Rimini

Vasta frode nel settore alberghiero: la finanza sequestra sette hotel

Milioni di euro evasi e crediti fittizi utilizzati per truffare l'Inps. Le fiamme gialle hanno arrestato 11 persone, la base del sodalizio criminale era a Rimini

Vasta frode nel settore alberghiero: la finanza sequestra sette hotel
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02/ottobre/2019 - h. 15.59

RIMINI - Undici arresti, un sequestro di beni mobili e immobili pari a 14 milioni di euro, 47 società coinvolte. Sono gli imponenti numeri dell'operazione “Calypso” della guardia di finanza di Rimini, portata avanti nel settore alberghiero. L'inchiesta è iniziata nel 2016 e ha portato alla luce una frode che ha consentito alla banda di reciclare i proventi illeciti. Gli undici arrestati (due dei quali portati in carcere) sono indagati a vario titolo di associazione per delinquere, evasione fiscale, bancarotta fraudolenta, utilizzo di falsi crediti fiscali per compensare i contributi previdenziali, riciclaggio. Dodici le società completamente sconosciute al fisco che sono state scoperte dalla Finanza. 

Il meccanismo di frode

Secondo le Fiamme Gialle il sodalizio ha ideato ed eseguito, dal 2011, un sofisticato meccanismo di frode che ha consentito loro di ottenere sistematicamente arricchimenti per svariati milioni di euro. Tra i soggetti frodati anche l'Inps. Al termine di una prolungata attività di verifica fiscale e di indagini delegate dalla locale Procura della Repubblica è stato possibile appurare che i componenti di una famiglia di imprenditori del settore alberghiero, seguendo uno schema truffaldino ben consolidato, costituivano ogni anno nuove società (ben 47 dal 2011 ad oggi), con lo scopo gestire numerosi alberghi a Rimini e in prossimità delle scadenze fiscali, le svuotavano di ogni bene, le intestavano fittiziamente a soggetti prestanome (nullatenenti, pregiudicati e in alcuni casi anche reclusi in carcere) e ne trasferivano, infine, la sede all’estero (Albania), allo scopo di ostacolare le procedure di fallimento e per rendere inefficaci quelle di riscossione coattiva. Di queste società, ben 12 sono risultate essere evasori totali, in quanto hanno completamente omesso di presentare le dichiarazioni annuali dei redditi e dell’IVA.

Gli arresti

Le società quindi evadevano, oltre alle imposte sui redditi e all’IVA, anche i tributi locali, omettendo di versare anche l’imposta di soggiorno riscossa dai clienti; in dodici casi hanno disatteso del tutto gli obblighi di presentazione delle dichiarazioni dei redditi e in altri hanno perfezionato indebite compensazioni di crediti d’imposta risultati inesistenti, avvalendosi della “consulenza” e dell’accesso abusivo alle banche dati da parte di un pubblico dipendente - anch’egli colpito da misura cautelare (arresti domiciliari) - in servizio presso l’Ufficio di Rimini dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Gli arresti sono stati eseguiti questa mattina, mercoledì 2 ottobre. Due persone sono finite in carcere, altre quattro ai domiciliari e per cinque persone è scattato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Oltre agli arresti, il gipdi Rimini ha disposto, nei confronti degli indagati, relativamente a 32 delle società coinvolte, 6 delle quali tuttora attive nella gestione di 7 hotel, il sequestro di beni immobili (tra i quali due strutture alberghiere), beni mobili, conti correnti e ogni altro tipo di disponibilità finanziaria, per un complessivo valore stimato pari a 14 milioni di euro. L’operazione ha già consentito di segnalare all’Inps e di far attivare il recupero di indebite prestazioni contributive per oltre 2 milioni di euro.