Rimini

Baby gang di ragazzine picchia a sangue una 15enne

Si sono date appuntamento su Facebook per trovarsi il giorno in discoteca e punire la rivale: aveva fatto lo sbaglio di ballare con l’ex fidanzato di una di loro

Baby gang di ragazzine picchia a sangue una 15enne
| Altro
N. Commenti 0

15/gennaio/2014 - h. 09.39

RIMINI - Come delle piccole iene, si sono scagliate contro la loro vittima. Tirandole i capelli, picchiando a più non posso, materializzando tutta la rabbia di quindicenni frustrate contro una loro coetanea colpevole solo di aver ballato con l’ex fidanzatino di una di loro.  
Il bullismo, purtroppo, non riguarda solo i ragazzetti che, forti del gruppo e della potenza fisica, si scagliano contro il più debole. Anche le donne non sono immuni. E in questo caso, il gruppo indiavolato era recidivo; aveva già colpito la scorsa estate con le stesse modalità. Una volta che individuano la vittima da colpire (solitamente perchè è una potenziale rivale), si danno appuntamento tramite i post su Facebook e poi il “commando” entra in azione.

L’altro pomeriggio le sette baby bulle si sono ritrovate in una discoteca di Rimini dove la ragazzina di 15 anni, ignara di essere così odiata dalle sue coetanee si è ritrovata a ballare con un gruppo di amici. A un certo punto, mentre ballava con l’ex fidanzatino di una di loro è stata accerchiata e presa a calci e pugni. Il branco inferocito ha  iniziato a tirarle i capelli e a prenderla a sberle. Sette contro una. Sono dovuti intervenire anche i buttafuori. Gli amici hanno cercato di portare in salvo la ragazzina, ma fuori dal locale sono stati nuovamente aggrediti. A quel punto sono stati chiamati anche i carabinieri. La quindicenne è stata portata al Pronto Soccorso dove hanno medicato le lesioni su tutto il corpo. Ne avrà per 15 giorni.

Le sette piccole iene - che tra l’altro frequentano la stessa scuola superiore - sono state individuate dai Carabinieri che già le conoscevano per un fatto analogo della scorsa estate. Ora l’avvocato Stefano Caroli, che assiste legalmente l’aggredita e la sua famiglia, presenterà denuncia alla Procura dei Minori di Bologna. Oltre alle lesioni, la ragazzina ha subito un trauma psicologico: da quel pomeriggio ha paura a uscire e si fa accompagnare anche ad andare a scuola. Il giorno dopo, non contente di quanto fatto, la bulle hanno anche commentato l’aggressione spiegando nei dettagli e con una certa morbosità quanto urlava la ragazzina, e come “fosse odiata da tutti quanti...”

Un atto del genere è sempre da denunciare e segnalare, quello che fa ancor più riflettere è che le componenti di questa “organizzazione a delinquere” sono tutte ragazzine normali, che studiano, figlie di albergatori e imprenditori, nate e vissute in ambienti tranquilli. Com’è possibile, allora, che arrivino a progettare e a mettere in atto certi comportamenti?

(e.b.)