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Una Cesenatico da premio Nobel: “E' la mia musa ispiratrice"

Dario Fo racconta il suo rapporto con la città in cui trascorre le vacanze estive: “Qui vidi il mare per la prima volta"

Dario Fo nella sua casa a Cesenatico
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01/settembre/2012 - h. 11.03

CESENATICO - Apre la porta della sua casa estiva di Sala di Cesenatico ed è un fiume in piena di ricordi. E da questo momento il premio Nobel per la letteratura nel 1997, Dario Fo, non si stanca nemmeno un attimo di raccontare degli “scorci” inediti della sua Cesenatico. Sul tavolo della sala pranzo, alle parenti non passa inosservato tra le sue opere d’arte il numero 58 in ricordo del campione Marco Simoncelli, sono disseminati libri di arte: dal genio di Picasso (questa sera sarà in scena alle 21 al teatro Diego Fabbri con lo spettacolo “Picasso anteprima”) alla ritmicità delle figure di Raffaello, fino alla cultura romanica del duomo di Modena e ai bozzetti delle scenografie artistiche firmate di suo pugno.

Maestro, perché ha scelto proprio Cesenatico come sua dimora estiva?
“La prima volta che ho visto il mare di Cesenatico avevo 5 anni. I miei genitori erano ferrovieri e mi facevano trascorrere un intero mese in colonia a Cesenatico. Abitavo sul lago di Garda e per la prima volta vidi il mare. Poi per tanti anni non tornai in Romagna, ma il mio primo spettacolo da attore lo feci a Cesena”.

Che cosa le ha lasciato Cesenatico di quel periodo?
“Esattamente non lo so, ma quando iniziai a scrivere le mie commedie, ne scrissi circa 70, di queste 50 le scrissi proprio a Cesenatico. La scenografia e i personaggi, insomma il corpo centrale, così quando arrivavo a Milano era già tutto costruito”.

Cesenatico come una sua “musa ispiratrice”...
“Forse è stato proprio così. Ricordo che una volta ero in colonia e all’improvviso in mare ci fu una specie di vortice enorme, il cielo si unì al mare, le barche si rovesciarono e i pesci cadevano come se fosse pioggia. Una scena che ricordo ancora come se stesse accadendo in questo momento”.

Com’è cambiata questa città nel corso degli anni?
“Non ci sono più i pesci (ride, ndr.) e le palazzine sono alte più di due piani. Cesenatico è un posto unico perché qua il mare si fonde, creando una cosa unica, con l’entroterra. E’ difficile fare un paragone con il periodo in cui trascorrevo le vacanze da bambino, siamo in un’altra epoca e parliamo ormai di 80 anni fa”.

Visto questo suo amore per Cesenatico, perché non organizza uno spettacolo in questa città?
“Perché Cesenatico me la voglio godere tutta per me, trascorrendo il tempo a passeggiare e a respirare l’aria del mare. E’ un po’ come un rapporto intimo, desidero tenere questa città tutta per me”.

Anna Budini