Cinema

La Regione finanzia solo film emiliani

Su 25 opere ammesse al bando regionale soltanto 3 sono romagnole. L’Emilia si pappa 844mila euro, noi 43.135 euro

La Regione finanzia solo film emiliani
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04/febbraio/2016 - h. 01.28

Tocca rassegnarsi: la Romagna non è una terra per il cinema. Una considerazione incredibile, se si pensa che Federico Fellini è il regista più influente della cinematografia mondiale e Tonino Guerra uno degli sceneggiatori di maggior talento (e più proficui) e mettiamoci pure Flavio Nicolini, mitico sceneggiatore per la Rai. Eppure, niente, incrociando i dati del Ministero e della Regione vien fuori che la Romagna è una palude di incolti, da qui non son passati neppure i fratelli Lumière.

Veniamo ai conti della serva. Dai contributi ministeriali per «Rassegne, festival e altre attività promozionali» pigliamo solo le briciole: al Bellaria Film Festival arrivano 10mila euro (quanto assegnato, per capirci, alla Cineteca “Griffith” di Chiavari, ne danno di più al “Festival del cinema con tematiche sociali” di Ariano Irpino...), all’Associazione Sedicicorto di Forlì, per il festival omonimo, ne cascano 5mila. Stop.

Il resto son solo mazzate (i bravi riminesi dell’Amarcort Film Festival risultano bocciati), comunque i soldi, se si parla di cinema, si fermano a Bologna. E sono tanti. Tra «valorizzazione e restauro del patrimonio cinematografico», rassegne e archivi, nelle tasche della Fondazione Cineteca di Bologna arrivano 700mila euro, un record di cui andare fieri. Viene da domandarsi se il futuribile, futurista “centro studi” su Federico Fellini, nella ricompattata “Casa del Cinema Fulgor” di Rimini saprà insediarsi nei finanziamenti ministeriali. Ci speriamo, altrimenti è uno sforzo vano, che poggia sul cornicione del nulla.

Non va meglio in Regione, dove la Romagna conta quanto il due di picche. Consultare l’esito del bando regionale «per il sostegno alla produzione di opere cinematografiche e audiovisive realizzate da imprese con sede in Emilia Romagna» è un pianto. Su 25 opere ammesse al finanziamento, soltanto 3 sono romagnole. Un progetto di Imola (Rotte indipendenti, finanziato con 16.010 euro), uno di Faenza (In fila per due, cortometraggio che riceve 5.075 euro) e una «serie web» di Ravenna (L’artista è innocente, finanziata con 22.050). Facendo ancora una volta i conti della casalinga: su 887.929 euro spesi dalla Regione per foraggiare il cinema, soltanto 43.135 euro cascano in Romagna, il resto del malloppo (844.794 euro) se lo pappano gli emiliani. Una suddivisione delle risorse surreale: possibile che nella nostra terra non ci siano cineasti? Quando ci sono, per altro, ripassano dal via.

La fiction web che ha fatto parlare assai nel riminese, 3U. La notte dell’uomo, tratta da un romanzo di Andrea Conti, non è stata ammessa alla valutazione per un cavillo formale («non possiede il codice Ateco»). Peccato. Tra i tre membri del «Nucleo di valutazione» anche Gianfranco Miro Gori, poeta, già Sindaco di San Mauro Pascoli, già fondatore della Cineteca di Rimini. Non è bastato.

 

(d.b.)