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Amianto abbandonato sul Pisciatello

La denuncia è arrivata da Davide Fabbri dei Verdi di Cesena: "Bisogna fare bonifiche"

Amianto abbandonato sul Pisciatello
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09/febbraio/2013 - h. 09.53

CESENA - Il problema amianto è da sempre difficile da risolvere. Nonostante tutti gli sforzi compiuti da più parti, principalmente dall’amministrazione comunale, è difficile dare una risposta risolutiva alla presenza di eternit in città. Sembra che ancor oggi siano oltre 5000 gli edifici o le strutture simili che contengono la fibra di amianto in qualche loro parte (per lo più tettoie o coperture). A segnalare un nuovo pericoloso e sciagurato abbandono di lastre in cemento-amianto (coperture di eternit), lungo l’argine del torrente Pisciatello, nei pressi della pista ciclabile Cesena-Macerone è Davide Fabbri dei Verdi di Cesena. 

“Il luogo precisamente si trova nei pista ciclabile parallela alla via Cesenatico, nella zona tra i confini delle frazioni Ponte Pietra e Villa Casone, circa a 20 metri dal civico Via Rubicone 1440 - spiega Fabbri - A questo riguardo va dato merito alla sensibilità civica di un cittadino, che già da diversi giorni ha predisposto una segnalazione-esposto, già inviata agli Enti competenti alla bonifica dell’area inquinata da rifiuti pericolosi. Ma tale necessaria bonifica, a tutt’oggi, non è avvenuta. Nostro compito, quindi, da attenti e rispettosi dell’ambiente e della salute delle persone, è rinnovare l’appello agli Enti competenti alla bonifica – Comune di Cesena, Hera e Ausl – per chiedere l’indispensabile bonifica dell’area. Colgo l’occasione per rammentare che la campagna di sensibilizzazione avviata dal Comune di Cesena contro gli abbandoni dei rifiuti è giustissima, ma se non si fanno le bonifiche, tutto perde di valore. Chiediamo al Sindaco di Cesena, quindi, un ulteriore impegno”. L’Assessorato all’Ambiente, che è in possesso del censimento-mappatura delle strutture contenenti amianto del territorio comunale, sa bene che i numeri sono ancora impressionanti. Infatti sono ben 5.400 i siti cesenati contenenti amianto: coperture di aziende produttive, coperture di allevamenti, tetti di abitazioni, tettoie. “Il Comune di Cesena - continua l’ambientalista - deve impegnarsi maggiormente a promuovere gli interventi necessari per la sua rimozione regolare o messa in sicurezza, per eliminare i rischi per la salute connessi alla inalazione di fibre che si possono liberare nell’ambiente quando l’amianto si presenta in forma friabile. 

Chiediamo al Comune di Cesena la predisposizione di un piano di valutazione sullo stato di conservazione dei materiali contenenti amianto e di risanamento del territorio, per eliminare gradualmente la presenza di amianto pericoloso nell’ambiente, dando priorità agli interventi di bonifica ritenuti più pericolosi per la salute; occorre dare priorità ad interventi di bonifica nei confronti di quei siti che hanno la capacità di emettere fibre di amianto inalabili, con presenza cioè di amianto degradato e friabile (sfaldamenti, crepe, rotture, affioramenti di fibre alle superfici)”.