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Fedrigoli scopre i suoi visi all’Osteria

70 volti per due mesi accoglieranno spettatori e commensali, da quello di Milo Manara a quello di Sara Masotti

Fedrigoli scopre i suoi visi all’Osteria
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28/novembre/2015 - h. 00.46

Enrico Fedrigoli, fotografo di architettura e teatro da oltre 20 anni, presenta all'Osteria del Pancotto (Via Gambellara 73/A, Ravenna) “A viso scoperto”, una mostra di circa 70 fotografie che ritrae persone diverse per genere, età, professione e provenienza geografica. La mostra è la seconda ospitalità che l'Osteria riserva a Fedrigoli, dopo l'esposizone di “Mostrata Sia” dello scorso anno, il cui soggetto ritratto era l'attrice ravennate Sara Masotti. “A viso scoperto” è una selezione da oltre 200 scatti realizzati dal fotografo ed è a cura di Luigi De Angelis, regista della compagnia teatrale Fanny & Alexander, collaboratore di lunga data di Enrico Fedrigoli. La mostra inaugura sabato 28 novembre 2015 alle ore 18.00 con un buffet offerto dall'Osteria del Pancotto. Rimarrà in esposizione fino a domenica 31 gennaio 2016.

Nelle due sale principali dell'Osteria gestita da Pierpaolo Spadoni, le numerose fotografie sono esposte in lunghe file che ne ricoprono le pareti: il bar e la sala ristorante saranno riempite dalle stampe in bianco e nero – realizzate dallo stesso Fedrigoli nel suo studio in Sant'Ambrogio di Valpolicella – che ritraggono i volti di diverse personalità. Anche la toilette ospiterà alcune fotografie, ovvero i ritratti di Chiara Lagani (attrice e drammaturga di Fanny & Alexander), Ermanna Montanari (attrice del Teatro delle Albe) e Francesca Proia (danzatrice, anima del gruppo Tanti Cosi Progetti), testimoniando nel luogo più intimo del locale le immagini che hanno dato origine all'intero progetto ritrattristico di Enrico Fedrigoli che punta a raccogliere 400 ritratti finali.

È dal teatro, infatti, che Enrico Fedrigoli attinge la sua esperienza della persona e dunque del volto: nato come fotografo di architettura intorno agli anni '80, ricordiamo il suo portfolio sulla Darsena di Ravenna pubblicato nel libro Ravenna viso-in-aria a cura di Luigi De Angelis e Marco Martinelli (Longo Editore, 2003), il fotografo si dedica dagli anni '90 a oggi alla composizione di immagini provenienti dalla scena teatrale contemporanea, realizzate con la tecnica del banco ottico che lo distingue da sempre nel panorama della fotografia di scena.

“A viso scoperto” mette in fila, uno accanto all'altro, volti di persone ritratte con la massima sincerità: non esiste fotoritocco di rughe o imperfezioni della pelle, il soggetto si mostra tale quale a se stesso, “scoperto”, appunto, aperto allo sguardo degli spettatori. Ogni immagine è frutto di un duplice lavoro: il racconto che il soggetto fa di sé al fotografo e l'abilità di Fedrigoli di coglierlo in una precisa posa che possa aiutare il soggetto a esprimersi. Le 70 immagini rivelano un puzzle senza intarsi, nel quale si ritrovano infinite possibilità di lettura: è lo spettatore che potrà completare le singole narrazioni proposte da quegli sguardi e da quelle espressioni.

Le foto sono state scattate a distanza ravvicinatissima, mai più di 30 centimetri di distanza del soggetto dall'obiettivo fotografico. Una vicinanza che si rende palese anche nella visione complessiva della mostra. “A viso scoperto” raccoglie ritratti composti a immagine singola, a dittico o a trittico (due o tre immagini della stessa persona che giustapposte compongono un unico ritratto di quella personalità) e sono talvolta intervallati da sorprendenti viraggi blu realizzati dallo stesso fotografo.

Tra i soggetti ritratti, il pubblico riconoscerà certamente i volti di personalità dell'arte e del teatro romagnole (oltre ai già citati, anche gli attori Marco Cavalcoli, Roberto Magnani e Sara Masotti) e non solo, tra gli altri il regista e interprete Marco Baliani e il celebre disegnatore Milo Manara. Intervallano questi ritratti e fanno da punti cardinali per l'intera mostra i volti di Pierpaolo Spadoni e dei suoi collaboratori all'Osteria: cuochi, camerieri e baristi si nascondono tra un marmista e un atleta, tra un'operaia e un'adolescente tatuata, accogliendo i commensali con il loro sguardo fisso e un sottile sorriso.