Cesena

Neo-papà massacrato di botte all’ospedale

Il giovane picchiato da sei marocchini a pochi metri dalla stanza della moglie che aveva appena partorito

Neo-papà massacrato di botte all’ospedale
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30/ottobre/2013 - h. 12.52

CESENA - "Hanno rovinato il giorno più bello della mia vita". Alex Bellavista, 24 anni, residente a Pinarella di Cervia, commenta così la sua odissea di lunedì sera. Il neopapà sarebbe infatti stato aggredito e picchiato da sei marocchini nei corridoi del reparto di Ostetricia dell’ospedale Bufalini di Cesena, quattro ore dopo la nascita della sua primogenita. Al centro della vicenda, una donna straniera, entrata inspiegabilmente poco dopo il parto della moglie di Alex nella stanza, per far fare la pipì al suo bambino di pochi anni.

"Eravamo tutti lì attorno al letto dell’ospedale - ricorda la vittima -, quando quella donna è entrata nella nostra stanza. A quel punto le ho chiesto cosa stesse facendo lì, e lei mi ha risposto seccata che doveva far fare la pipì al figlio e che l’ospedale era pubblico e quindi poteva fare quello che voleva. A nulla è valso il mio tentativo di spiegarle che fuori c’erano i bagni pubblici e che quella era una stanza singola con un unico bagno, appunto, per mia moglie. Dopo avermi lanciato frasi del tipo 'Sei un italiano di m...', a un certo punto se n’è andata. E ad essere sincero noi pensavamo proprio che la storia fosse davvero finita lì, invece...". Invece è finita a suon di medicazioni al pronto soccorso e con l’intervento della polizia.

Quando il signor Bellavista è uscito dalla stanza per andare a prendere una bevanda negli appositi distributori automatici che si trovano nei corridoi dei reparti, si è scatenato l’inferno. "Sono stato bloccato dal primo marocchino - prosegue nel suo racconto -, che mi ha subito afferrato il collo lamentando che avevo picchiato sua sorella. Io continuavo a spiegare che non avevo toccato nessuno, tanto che quella donna era uscita spontaneamente dalla nostra stanza. Ma quel tipo mi ha attaccato al muro, e poi all’improvviso sono arrivati altri marocchini che hanno iniziato a picchiarmi a calci e pugni ovunque".

L’intervento di una infermiera ha evitato il peggio.
Il neopapà, in attesa dell’arrivo della polizia, avrebbe anche cercato di nascondersi per evitare il secondo round della spedizione punitiva. Il giovane, che ha riportato diverse lesioni al capo e ad alcune parti del corpo, è stato poi accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale, dove è stato medicato. Per lui la prognosi di guarigione, decisa dai medici del Bufalini, è di venti giorni. "Tutti, io compreso, siamo stati sentiti dalla polizia - aggiunge il giovane - e so che la donna ha anche ammesso di avermi graffiato al volto. Possibile che uno non possa sentirsi sicuro neppure all’interno di un ospedale, nel giorno più bello della sua vita in cui diventa padre? Io ho trascorso quattro ore a farmi medicare, tanto che alla fine, per i miei parenti, sono finito io al centro dell’attenzione al posto di mia moglie. Una gran brutta storia davvero".

Lunedì sera Stefano Bellavista, 44enne e padre di Alex, ha scritto su Facebook al primo cittadino Paolo Lucchi: "Signor sindaco mio figlio nel giorno più bello della sua vita è stato pestato all’ospedale... sta trascorrendo la notte al pronto soccorso in attesa di essere visitato... oltre ai parcheggi, non sarebbe meglio intervenire pure dentro all’ospedale Bufalini?". Alex Bellavista ha sporto denuncia contro gli stranieri che lo hanno aggredito a pochi metri dalla stanza della moglie che aveva appena partorito. "Hanno consigliato a mia moglie - conclude - di portarsi dietro la bimba per andare in bagno, mentre l’altra notte mia madre è dovuta rimanere a fare la guardia in ospedale per paura che succedesse ancora qualcosa di brutto. In quello che per tutti doveva essere un giorno di grande felicità e festa".

Simona Pletto