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“L’ultima spiaggia”, il film di Quadretti

Prima nazionale oggi al San Luigi del documentario su Pola, fra la strage di Vergarolla e l’esodo

“L’ultima spiaggia”, il film di Quadretti
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09/febbraio/2016 - h. 01.04

FORLI’ - L’ultima spiaggia. Pola fra la strage di Vergarolla e l’esodo” è l’ultimo film del regista forlivese Alessandro Quadretti, 42 anni, prodotto da Officinemedia in collaborazione con il Libero Comune di Pola in Esilio. Verrà proiettato questa sera alle 20.45, alla Sala San Luigi (biglietto: 5 euro), in prima nazionale e proseguirà poi il tour in varie città italiane; per la ricorrenza del “Giorno del ricordo” per le vittime delle foibe e di quell’esodo, un estratto di 50 minuti del film, è andato in onda ieri sera nella trasmissione “Terra!” di Tony Capuozzo, su Rete4.

Come già sperimentò nel documentario “4 agosto 1974. Italicus, la strage dimenticata”, Quadretti ricostruisce e racconta – insieme son Domenico Guzzo, storico esperto di terrorismo che è co-sceneggiatore – una tragedia rimasta per decenni ai margini della memoria collettiva italiana. Anche perché legata a doppio filo con la “scomoda” questione dell’esodo istriano-dalmata. Quadretti affronta una vicenda che fa parte del suo vissuto familiare, con il padre esule polesano e il nonno materno inserito nella lista dei probabili infoibati.

Il regista scava con delicata lucidità nei ricordi dei pochi sopravvissuti. Il 18 agosto 1946, a guerra finita, sulla spiaggia di Vergarolla a Pola l’esplosione di diversi ordigni bellici provocò la morte di oltre ottanta italiani, tra i quali molti bambini, riuniti per assistere alle tradizionali gare notatorie della Società sportiva Pietas Julia. Ma la strage, pur rappresentando il più sanguinoso attentato nella storia dell’Italia repubblicana, è praticamente assente nella storiografia nazionale o, come sostiene Quadretti, è “quella più nascosta, dimenticata e rimossa: la “guerra fredda” e gli steccati ideologici hanno sepolto per decenni un evento che ha segnato e stimolato, a pochi mesi dal febbraio del ’47, l’esodo giuliano-dalmata”.

Solo negli ultimi anni infatti si è cominciato a parlare di quanto accade quel 18 agosto 1946, anche grazie allo spettacolo teatrale di grande successo del cantautore e attore Simone Cristicchi. E proprio l’artista romano ha sostenuto il documentario di Quadretti sia con un contributo attraverso la campagna di raccolta di fondi lanciata a livello nazionale, sia con una propria interpretazione del brano “Magazzino 18” per il film.