Forlì

Ipercorpo tra assalto e custodia

Città di Ebla vara l’edizione numero dieci della «quattro giorni di teatro danza, arte, incontri». Si parte domani

Ipercorpo tra assalto e custodia
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27/maggio/2015 - h. 15.41

FORLI' - Presidio: parola che ha una accezione militare, che sta tra l’assedio e il rifugio postatomico. Sfogliamo il vocabolario. Da una parte è la «guarnigione militare». Dall’altra è un luogo di «protezione, aiuto, tutela». Oscilla tra l’assalto e la custodia. 

Questo, presidio, è la parola chiave di Ipercorpo, la «quattro giorni di teatro, danza, arte contemporanea, musica e incontri» che accade a Forlì, in luoghi nevralgici (Fabbrica delle Candele, Palazzo Romagnoli, nuova Galleria Marcolini, ma anche nell’Ex Deposito ATR), da domani al 31 maggio, per merito e atto di Città di Ebla. Dida: «Immaginare avamposti, spazi di resistenza avanzati, occuparsene prima ancora di occuparli. 

Aprire il portone di un cinema chiuso, salire su una terrazza e proiettare un film. Trasformare un quartiere abbandonato, un angolo di strada, una panchina. Far seguire all’immaginazione un’azione che continui a inseguirla, tener duro durante la scalata. Come un alpinista estremo che nel rischioso attacco a una nuova via, e nella sua riuscita, realizza un atto estetico prima ancora che esplorativo». 

Il programma lo trovate, per esteso, qui, www.cittadiebla.com, tra le varie cose Ipercorpo si apre con Gruppo Nanou domani, dalle 19 alle 21; segue Teatrino Giullare con Finale di partita, «spettacolo rivelazione vincitore del Premio Nazionale della Critica e Premio Speciale Ubu»; segue concerto di Dewey Dell. 

Tra gli invitati, Giovanni Succi (da sabato 30 giugno) porta il progetto Caproni 2012, sullo straordinario poeta; Città di Ebla riporta in scena la Suite Michelangelo prodotta dalla Sagra Malatestiana mentre la ballerina Paola Bianchi propone una «partitura per cinque danzatrici in cui la ricerca si focalizza intorno a un ossimoro fisico e di senso: collettività individuale», Without. 

Quintetto in solo. Parola di Claudio Angelini, direttore artistico del tutto: «Dunque è tutto nel presidio di spazi il nostro lavoro? No, io non credo. Grazie agli artisti che puntualmente accettano il nostro invito per ragioni di senso di appartenenza, e non certo economiche, continuiamo a essere portatori di bellezza, se per bellezza intendiamo qualcosa di drastico, a tratti violento, certamente incomprensibile nelle sue forme più alte, capace di catturarti, di portarti là dove tu non sai. 

Continuare spasmodicamente a cercare, come rabdomanti, le condizioni affinché questo possa avvenire. Ecco la nostra più autentica forma di presidio». I biglietti sono assai economici (da 2 a 5 euro), la prenotazione è consigliata (tel.342/9783661), l’effetto estetico pare assicurato.