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Per tre giorni tutti pazzi per la cozza

Dal 26 al 28 settembre a Marina la rassegna dedicata al mollusco. Cameliani: “Rendiamo giustizia a un’eccellenza”

Per tre giorni tutti pazzi per la cozza
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12/settembre/2014 - h. 09.50

MARINA DI RAVENNA - Sarà una tre giorni gustosissima all’insegna di un prodotto eccellente del nostro mare, la cozza di Marina di Ravenna. Una festa che il 26, 27, 28 settembre avrà il suo cuore a Marina di Ravenna, in piazza Dora Markus, ma coinvolgerà anche molti ristoranti degli altri otto lidi e della città. “La cozza di Marina di Ravenna - spiega l’assessore alle Attività produttive Massimo Cameliani - è tra le più pregiate in Italia. È classificata come cozza a crescita spontanea o selvatica, non di allevamento, poiché si sviluppa in alto mare, alla base delle piattaforme a cui è legata la sua origine e raccolta”. “Per questo abbiamo studiato il progetto ‘La Cozza di Ravenna una Perla dell’Adriatico’, all’interno del quale è concepita la festa, con l’intenzione di valorizzare il prodotto, il territorio, la ristorazione, il turismo. Lo scopo è di far crescere la domanda e l’offerta della cozza di Marina di Ravenna sulla costa ravennate e a Ravenna come cibo eccellente del territorio”. L’evento, curato da Tuttifrutti per conto del Comune, avrà sia carattere informativo e di divulgazione scientifica, sia le caratteristiche di un appuntamento gastronomico. Prossimamente ne saranno annunciati tutti i dettagli. Si segnala fin da ora, per domenica 28 settembre, alle ore 17.30, in piazza Dora Markus, l’atteso Show Cooking di Mauro Uliassi, uno dei maestri della cucina italiana (prenotazioni – 50 posti, a 30 euro, sono già aperte al numero 3394703606).

Inoltre il mercato di Madra al Mare il sabato e la domenica in piazza Dora Markus e le chiacchierate di Slow Food sulla raccolta delle cozze. L’evento è contenuto nel progetto “La Cozza di Ravenna una Perla dell’Adriatico” presentato dall’Amministrazione comunale nell’ambito del FEP (Fondo Europeo per la Pesca) 2007/2013, GAC Distretto Mare Adriatico, posizionatosi primo nella graduatoria dei progetti ammessi al finanziamento. L’obiettivo è quello dello sviluppo sostenibile delle attività di pesca ed acquicoltura attraverso la promozione e la valorizzazione di un prodotto tipico locale che mira a coinvolgere tutti gli stakeholders interessati. Nel progetto sono stati coinvolte infatti le attività di pesca, della ristorazione e del commercio, gli esperti culturali e gastronomici e le scuole per far conoscere e diffondere una forma di “cultura” volta al consumo di questo frutto di mare di qualità. La filosofia del gastronauta, termine coniato da Davide Paolini nel 1990, e del mangiare il territorio citando “Sotto il sole del giaguaro” di Italo Calvino, stanno alla base del progetto che ha la finalità di proporre un approccio alle tradizioni e agli usi e costumi locali mediante il cibo (quindi, per metafora, cibandosi del luogo stesso). Consumando un prodotto autoctono – secondo questa condivisa filosofia - è possibile risalire alla sua filiera produttiva, scoprirne il sapore, le materie di cui dispone il territorio, il contesto storico, geografico e, nel nostro caso anche ambientale, che ha determinato la nascita di una particolare tecnica produttiva. In questo contesto un cibo non è quindi semplicemente qualcosa da mangiare, ma diviene il simbolo e il fattore distintivo e promozionale del territorio che lo produce.