Cesena

Sei casi di Legionella in città. Impianti nel mirino

Emessa un’ordinanza per i controlli dei dispositivi di raffreddamento dell’acqua per prevenire altre infezioni

Sei casi di Legionella in città. Impianti nel mirino
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13/novembre/2016 - h. 13.47

Il Comune di Cesena ha appena pubblicato un’ordinanza per la prevenzione
e il controllo della legionellosi nel territorio comunale, che si affianca a quella già emanata nel 2013, aggiornando le misure precauzionali prescritte in quel documento. Il provvedimento è stato preso alla luce del focolaio di legionella
verificatosi all’inizio di ottobre in un quartiere di Parma; nel frattempo sono emersi sei casi anche a Cesena (che, come da protocollo sanitario, l’Ausl sta
già seguendo con attenzione). Nella città emiliana non è ancora stata individuata la causa scatenante, ma l’attenzione si è rivolta alle torri di raffreddamento ad umido e condensatori evaporativi, vale a dire particolari
apparecchiature utilizzate per il raffreddamento dell’acqua. 
Anche a Cesena non sono state individuate cause specifiche per i casi riscontrati e l’ordinanza mira a prevenire eventuali rischi associati ad impianti di questi tipo presenti nella nostra città, prescrivendo a chi li gestisce di eseguire interventi di manutenzione e bonifica e di comunicarne la presenza al Comune e all’Ausl Romagna. Quest’ultima richiesta mira alla creazione di un data base per consentire in futuro un monitoraggio puntuale.
Come si diceva, l’attuale ordinanza si aggiunge a quella adottata nel 2013, sulla scia delle linee guida regionali, che contiene una serie di prescrizioni
rivolte soprattutto alle strutture turistico-ricettive, termali, sanitarie, socio-sanitarie, ecc. per una corretta gestione e manutenzione degli impianti. Quella prima ordinanza ha dato risultati positivi, facendo diminuire
sensibilmente i casi registrati nel corso del tempo. L’ordinanza odierna intende allargare ulteriormente le misure di prevenzione.
A determinare la legionella è un batterio classificato come ‘ubiquitario’, cioè normalmente presente nell’ambiente (in particolare nell’acqua) ma, che diventa particolarmente pericoloso in caso di concentrazioni molto elevate. E’ quindi fondamentale evitare che si creino condizioni favorevoli alla sua proliferazione.
Il Comune di Cesena ha appena pubblicato un’ordinanza per la prevenzione e il controllo della legionellosi nel territorio comunale, che si affianca a quella già emanata nel 2013, aggiornando le misure precauzionali prescritte in quel documento. Il provvedimento è stato preso alla luce del focolaio di legionella verificatosi all’inizio di ottobre in un quartiere di Parma; nel frattempo sono emersi sei casi anche a Cesena (che, come da protocollo sanitario, l’Ausl sta già seguendo con attenzione). Nella città emiliana non è ancora stata individuata la causa scatenante, ma l’attenzione si è rivolta alle torri di raffreddamento ad umido e condensatori evaporativi, vale a dire particolari apparecchiature utilizzate per il raffreddamento dell’acqua. 

Anche a Cesena non sono state individuate cause specifiche per i casi riscontrati e l’ordinanza mira a prevenire eventuali rischi associati ad impianti di questi tipo presenti nella nostra città, prescrivendo a chi li gestisce di eseguire interventi di manutenzione e bonifica e di comunicarne la presenza al Comune e all’Ausl Romagna. Quest’ultima richiesta mira alla creazione di un data base per consentire in futuro un monitoraggio puntuale.

Come si diceva, l’attuale ordinanza si aggiunge a quella adottata nel 2013, sulla scia delle linee guida regionali, che contiene una serie di prescrizioni rivolte soprattutto alle strutture turistico-ricettive, termali, sanitarie, socio-sanitarie, ecc. per una corretta gestione e manutenzione degli impianti. Quella prima ordinanza ha dato risultati positivi, facendo diminuire sensibilmente i casi registrati nel corso del tempo. L’ordinanza odierna intende allargare ulteriormente le misure di prevenzione.

A determinare la legionella è un batterio classificato come ‘ubiquitario’, cioè normalmente presente nell’ambiente (in particolare nell’acqua) ma, che diventa particolarmente pericoloso in caso di concentrazioni molto elevate. E’ quindi fondamentale evitare che si creino condizioni favorevoli alla sua proliferazione.