Cesena

Il Palio entra nel vivo con il corteo storico

Partita quasi per gioco nel 2016, anno dopo anno, la manifestazione si è perfezionata e arricchita, forte delle solide basi storiche portate alla luce portate alla luce da accurati studi

Il Palio entra nel vivo con il corteo storico
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08/giugno/2018 - h. 18.29

CESENA - Con il corteo storico, che nella giornata di sabato 9 giugno percorrerà le vie di Cesena, entra nel vivo – dopo il successo dell’anteprima al Chiostro di San Francesco -  il Palio di Cesena, arrivato quest’anno alla terza edizione.  Partita quasi per gioco nel 2016, anno dopo anno, la manifestazione si è perfezionata e arricchita, forte delle  solide basi storiche portate alla luce portate alla luce da accurati studi. ll Palio di Cesena ha radici antiche e prestigiose: si tenne per la prima volta nel 1316 e nel 1465 Papa Paolo II lo concesse alla città come privilegio perpetuo. Da quel momento, il legame tra Cesena e il torneo si fece sempre più forte, a tal punto che la manifestazione venne ripetuta ininterrottamente fino al 1838. 

Ma questo evento riveste un particolare significato per la nostra città anche per un altro motivo: la sua realizzazione, infatti, è il frutto dell’impegno che da molti mesi coinvolge un gran numero di realtà del territorio: Italia Nostra Cesena e Valle del Savio, la Compagnia Aquila Bianca, Cesena Horse Center, Zona A, la Banda Città di Cesena, Panathlon Cesena, Archivio di Stato di Forlì-Cesena, con la collaborazione degli Arcieri di San Sebastiano, dell’organizzazione della Rocca Malatestiana, della Compagnia del Gallo, della confraternita della Fenice, Newmatica, Rione Madonna delle Stuoie e la Federazione italiana turismo equestre Trec (e ci scusiamo se abbiamo dimenticato qualcuno, ma come si può constatare, i nomi sono davvero tanti).

Per merito del loro lavoro, del contributo dei tanti volontari che si sono rimboccati le maniche, oggi ci apprestiamo a fare un tuffo nella storia della nostra città, e di questo li ringraziamo di cuore. Doverosa, poi, una menzione particolare per Daniele Molinari, Alessandro Braschi, Alessandro Pieri, ai quali si deve un lavoro “matto e disperatissimo” prima di ricerca storica e poi di organizzazione concreta, perché hanno regalato alla città la possibilità di apprezzare al meglio una parte della nostra storia di comunità, sconosciuta a quasi tutti.