Ciclismo

Memorial Pantani, Rossi sfiora il colpo a Cesenatico

l riminese secondo in volata alle spalle di Modolo. Successo di pubblico alla corsa del Panathlon Cesena

Memorial Pantani, Rossi sfiora il colpo a Cesenatico
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01/settembre/2013 - h. 09.50

CESENATICO - La giornata non è stata perfetta perché un romagnolo ha solo sfiorato la vittoria. Il podio del Memorial Marco Pantani però è decisamente rappresentativo delle vicende umane e agonistiche del Pirata. A Cesenatico, di fronte al monumento del campione più amato, trionfa il favorito numero uno, Sacha Modolo. Il predestinato, quello che se arrivava secondo era una mezza sciagura. Proprio come Pantani, quando puntualmente scattava nel punto in cui milioni di tifosi si aspettavano che lo facesse. E se il capitano della Mercatone Uno faceva la sue volate in salita, in viale Carducci il veneto della Bardiani-Csf - al nono centro stagionale - piazza il suo sprint ai 200 finali e ai 60 all’ora. Sul gradino intermedio sale Enrico Rossi, il riminese della Meridiana che, esattamente come Pantani, è stato condannato prima di una qualsiasi sentenza, sportiva o penale: coinvolto in un’inchiesta doping con accuse ancora tutte da provare, il cognato di Riccardo Riccò ha conosciuto il carcere e il pubblico ludibrio. Alla faccia della presunzione di innocenza. Ha avuto il merito di tener duro e da un paio di stagioni sbarca il lunario in una squadra di terza fascia che sopravvive grazie anche a prestazioni come le sue. Terzo è Andrea Piechele, trentino di 26 anni, di cui gli ultimi due buttati fra sale operatorie, fisioterapisti e specialisti vari. Un malanno alle ginocchia più unico che raro pareva avere scippato al ciclismo questo talento che in Romagna si era imposto nel 2009 nel Memorial Elia Dal Re. Come al Pirata dopo l’incidente della Milano-Torino qualcuno gli aveva detto: “Ragazzo sarà già un miracolo se tornerai a camminare correttamente”. Poi un intervento, la lunghissima riabilitazione la Flaminia che scommette su di lui e viene subito ripagata con una serie di piazzamenti di prestigio (dieci giorni fa è stato quarto anche alla Bernocchi). “Ho tre mesi di allenamento e uno di corse, sono felicissimo”, esulta Piechele. Rossi anche di meno: “Quest’anno ho fatto poco più di 15 gare - racconta -. Per me questo secondo posto è quasi come una vittoria”.  ’epilogo non è roba da educande. A raccontarlo è Andrea Zordan, stagista-campioncino della Androni (terza corsa fra i pro), sicuro protagonista dei prossimi mondiali Under 23 e già una bella personalità: “Rossi ha tolto le mani dal manubrio ai meno 400 - accusa -. Così non si fa, mi meraviglio di lui che è professionista da molti anni”. Uno dei massaggiatori della squadra di Savio lo allontana prima che gli animi si scaldino ulteriormente. Zordan, ottavo, se ne va col trofeo riservato al primo tra i giovani e offerto dal Credito di Romagna. 

Dal canto suo, Rossi ribatte serafico: “Mi sono solo appoggiato, lui si trovava in mezzo alla strada, niente di che. Deve solo stare più tranquillo, non è successo niente”. Il velocista riminese non ha mai pensato seriamente di bissare il successo del 2008: “Ho preso come punto di riferimento Modolo. Lui è partito ai meno 200, io ho aspettato i 100 sperando che si piantasse ma non c’è stato nulla da fare. Gli sono uscito di scia negli ultimi metri giusto... per entrare nella foto!”. Il signor Rossi spera che il futuro gli riservi una casacca diversa dal colore del suo cognome: “Sarò sempre grato alla Meridiana perché mi ha preso in un periodo difficile ma il prossimo anno vorrei finire in una squadra che mi dia la possibilità di correre con più continuità”. Sul podio Rossi, oltre a brandire un mortadellone gigante dono dello sponsor, mostra a tutti un braccialetto di cuoio: “E’ il simbolo dei Passatori, i corridori di Romagna. Me lo hanno dato stamani e ha portato bene...”. Fa festa anche Alessandro Proni, tre volte primo su Montevecchio e, dunque, vincitore della classifica dei Gpm col trofeo offerto dalla Banca di Cesena e pure quello dei fedelissimi del club di Borello. “Ci tenevo tanto a fare bene qui - spiega il corridore della Vini Fantini -. Sono amico di Tonina e volevo passare per primo in vetta a una delle salite più amate da Marco. Ogni tanto rivedo in tv le sue vittorie e mi emoziono come la prima volta”. Proni se n’è andato dopo 12 chilometri dalla partenza da Lugo, in omaggio all’abbinamento con il Giro della Romagna, ed è stato ripreso solo ai 45 dall’arrivo. Insomma si è fatto più di 140 chilometri in fuga, prima col russo Serov e poi da solo. Almeno si è gustato un po’ di Romagna: dalla pianura della Bassa, al colle di Bertinoro fino all’entroterra cesenate. Lo ha ripreso un gruppetto poco prima del circuito finale di Cesenatico. Era l’Androni con Felline, Pellizotti e Facchini a menare le danze. Vincere qui è un obbligo e il miglior modo per ringraziare Pino Buda, il terzo sponsor della squadra. 
Ma Mister Sidermec stavolta si è dovuto accontentare della medaglia di legno di Rubiano Chavez, quarto. Felline, accreditatissimo perché campione uscente e perché sempre su queste strade in primavera si è imposto in una frazione della Coppi & Bartali, alla fine è settimo e con una faccia lunga così. Buda no. Lui sorride assieme a Dionigio Dionigi. Come organizzatori ne hanno ben donde: il ‘loro’ Panathlon Cesena - con la collaborazione della ciclistica Baracca e di un pugno di ardimentosi sponsor con in testa Romagna Iniziative - ha salvato anche questa decima edizione del Memorial, baciata dal sole e applauditissima. Si chiude con Azeglio Vicini, presidente onorario del Panathlon, che premia Modolo, Rossi e Piechele. Tre corridori, tre uomini, tre amanti del ciclismo che sul podio si fanno stretti stretti vicino alla foto di Marco Pantani.
Ordine di arrivo 1) Sacha Modolo (Bardiani Csf) in 4h45’26” alla media di 40,99 km/h; 2) Enrico Rossi (Mediana); 3) Andrea Piechele (Flaminia); 4) Miguel Angel Rubiano Chavez (Androni); 5) Kristian Sbaragli (Mnt Qhubeka). 
ECon