Cesena

Caso Narducci, altra figuraccia delle Iene

Al Gazebo del Sap arrivano le telecamere di Italia Uno. Il protagonista beccato nascosto a cento metri

Caso Narducci, altra figuraccia delle Iene

Filippo Narducci col giubbotto verde a Forlì nascosto a cento metri guarda

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10/febbraio/2017 - h. 04.08

Dopo tre procedimenti processuali e 7 anni di battaglie prima vinte poi perse
e viceversa, non si danno pace, invocano giustizia nella quale - dicono sottovoce - credono ancora. La ricerca della verità ha portato gli agenti di Polizia a cercare altri elementi utili, che oggi si traducono in nuove perizie e testimonianze da portare davanti al gup sempre per quell’aggressione che per tutti, incluso il segretario generale del sindacato autonomo di Polizia (Sap), Gianni Tonelli, “non andò come da alcuni è stata descritta”. Tonelli, insieme a due dei tre agenti coinvolti in questa contorta vicenda che li vede ora indagati per sequestro di persona e falso ideologico, ha iniziato mercoledì  a Forlì vicino alla Prefettura dove è stato montato un gazebo, uno sciopero della fame per solidarietà ai tre poliziotti del commissariato di Cesena accusati da Filippo Narducci di maltrattamenti durante un controllo, e sarà
quindi in strada con i colleghi, anche loro in sciopero della fame, fino a lunedì.
E al gazebo si sono presentate le Iene. Con il solito modo provocatorio hanno rimediato una figuraccia colossale anche di fronte alle persone di passaggio, qualcuno li ha insultati. Hanno infatti provocato e invaso il gazebo al limite della decenza e forse al confine col commettere dei reati. Tutto questo mentre Filippo Narducci, nascosto, tra delle colonne in via delle Torri a Forlì (fotografato da La Voce) a cento metri, guardava cosa succedeva sghignazzando. Pessima figura delle Iene che già su questo caso trattato in maniera mistificatoria prima del processo furono poi costretti a chiedere scusa.
“Lo sciopero della fame durerà fino al giorno dell’udienza preliminare davanti al Gup di Forlì, fissata per il 14 febbraio”, spiega Tonelli, “Questo è un processo mediatico, dove non c’è sostanza, montato ad arte per danneggiare colleghi innocenti. Il nostro scopo non è quello di convincere la gente della nostra verità, ma quello di avvicinare la popolazione a tutti gli elementi processuali, affinché possano farsi un’opinione vera. Fino a lunedì saremo
qui con il gazebo, proietteremo il video che attesta i fatti realmente accaduti, distribuiremo volantini alla gente e risponderemo alle loro domande dalle 9 del mattino fino alla sera. Inoltre faremo dei live da mandare in rete e dopo l’udienza preliminare apriremo il sito www. vialamenzogna.it, dove pubblicheremo tutti gli atti processuali per rendere la verità accessibile a tutti.
Siamo determinati a dare battaglia al partito dell’antipolizia e a tutti gli avventurieri che a volte hanno ‘pelose’ finalità”.
Dopo tre procedimenti processuali e 7 anni di battaglie prima vinte poi perse e viceversa, non si danno pace, invocano giustizia nella quale - dicono sottovoce - credono ancora. La ricerca della verità ha portato gli agenti di Polizia a cercare altri elementi utili, che oggi si traducono in nuove perizie e testimonianze da portare davanti al gup sempre per quell’aggressione che per tutti, incluso il segretario generale del sindacato autonomo di Polizia (Sap), Gianni Tonelli, “non andò come da alcuni è stata descritta”. Tonelli, insieme a due dei tre agenti coinvolti in questa contorta vicenda che li vede ora indagati per sequestro di persona e falso ideologico, ha iniziato mercoledì a Forlì vicino alla Prefettura dove è stato montato un gazebo, uno sciopero della fame per solidarietà ai tre poliziotti del commissariato di Cesena accusati da Filippo Narducci di maltrattamenti durante un controllo, e saràquindi in strada con i colleghi, anche loro in sciopero della fame, fino a lunedì.

E al gazebo si sono presentate le Iene. Con il solito modo provocatorio hanno rimediato una figuraccia colossale anche di fronte alle persone di passaggio, qualcuno li ha insultati. Hanno infatti provocato e invaso il gazebo al limite della decenza e forse al confine col commettere dei reati. Tutto questo mentre Filippo Narducci, nascosto, tra delle colonne in via delle Torri a Forlì (fotografato da La Voce) a cento metri, guardava cosa succedeva sghignazzando. Pessima figura delle Iene che già su questo caso trattato in maniera mistificatoria prima del processo furono poi costretti a chiedere scusa.

“Lo sciopero della fame durerà fino al giorno dell’udienza preliminare davanti al Gup di Forlì, fissata per il 14 febbraio”, spiega Tonelli, “Questo è un processo mediatico, dove non c’è sostanza, montato ad arte per danneggiare colleghi innocenti. Il nostro scopo non è quello di convincere la gente della nostra verità, ma quello di avvicinare la popolazione a tutti gli elementi processuali, affinché possano farsi un’opinione vera. Fino a lunedì saremoqui con il gazebo, proietteremo il video che attesta i fatti realmente accaduti, distribuiremo volantini alla gente e risponderemo alle loro domande dalle 9 del mattino fino alla sera. Inoltre faremo dei live da mandare in rete e dopo l’udienza preliminare apriremo il sito www. vialamenzogna.it, dove pubblicheremo tutti gli atti processuali per rendere la verità accessibile a tutti. Siamo determinati a dare battaglia al partito dell’antipolizia e a tutti gli avventurieri che a volte hanno ‘pelose’ finalità”.