Cesena

Amadori cresce e investe. Il nuovo direttore generale è Francesco Berti

Il fatturato complessivo del gruppo avicolo ha raggiunto i 1.208 milioni di euro (+3,6% rispetto al 2016). Accordo con i sindacati per lo stabilimento di Santa Sofia

Amadori cresce e investe. Il nuovo direttore generale è Francesco Berti
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09/giugno/2018 - h. 09.54

CESENA  Francesco Berti è il nuovo direttore generale di Amadori. Berti è entrato in azienda nel 2013con diversi incarichi, dal 2015 ha ricoperto il ruolo di Direttore Amministrazione e Finanza, Controllo e Affari Societari. Ora diventa direttore del gruppo che dati di bilancio 2017 hanno confermano ai vertici del settore avcolo  e, più in generale, del comparto agroalimentare italiano. Il fatturato complessivo ha raggiunto i 1.208 milioni di euro (+3,6% rispetto al 2016). All’aumento del fatturato si è aggiunta la decisa crescita del margine operativo lordo, pari a 103 milioni di euro (+24% rispetto allo scorso anno). Questi brillanti risultati sono legati anche all’importante piano di investimenti sostenuto dal 2015 al 2017: Amadori negli ultimi 3 anni ha investito ben 170 milioni di euro, per cogliere tutte le opportunità di crescita in un mercato in grande evoluzione. 

La vocazione di Amadori verso l’innovazione è ulteriormente confermata dal nuovo piano industriale, che prevede investimenti per ulteriori 200 milioni di euro fino al 2022 destinati allo sviluppo di nuove filiere produttive e al consolidamento di quelle esistenti. “Siamo soddisfatti di quanto raggiunto lo scorso anno - ha dichiarato Flavio Amadori, Presidente del Gruppo - in termini di crescita generale dell’azienda. Questa performance è stata ottenuta grazie a molteplici progetti d’innovazione di prodotto e di processo, oltre che ad una politica commerciale e di marketing orientata a dare un sempre maggior livello di servizio ai nostri clienti. I risultati di bilancio 2017 premiano l’impegno di tutti i nostri collaboratori, oltre 7.600 in tutta Italia, e consentono alla nostra azienda di proseguire nel suo percorso di sviluppo verso una moderna food company pronta a soddisfare i bisogni del consumatore.

L'accordo con i sindacati Giovedì 7 giugno, secondo quanto comunicano i sindacati, è stato siglato l’accordo tra la Pollo del Campo (gruppo Amadori), dalle Rsu di stabilimento e dalle organizzazioni sindacali territoriali Fai, Flai e Uila dopo che le assemblee, svoltesi il 28 maggio, avevano conferito mandato. "L’accordo raggiunto rappresenta un grandissimo passo avanti in tema sia di miglioramento economico che di sicurezza tenendo conto delle esigenze manifestate da Asl, dall’Inail e dall’azienda", scrivono i sindacati. Nello specifico prevede l’adozione di 4 pause per un totale di 40 minuti di cui 32 minuti a carico azienda e 8 minuti a carico dei lavoratori (prima erano 22 i minuti pagati dall’ azienda).

A far data dal 1 settembre 2018 a tutti gli operai (sia a tempo determinato che a tempo indeterminato) verrà riconosciuto un importo che parificherà le tariffe con lo stabilimento di Avicoop di Cesena. Da ultimo, al momento della fusione tra le due aziende per incorporazione con un'unica ragione sociale (1 gennaio 2019), sarà riconosciuto a tutti i lavoratori un premio variabile in base ai sabati pomeriggi lavorati. I sindacati calcolano che questì aumenti porteranno nelle tasche dei lavoratori, mediamente, circa 500 euro l’anno.

Nell’accordo inoltre si tiene conto di 15 milioni di investimenti che verranno effettuati nello stabilimento della Valbidente per potenziare il reparto prodotti cotti (il vecchio è già in saturazione) anche attraverso nuove assunzioni e il miglioramento dei servizi extralavoro (spogliatoi, spazi ristoro e più bagni). Altro punto qualificante è l’apertura di due tavoli di discussione, l’uno sulle stabilizzazioni dei braccianti e l’ altro per discutere dei ritmi e carichi di lavoro. Nell’esprimere la loro soddisfazione le Rsu e le organizzazioni sindacali sono certe che questo innovativo accordo, porrà lo stabilimento di Santa Sofia, all’avanguardia nel gruppo Amadori e che con l’adozione degli orari concordati, il benessere psicofisico dei lavoratori ne trarrà un deciso beneficio. 

 

Il commento dell'amministrazione comunale. "I numeri presentati da Flavio Amadori e dal nuovo Direttore generale Francesco Berti, il pezzo di storia della Romagna presentato da Francesca Amadori, raccontando anche in video il nonno Francesco, delineano chiaramente il quadro di un’azienda solida e di un bilancio significativo, anche perché raggiunto in un momento di forte cambiamento in un settore dinamico come quello del food. I risultati positivi di imprese di rilievo come l'Amadori sono importanti per tutti, ma certamente Cesena deve salutarli con un particolare piacere".

L’Amadori è, infatti, un’azienda fondamentale non solo per l’economia, ma anche per la tenuta del nostro sistema sociale, come testimoniano le migliaia di posti di lavoro garantiti nel territorio cesenate, nell'ambito di un gruppo che, complessivamente, impegna come dipendenti più di 7.674 donne ed uomini (con un aumento di ben 191, rispetto allo scorso anno), ai quali si possono aggiungere altre centinaia di allevatori e trasportatori. Ad aiutare noi cesenati a mettere a fuoco le dimensioni dell’azienda, questa mattina ci ha pensato Francesca Amadori, facendo notare che “i dipendenti cesenati hanno superato gli abitanti di San Vittore”, la frazione nella quale l’azienda si è sviluppata sin dal secondo dopoguerra.

Ai risultati economici incoraggianti dell’ultimo bilancio, si affianca anche un notevole piano di investimenti che, nell’ambito dei 244 milioni previsti nel periodo 2018/2022, per Cesena porterà alla realizzazione del nuovo macello e della nuova piattaforma logistica. Investimenti che, con i fatti più che con le parole, confermano la centralità del nostro stabilimento anche nelle prospettive future dell’Amadori. Perché, come dichiara Francesco Amadori nella sua bellissima biografia “Parole”: “Nella mia vita ho incontrato persone curiose di sapere come fossi riuscito a realizzare un’azienda così grande, aspettandosi da me la rivelazione di chissà quali segreti. Ma a chi me lo domandava ho sempre risposto che ho fatto tutto in modo naturale, senza accorgermene, un po’ alla volta”. Per fortuna di Cesena “l’un po’ alla volta” di Amadori continua ancora.”