Cesena

I rom all’ex Zuccherificio se ne devono solo andare

“Cesena Siamo Noi” punta il dito su Lucchi. Il sindaco risponde: “Devono lasciare la città, è l'unico obiettivo da perseguire”

I rom all’ex Zuccherificio se ne devono solo andare

Degrado denunciato da tempo anche dal comitato “Zuccherificio”

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14/ottobre/2016 - h. 02.31

Polemica sulla famiglia rom accampata all’Ex Zuccherificio. Il movimento ‘Cesena Siamo noi’ ieri ha puntato il dito sul sindaco, reo di non aver aiutato la famiglia di nomadi. “I finanziamenti che eventualmente la Regione avrebbe valutato se erogare - dicono -, avrebbero dato la possibilità di dare lavoro a qualche giovane educatore ed operatore/mediatore sociale, per affrontare le situazioni di comprensibile tensione sociale e marginalità, oltre che ad offrire un’alternativa per questa famiglia rom di vivere in modo più dignitoso. E il movimento aggiunge: “Oggi, nonostante i trionfalistici comunicati sulla riqualificazione in atto e sullo stato dei servizi sociali, è doveroso ricordare che alcune situazioni, come questa, sono immutate e rischiano di incancrenirsi ulteriormente”.
Immediata la replica del primo cittadino Paolo Lucchi. “Il sistema dei nostri servizi - premette - raggiunge oggi 4.450 famiglie e vale complessivamente 35 milioni di euro. Si potrebbe fare di più? Certamente, come in tutte le circostanze. Ma fra quel di più, non crediamo debba ricomprendersi un
progetto di inclusione dei rom che da ormai troppi anni vivono all’addiaccio
nella zona dell’ex zuccherificio. Leggiamo che il gruppo consiliare “Cesena siamo noi”, chiedendo al Comune di intervenire sulla famiglia rom, ha abbandonato la richiesta, annunciata attraverso una precisa mozione in Consiglio comunale, di utilizzare finanziamenti regionali per assegnare alla
famiglia rom una casa. Ne siamo compiaciuti, perché questo significa che anche “Cesena siamo noi” ha capito che i progetti di sostegno possono essere fatti solo quando entrambe le parti (in questo caso il Comune e la famiglia) ne hanno la volontà e, soprattutto, quando da entrambe le parti c’è disponibilità a collaborare, ad essere inseriti in percorsi di inclusione al lavoro”.
“Situazioni che non ricorrono in questo caso - conclude Lucchi -. Allora,
vogliamo davvero tranquillizzare i numerosi esponenti di “Cesena siamo noi” interessati ai componenti della famiglia rom che bivacca all’ex zuccherificio: gli operatori sociali già da tempo li hanno avvicinati e contattati, ma questo non ha minimamente risolto, purtroppo, i problemi di “degrado” che sempre “Cesena siamo noi” denuncia in quell’area. Sappiamo che la famiglia rom ha risorse e strumenti per lasciare la città. Come condiviso con il comitato “Zuccherivivo”, formato dai cittadini residenti in quella zona, stiamo operando, pur non essendo affatto semplice, per raggiungere questo obiettivo, che crediamo sia l’unico che l’Amministrazione comunale debba perseguire”.
Polemica sulla famiglia rom accampata all’Ex Zuccherificio. Il movimento ‘Cesena Siamo noi’ ha puntato il dito sul sindaco, reo di non aver aiutato la famiglia di nomadi. “I finanziamenti che eventualmente la Regione avrebbe valutato se erogare - dicono -, avrebbero dato la possibilità di dare lavoro a qualche giovane educatore ed operatore/mediatore sociale, per affrontare le situazioni di comprensibile tensione sociale e marginalità, oltre che ad offrire un’alternativa per questa famiglia rom di vivere in modo più dignitoso. E il movimento aggiunge: “Oggi, nonostante i trionfalistici comunicati sulla riqualificazione in atto e sullo stato dei servizi sociali, è doveroso ricordare che alcune situazioni, come questa, sono immutate e rischiano di incancrenirsi ulteriormente”.

Immediata la replica del primo cittadino Paolo Lucchi. “Il sistema dei nostri servizi - premette - raggiunge oggi 4.450 famiglie e vale complessivamente 35 milioni di euro. Si potrebbe fare di più? Certamente, come in tutte le circostanze. Ma fra quel di più, non crediamo debba ricomprendersi unprogetto di inclusione dei rom che da ormai troppi anni vivono all’addiaccionella zona dell’ex zuccherificio. Leggiamo che il gruppo consiliare “Cesena siamo noi”, chiedendo al Comune di intervenire sulla famiglia rom, ha abbandonato la richiesta, annunciata attraverso una precisa mozione in Consiglio comunale, di utilizzare finanziamenti regionali per assegnare allafamiglia rom una casa. Ne siamo compiaciuti, perché questo significa che anche “Cesena siamo noi” ha capito che i progetti di sostegno possono essere fatti solo quando entrambe le parti (in questo caso il Comune e la famiglia) ne hanno la volontà e, soprattutto, quando da entrambe le parti c’è disponibilità a collaborare, ad essere inseriti in percorsi di inclusione al lavoro”.

“Situazioni che non ricorrono in questo caso - conclude Lucchi -. Allora,vogliamo davvero tranquillizzare i numerosi esponenti di “Cesena siamo noi” interessati ai componenti della famiglia rom che bivacca all’ex zuccherificio: gli operatori sociali già da tempo li hanno avvicinati e contattati, ma questo non ha minimamente risolto, purtroppo, i problemi di “degrado” che sempre “Cesena siamo noi” denuncia in quell’area. Sappiamo che la famiglia rom ha risorse e strumenti per lasciare la città. Come condiviso con il comitato “Zuccherivivo”, formato dai cittadini residenti in quella zona, stiamo operando, pur non essendo affatto semplice, per raggiungere questo obiettivo, che crediamo sia l’unico che l’Amministrazione comunale debba perseguire”.