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Non è vero che i cantautori sono noiosi

Giacomo Toni pubblica un album che distrugge i tabù. E mentre legge Goethe critica la produzione delle major

Non è vero che i cantautori sono noiosi
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28/dicembre/2013 - h. 15.15

RIMINI - Pregiudizialmente la gente crede che i cantautori siano una noia mortale. E non hanno tutti i torti. Non male come incipit all’intervista. Ancor più se a declamarlo è un cantautore. Giacomo Toni viene da Forlimpopoli, è passatto dall’Istituto d’arte, «mi consideravo un dadaista, ma mi mancava la manualità», ma «da sempre ho suonato il pianoforte, ho pensato alla musica». Da lì una carriera esplorata con un compito preciso: rompere le norma che i cantautori rompono le balle. Concetto che sfocia nell’album, partorito in primavera, Musica per Autoambulanze, che, appunto, «si fa beffe della figura del cantautore solitario».

Ma perché dovrei ascoltarlo?

«Perché oltre a me c’è un collettivo di musicisti, la Novecento Band, che lavorano le canzoni in un modo abbastanza unico, possibile solo a chi suona insieme da tanti anni».

E il titolo, che vuol dire?

«Ti porta dentro al senso del nonsenso. Un modo per liberare la canzone da temi troppo pesanti e trattati con troppa serietà». Giacomo è un lettore formidabile, «ma i miei autori preferiti sono quasi tutti morti, non sono un grande conoscitore dei nuovi scrittori».

Perché questa ansia di letture?
«Perché ho sempre pensato che per scrivere bene le canzoni sia necessario leggere tanto».

Giusto. E cosa ti piace, quali influenze letterarie subisci?
«Mi piace molto Giorgio Manganelli. Il suo cinismo nei riguardi della realtà e il surrealismo comico della sua saggistica. Poi amo i surrealisti, appunto, i Manifesti di Tristan Tzara...».

Bene, bene. Il libro più bello che hai letto di recente?
«Ho riletto Mentre morivo di William Faulkner, meraviglioso. Ora sto leggendo una traduzione del Faust di Goethe».

Mica male.
«Beh, mi sto informando. Vorrei fare un piccolo album su Mefistofele, o meglio, sulle apparizioni del diavolo nella storia. Ma anche qui, senza intellettualismi o pesantezza».

Riordinando le cose: Giacomo Toni suona questa sera, ore 22, alla Rocca Malatestiana di Cesena, in duo. «Ripropongo il concerto realizzato all’Arts and Park Amphitheatre di Miami, lo scorso ottobre». I

ll primo gennaio, sempre alle 22, con la band, sarà al Big Bar di Forlì mentre il giorno dopo, stessa ora, Giacomo sbarca a Rimini, alla Bottega della Creperia. Un giudizio netto sullo stato della canzone italiana.
«Cerco di seguirla, ma non trovo molte cose che mi piacciono».

Sei un po’ presuntuoso...

«Dico meglio: ci sono parecchie cose interessanti, ma la produzione delle major è quasi ridicola, esce il peggio che c’è in Italia, mentre gli autori geniali sono sempre autoprodotti e in bolletta». Questo, in assoluto, è un po’ lo stato dell’arte di un Paese che all’arte ha ormai smesso di credere da un pezzo.

(D.B.)