Ravenna

Peculato nelle biglietterie dei monumenti, arrestato un imprenditore

Denunciate altre tre persone nell'inchiesta della guardia di finanza. Sequestri per oltre mezzo milione

Peculato nelle biglietterie dei monumenti, arrestato un imprenditore
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11/luglio/2019 - h. 09.54

 

Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna hanno dato
esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice
per le Indagini Preliminari di Ravenna, nei confronti di un imprenditore originario di
Roma, già attivo nel ravennate, per il reato di peculato continuato in concorso con
altri tre indagati.
Il provvedimento restrittivo è stato adottato sulla scorta delle indagini svolte dalle
Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ravenna, sotto il
coordinamento della locale Procura della Repubblica, che hanno fatto luce su
condotte illecite perpetrate dai rappresentanti di una società di Roma affidataria
della gestione dei servizi di biglietteria e “bookshops” presso il Museo Nazionale di
Ravenna nonché presso la Basilica di Sant’Apollinare in Classe ed il Mausoleo di
Teodorico, questi ultimi inseriti nella lista dei siti dichiarati Patrimonio Mondiale
dell’Umanità Unesco.
I dettagli dell’operazione saranno resi noti dal Signor Procuratore della
Repubblica di Ravenna, Dott. Alessandro Mancini, nel corso di una conferenza
stampa che si terrà alle ore 11.00 odierne presso il Comando Provinciale della
Guardia di Finanza di Ravenna, sito in Via Giulio Alberoni n. 33, alla presenza del
Comandante Provinciale delle Fiamme Gialle, Colonnello Andrea Fiducia, e del
Comandante del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, Tenente Colonnello
Pasquale Arena.
RAVENNA - Peculato nella gestione dei servizi di biglietteria e bookshop nei siti culturali di Ravenna. Con queste accuse i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal giudice per le indagini preliminari nei confronti di un imprenditore originario di Roma, già attivo nel ravennate, per il reato di peculato continuato in concorso conaltri tre indagati. 

Il provvedimento restrittivo è stato adottato sulla scorta delle indagini dell'inchiesta Ravenna Ticket, svolte dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ravenna, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, che hanno fatto luce su condotte illecite perpetrate dai rappresentanti di una società di Roma affidataria della gestione dei servizi di biglietteria e “bookshops” presso il Museo Nazionale di Ravenna nonché presso la Basilica di Sant’Apollinare in Classe ed il Mausoleo di Teodorico, questi ultimi inseriti nella lista dei siti dichiarati patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. 

Il contratto di concessione dei servizi prevedeva che la società romana Novamusa srl – la quale svolgeva, attraverso sue consociate, i medesimi servizi anche per numerosi musei e monumenti della Capitale nonché per i maggiori siti archeologici della Sicilia – versasse all’Ente pubblico un canone fisso annuo di € 36.100, un aggio pari al 73,10% degli introiti derivanti dal servizio di biglietteria nonché royalties pari al 8,20% sul fatturato conseguito sui cosiddetti servizi di “bookshop” (prenotazione, prevendita, noleggio audioguide e whisper, visite guidate, vendita prodotti editoriali e oggettistica, vendita e-commerce, assistenza didattica). Dalle preliminari informazioni acquisite, tuttavia, emergeva come la società, nelle sue funzioni di esercente un pubblico servizio in quanto addetta a riscuotere per conto di un Ente pubblico, non versasse tutte le somme dovute, così sottraendole alle casse ministeriali.

Veniva pertanto avviata un’articolata attività investigativa che consentiva di accertare come, dal 2013 al 2017, i tre amministratori unici succedutisi nel tempo nonché l’amministratore di fatto della società avessero omesso il versamento di canoni annui per 100 mila euro e di entrate destinate all’Erario a titolo di aggio sui servizi di biglietteria e royalties sui servizi di bookshop per 462 mila euro, distraendo altresì somme derivanti dalla gestione dei servizi in concessione, per oltre 112 mila euro, non transitati sui conti della società affidataria.
Sulla scorta delle risultanze emerse, le Fiamme Gialle procedevano a denunciare per il reato di peculato continuato i tre amministratori pro tempore della società nonché l’amministratore di fatto della medesima, il quale, nonostante avesse da tempo formalmente lasciato l’incarico di amministratore unico della stessa, continuava a mantenerne il controllo dall’esterno attraverso altre società a lui riconducibili. Alla luce del solido quadro probatorio acquisito, l’A.G. inquirente richiedeva ed otteneva dal competente G.I.P. l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il principale indagato ed il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie della società e dei quattro indagati per circa 550 mila euro. La misura restrittiva è stata eseguita dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ravenna, che hanno rintracciato l’indagato ad Anguillara Sabazia (RM) presso la sede di una delle società a lui riconducibili e lo hanno condotto presso la casa circondariale di Civitavecchia a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.