Forlì - Cesena

Smantellata organizzazione di caporalato in provincia

Oltre 50 lavoratori sfruttati con paghe da fame nei campi agricoli e negli allevamenti avicoli

Smantellata organizzazione di caporalato in provincia
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09/marzo/2017 - h. 19.58

L'operazione portata a termine questa mattina all'alba dalla Guardia di Finanza arriva a conferma di quanto il caporalato sia diffuso nella provincia di Forlì Cesena che ha portato all'arresto di cinque marocchini, tre dei quali fratelli, tutti tra i 27 e i 44 anni. Gli arresti sono stati effettuati a Cesena e a San Bonificio in provincia di Verora. L'accusa è associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro e di impiego di manodopera clandestina. 
La mano d'opera impegnata nei campi agricoli e negli allevamenti avicoli, oltre 50 lavoratori, quasi tutti nord africani, sfruttati con una paga da fame - sotto i 5 euro all'ora, tutti in nero senza alcun tipo di copertuta e neppure pagati con regolarità - venivano impiegati dietro lo schermo di comodo di tre cooperative che grazie a contratti di appalto si “infiltravano” nel tessuto regolare dell'economia, in aziende del forlivese, del ravennate e del veronese. 
I lavoratori sfruttati vivevano in due appartamenti di Cesena, stipati all'inverosimile in condizioni sanitarie precarie e di grande degrado, dove pagavano affitti salatissimi ai loro stessi caporali, formali affittuari presso i proprietari di casa che così quadruplicavano l'importo che pagavano come  affitto regolare. Da qui venivano prelevati con pulmini ogni mattina.
La Guardia di Finanza è arrivata a sgominare lo sfruttamento grazie a una lunga attività di di lunghe e costanti ispezioni e intercettazioni telefoniche. Il blitz che ha portato ai 5 arrestati è stato eseguito con 40 militari, del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena e della compagnia di Soave (Verona), per ordine dal Gip del Tribunale di Forlì Giorgio Di Giorgio su richiesta della Procura della Repubblica di Forlì, pm Sara Posa. Altre 4 persone sono state denunciate a piede libero per favoreggiamento personale e per aver reso false dichiarazioni alla polizia giudiziaria per consentire agli arrestati di eludere le indagini,  seguite negli ultimi mesi dal tenente Giuliano Delle Donne e dai finanzieri del Gruppo di Cesena, comandati dal tenente colonnello Gabriele Sebaste. 
L'operazione portata a termine questa mattina all'alba dalla Guardia di Finanza arriva a conferma di quanto il caporalato sia diffuso nella provincia di Forlì Cesena che ha portato all'arresto di cinque marocchini, tre dei quali fratelli, tutti tra i 27 e i 44 anni. Gli arresti sono stati effettuati a Cesena e a San Bonifacio in provincia di Verora. L'accusa è associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro e di impiego di manodopera clandestina. 

La mano d'opera impegnata nei campi agricoli e negli allevamenti avicoli, oltre 50 lavoratori, quasi tutti nord africani, sfruttati con una paga da fame - sotto i 5 euro all'ora, tutti in nero senza alcun tipo di copertuta e neppure pagati con regolarità - venivano impiegati dietro lo schermo di comodo di tre cooperative che grazie a contratti di appalto si infiltravano nel tessuto regolare dell'economia, in aziende del forlivese, del ravennate e del veronese. 

I lavoratori sfruttati vivevano in due appartamenti di Cesena, stipati all'inverosimile in condizioni sanitarie precarie e di grande degrado, dove pagavano affitti salatissimi ai loro stessi caporali, formali affittuari presso i proprietari di casa che così quadruplicavano l'importo che pagavano come  affitto regolare. Da qui venivano prelevati con pulmini ogni mattina.

La Guardia di Finanza è arrivata a sgominare lo sfruttamento grazie a una lunga attività di di lunghe e costanti ispezioni e intercettazioni telefoniche. Il blitz che ha portato ai 5 arrestati è stato eseguito con 40 militari, del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena e della compagnia di Soave (Verona), per ordine dal Gip del Tribunale di Forlì Giorgio Di Giorgio su richiesta della Procura della Repubblica di Forlì, pm Sara Posa. Altre 4 persone sono state denunciate a piede libero per favoreggiamento personale e per aver reso false dichiarazioni alla polizia giudiziaria per consentire agli arrestati di eludere le indagini,  seguite negli ultimi mesi dal tenente Giuliano Delle Donne e dai finanzieri del Gruppo di Cesena, comandati dal tenente colonnello Gabriele Sebaste.