cronaca

Stragi del sabato sera: netto calo nel 2012

In Romagna, dove il fenomeno negli anni '80 era imperante, si sono registrate cinque vittime su 22 incidenti e spesso si tratta di persone adulte e non giovanissimi

Stragi del sabato sera: netto calo nel 2012
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25/gennaio/2013 - h. 10.42

FORLI' - Una volta c’era un fenomeno, detto "le stragi del sabato sera", che riguardavano soprattutto i giovani. Incidenti mortali o gravi che avvenivano nelle notti del venerdì sul sabato e del sabato sulla domenica dalle 22 alle 6 del mattino, e che spesso conducevano alla morte ragazzi, alla guida anche sotto l'effetto di alcol. Sono state eliminate? No, ma sono state veramente ridimensionate, e nelle notti del fine settimana muoiono più adulti che giovanissimi. E' quanto emerge dal rapporto dell'osservatorio Asaps riguardo i dati degli incidenti avvenuti nei weekend del 2012.
Il motivo? "E' cambiato il teatro operativo della contesa. È cambiato il nemico, è cambiata la tipologia di vittime" sostiene Asaps. 

Cosa ha funzionato, cosa invece deve cambiare? Secondo l’osservatorio Il Centauro/Asaps, che tiene sotto analisi il fenomeno dal gennaio del 2012, il numero di incidenti classificabili come strage del sabato sera (intendendo quelle che avvengono nelle 16 ore maledette del venerdì e sabato notte, con almeno un giovane sotto i 30 anni fra i conducenti), ammonta a 362, con 203 morti e 636 feriti, ma non si tratta di tutti giovani. Se è vero che la presenza di alcol o droga è stata accertata solo nell’11% degli incidenti gravi, è anche vero che le fuoriuscite per sbandamento di un veicolo, che ha fatto tutto da solo, sono state ben 189, cioè il 52%. Questo è un dato che va a fissare inequivocabilmente il fattore legato quanto meno alla stanchezza dei giovani nelle notti del fine settimana. Il 50% dei sinistri, in quelle notti, è avvenuto sulle strade statali e provinciali, il 43% sulle strade urbane e solo il 7% sulle autostrade. 

La collocazione geografica vede ancora la netta prevalenza al nord con 194 impatti pari al 53%, (50 in Lombardia, 46 in Emilia Romagna, 32 nel Veneto). Il 21% al centro con 75 episodi, (32 nel Lazio e 24 in Toscana) e il 26% al sud, con 93 schianti, proprio dove il fenomeno fino a qualche anno fa era praticamente inesistente, (27 in Sicilia e 23 in Puglia, 16 in Campania). Gli episodi plurimortali sono stati 20, le piraterie stradali sono state 26 (7%). In 270 episodi è stata coinvolta una vettura (75%) e in 88 sinistri una moto 24%. Nei casi residui altri veicoli. 

Un focus sulle tre province della Romagna, Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena, dove il fenomeno prese corpo e nome negli anni ’80, ci dice che nel 2012 si sono contati “solo” 22 incidenti gravi che hanno causato 5 morti e 43 feriti. (10 incidenti a Forlì - Cesena con 3 vittime, 8 a Ravenna con una vittima e 4 Rimini con una vittima). Un ridimensionamento veramente sorprendente se si considera che in quei “mitici anni ‘80” in Romagna si contavano mediamente 4-5 vittime nelle notti di ogni fine settimana e non in un anno. Per capire l’evoluzione positiva del fenomeno basti ricordare che nel 2000 le vittime nelle due notti del fine settimana erano 917, nel 2011 nelle notti del venerdì e del sabato siamo scesi a 421, cioè 496 lenzuoli bianchi in meno stesi sotto i fari, con un calo del 54%. Se si considera che nel 2012 gli incidenti con il coinvolgimento di conducenti sotto i 30 anni, nelle notti del fine settimana hanno causato 203 vittime, si capisce come la sinistrosità grave riguardi oggi, per oltre il 50%, fasce d’età più adulte.

"Questa sorprendente e positiva evoluzione degli schianti nelle notti del fine settimana certifica - dice Asaps - l’accettazione di un nuovo modello culturale. Le nuove e più severe norme, i decuplicati controlli con l’etilometro e le campagne come Brindo con prudenza della Fondazione ANIA con la Polizia Stradale, hanno dato i loro frutti. Ora si tratta di mantenere questi modelli e questa tensione, perché al minimo abbassamento della guardia la tendenza potrebbe tornare a far segnare cattivo tempo".