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“Piggyback”, l'opera dei fratelli Chapman, "è pedopornografica"

La scultura esposta esposta al Maxxi di Roma ha provocato le proteste dell’Osservatorio sui Diritti dei minori

“Piggyback”, l'opera dei fratelli Chapman, "è pedopornografica"
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11/agosto/2014 - h. 12.15

ROMA - Una scultura che raffigura due adolescenti nude, una delle quali è adagiata sulle spalle dell’altra dalla cui bocca esce un pene. È l’opera dei fratelli Chapman, esposta al Maxxi di Roma, che ha provocato le proteste dell’Osservatorio sui Diritti dei minori, perché ritenuta pedopornografica. "Non vogliamo attentare alla libertà di espressione artistica - ha spiegato il presidente dell'associazione, Antonio Marziale -, ma evitare che dietro il paravento dell'arte si promuovano raffigurazioni a chiaro sfondo pedopornografico. Tutti dovremmo essere concordi nel promuovere una cultura antitetica alla pedofilia - ha proseguito Marziale -, senza provocazioni di sorta, per questo chiediamo garanzie che la presunta opera non verrà mai più esposta". L’opera è entrata nella collezione del Maxxi nel 2010, grazie alla donazione di Claudia Gian Ferrari.

Le opere dei Chapman, ha sottolineato il Maxxi, sono state esposte alla Tate, alla Royal Academy di Londra e al PS1 di New York, e “Piggyback”, l’opera contestata, è sempre stata segnalata con avvisi esposti in biglietteria, al punto informativo e dal personale di sala, proprio per informare le famiglie in visita con minori. "La crudezza fa parte del lavoro dei Chapman, da sempre caratterizzati da opere che denunciano una realtà malata, che mettono in discussione la falsa moralità e vogliono suscitare dibattito e crediamo fermamente e sosteniamo la libertà di espressione degli artisti", ha risposto Anna Mattirolo, direttore del Maxxi Arte. Infatti i fratelli Chapman, oltre che per le loro opere, sono noti per le uscite provocatorie contro il Cristianesimo, ma anche contro l'Illuminismo, oltre che sulla crudeltà dei film di Walt Disney.