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Ode al divo Sigismondo

Tre giorni di studi serrati per capire la corte dei Malatesta (e le meraviglie bibliografiche della “Gambalunghiana”)

Ode al divo Sigismondo
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08/giugno/2016 - h. 10.39

Ultimo atto? Il sigillo dell’opera dell’Assessore alla cultura riminese Massimo Pulini (se Andrea Gnassi, il Re Mida del Pd a carati renziani non lo conferma abbiamo le penne sguainate sguaiatamente a redigere pagine di peana e pianti a profusione) è la presentazione del Festival del Mondo Antico (griffe: “Ereditare il futuro”), che comincia venerdì 10 giugno, ore 21, con lezione magistrale di Luciano Canfora, giunto alla maggiore età: esiste da diciotto edizioni grazie a «un’idea di Marcello Di Bella» (che fu anche l’ultimo direttore della “Gambalunghiana”, che manca dal 2009: rimediare?). Soprattutto, però, l’Assessore si fa assist man di un “Convegno Internazionale” dedicato a Gli Antichi alla corte dei Malatesta, che ha un incipit questa sera, ore 21,15, al Castel Sismondo (letture e musiche d’era quattrocentesca), ma inizia, decisamente, in Palazzo Buonadrata, domani, dalle ore 15.

In effetti, coordinati dal prof Federicomaria Muccioli dell’Università di Bologna, si alternano alcuni degli studiosi eccelsi in fatti malatestiani, che sviscereranno «echi, modelli e fortuna della tradizione classica nella Romagna del Quattrocento». Si parla, tra le altre cose (come spiega, con deliziosa dovizia, Paola Del Bianco, responsabile dei fondi antichi in “Gambalunghiana”), di rarità presenti nella biblioteca civica riminese: al di là del “Valturio”, di Basinio Basini, poeta di corte, che con l’Hesperis, di cui la Gambalunga detiene l’autografo (ma anche una pregevole edizione del tardo Settecento, con xilografie di Francesco Rosaspina), scrive, nel XV secolo, il poema epico di Sigismondo Malatesta.

Ma si parlerà, in questo revival della letteratura malatestiana, anche di Giusto de’ Conti, autore di un canzoniere di marca petrarchista (la sua tomba è tra quelle, con quella di Gemisto Pletone, altro protagonista del convegno, incastonate nel fianco del Tempio Malatestiano), e poi di Giovanni Bellini e della Cappella dei Pianeti e di Agostino di Duccio. Impressionante lo sfoggio di prof (da Monica Centanni a Giovanni Carlo Federico Villa, da Donatella Frioli ad Andrea Vitali), compresi quelli riminesi (il “papà” degli studi malatestiani, Pier Giorgio Pasini, e Ferruccio Farina, ripescato dopo che il Comune, da un paio d’anni, ha abolito le “Giornate Internazionali Francesca da Rimini”). Promettono «alta divulgazione scientifica» (così Alessandro Giovanardi), le giornate di venerdì e sabato si svolgeranno dalle ore 9 al Museo della Città. Per chi preferisce cose culturali più pop, appunto, negli stessi giorni c’è il Festival del Mondo Antico, con personalità come Andreas M. Steiner, Franco Cardini, Domenico Quirico, Pietro Giovanni Guzzo... E per chi non può esserci, sul convegno malatestiano sarà allestito un libro con gli atti. «Tra due anni contiamo di averlo», giura Muccioli. Intanto, meglio andare ad ascoltare.