinari di Italia Nostra – fu corso il primo Palio della città di Cesena e il nove dicembre del 1465 il Papa Paolo II° concesse alla città il privilegio di tenere ogni anno e per sempre la Giostra d’Incontro, ovvero due cavalieri che si sfidavano con la lancia. Il tutto avvenne fino al 1838”.

“Di questo – continua Molinari – c’è testimonianza scritta e certificata presso il nostro archivio e dalle date si scopre che questo Palio era ben più antico di quello, ormai celeberrimo e realizzato ogni anno, di Faenza ed Arezzo. Tutta prova, quindi, la grande importanza e notorietà di Cesena nel medioevo molto al di là di quanto attualmente si sa storicamente. Ci auguriamo che l’evento diventi un momento fisso di rievocazione per gli anni futuri come in altre città italiane meno titolate della nostra”.

Piero Pasini