Forlì

Due agenti e un medico aggrediti in carcere

La denuncia del sindacato Ugl: "Questa volta è stato superato il limite". Coinvolto anche un medico

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29/settembre/2018 - h. 14.41

Un detenuto ha aggredito un agente nella giornata di giovedì nel carcere di Forlì. A raccontare quanto successo il sindacato Ugl.Giovedì sera, un detenuto,  straniero e con cittadinanza italiana, durante un trasferimento in infermeria per un malore ha aggredito due agenti della polizia penitenziaria e lo stesso  medico guardia. I due uomini delle forze dell’ordine hanno dovuto fare ricorso al pronto soccorso e  sono stati dichiarati guaribili rispettivamente in uno e quattro giorni.

!Questa volta – denuncia Filippo Lo Giudice, segretario dell’Ugl di Forlì-Cesena-Rimini e Ravenna  -  s’è passato il limite. Riteniamo questo comportamento violento inaccettabile e chiediamo si prendano seri provvedimenti. Non è accettabile che la polizia penitenziaria continui a subire aggressioni, senza che l'amministrazione metta in atto iniziative concrete, dimostrando un'inversione di tendenza rispetto al passato. Arriviamo a dire che  il detenuto che si è reso protagonista di questa aggressione, pur essendo di cittadinanza italiana,  dovrebbe essere espulso e rimandato a scontare la pena nel suo paese d’origine”.

Per quanto riguarda le condizioni del carcere, "facciamo appello alle istituzioni preposte, al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del ministero della giustizia, ed al governo: si deve e velocizzare a tutti i costi il trasferimento dei detenuti , per poter liberare finalmente lo splendido complesso architettonico della Rocca e riassegnarlo come bene pubblico alla città":  insiste Filippo lo Giudice.

Ed Alessandro De Pasquale, segretario nazionale dell’Ugl Polizia Penitenziaria, aggiunge:  “Il fenomeno delle aggressioni in carcere sono destinate a non fermarsi. Occorrono segnali forti dal Governo, strategie per attuare gli obiettivi dell’ordinamento penitenziario, in assenza di tutto questo, il sistema penitenziario è destinato a rimanere fallimentare”.