San Mauro Pascoli

Colpo grosso al calzaturificio: 500 paia di scarpe per 180mila euro

Una banda di 4 o 5 malviventi ha fatto bottino nella notte nel magazzino di Gianvito Rossi

Colpo grosso al calzaturificio: 500 paia di scarpe per 180mila euro

Le calzature di Gianvito Rossi

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18/marzo/2017 - h. 20.26

Si può purtroppo dire che il distretto scarpe del Rubicone va a ruba non solo sul mercato ma anche letteralmente per mano dei ladri. Questa volta a farne le spese è stato il calzaturificio di Gianvito Rossi ad opera di un gruppo di ladri, quattro o cinque e ben organizzati. Sono entrati in azione nella notte nel magazzino di San Mauro Pascoli, in via dell’Indipendenza, con due furgoni e due auto, dei quali uno è servito per caricare le scarpe e gli altri tre per intralciare all'altrettante via di accesso al magazzino.
Sfondato l'ingresso, nonostante l'allarme che è scattato, hanno rubato circa 500 paia di scarpe, scegliendo quelle di fascia alta, per un valore al dettaglio di circa 180mila euro. Tutto fa pensare che i malviventi sapessero poi come e a chi piazzare la refurtiva. Le immagini della videosorveglianza hanno immortalato il furto ma identificare i componenti della banda vista la destrezza e l'organizzazione che hanno avuto per mettere a segno il colpo, ad iniziare dai mezzi titti con targhe risultate rubate.
Si può purtroppo dire che il distretto scarpe del Rubicone va a ruba non solo sul mercato ma anche letteralmente per mano dei ladri. Questa volta a farne le spese è stato il calzaturificio di Gianvito Rossi ad opera di un gruppo di ladri, quattro o cinque e ben organizzati. Sono entrati in azione nella notte nel magazzino di San Mauro Pascoli, in via dell’Indipendenza, con due furgoni e due auto, dei quali uno è servito per caricare le scarpe e gli altri tre per intralciare all'altrettante via di accesso al magazzino.

Sfondato l'ingresso, nonostante l'allarme che è scattato, hanno rubato circa 500 paia di scarpe, scegliendo quelle di fascia alta, per un valore al dettaglio di circa 180mila euro. Tutto fa pensare che i malviventi sapessero poi come e a chi piazzare la refurtiva. Le immagini della videosorveglianza hanno immortalato il furto ma identificare i componenti della banda vista la destrezza e l'organizzazione che hanno avuto per mettere a segno il colpo, ad iniziare dai mezzi titti con targhe risultate rubate.