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Letture estreme dal Graal a Steinbeck

Torna la rassegna “Ritratti d’autore”. A Misano Adriatico una sfilza di intellettuali parla di libri importanti

Letture estreme dal Graal a Steinbeck

Cesare Pavese

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17/febbraio/2017 - h. 02.36

Torna il ciclo, ormai storico, dei “Ritratti d’autore”, in cui, in sintesi, il relatore illustre arriva al Cinema Teatro Astra di Misano Adriatico e parla di ciò che gli pare e soprattutto gli piace. Iniziativa più che degna, segno, per altro, che la cultura attrae (lo spazio è sempre stracolmo), evviva. E se i relatori sono quasi sempre gli stessi, facciamocene una ragione: meglio l’indigestione di cibi succulenti che fare la fame. Il ciclo misanese apre venerdì 3 marzo con
Nuccio Ordine che speculerà sull’Orlando Furioso di Ariosto. A suo dire «l’Ariosto ci insegna ad abbandonare i punti di vista assoluti che non riescono a spiegare la complessità del mondo e della vita umana. Imparare a convivere con le mutazioni, le incertezze, gli errori, le diversità, è un sano esercizio per considerare la molteplicità e la pluralità come una ricchezza e non come un ostacolo». 
La settimana dopo Franco Cardini s’inoltra nel Perceval, il mitico racconto del Graal: «Il vero protagonista della serata finirà con l’essere quindi un grande mito che dal XII al XXI secolo domina l’immaginario europeo, il Graal, uno e trino (con molte varianti minori) attraverso i capolavori di Chrétien, di Wolfram
Aschenbach e Richard Wagner». Marcello Veneziani, venerdì 17 marzo, sale sul palco con il Mestiere di vivere di Cesare Pavese nello zaino: «Amaro, disperato, violento, ironico, raramente sereno, Pavese consegna al lettore una meditazione sulla vita, sui sogni, sui ricordi e sull’arte condotta con rigore
intellettuale e morale». Giulio Guidorizzi, il 24 marzo, ci racconta l’Iliade di Omero («Ci sono libri fondamentali, “obbligati”: in una parola, imprescindibili. L’lliade è uno di questi. Insieme con l’Odissea è tra i testi capitali che il mondo antico ci ha lasciato in eredità»). 
Il 31 marzo, il filosofo Umberto Curi ci propone invece La metamorfosi di Franz Kafka, «l’incubo sotterraneo e letterale di Gregor Samsa, un commesso viaggiatore che si sveglia un mattino dopo sogni agitati e si ritrova mutato in un enorme insetto». Chiude il percorso Diego Fusaro, con un testo di tutt’altro tenore, Furore di John Steinbeck, «pietra miliare della letteratura americana». Secondo il giovane filosofo, «Alla luce di quello che sta accadendo oggi, in tempi di globalizzazione, l’opera di Steinbeck permette una rilettura dei processi di sradicamento operati dal capitalismo finanziario: allontanamento coatto degli individui dalla loro terra, immigrazione di massa, sfruttamento generalizzato». 
Come di consueto, è libero l’ingresso al dialogo; info: tel.0541/618484.
Torna il ciclo, ormai storico, dei “Ritratti d’autore”, in cui, in sintesi, il relatore illustre arriva al Cinema Teatro Astra di Misano Adriatico e parla di ciò che gli pare e soprattutto gli piace. Iniziativa più che degna, segno, per altro, che la cultura attrae (lo spazio è sempre stracolmo), evviva. E se i relatori sono quasi sempre gli stessi, facciamocene una ragione: meglio l’indigestione di cibi succulenti che fare la fame. Il ciclo misanese apre venerdì 3 marzo con Nuccio Ordine che speculerà sull’Orlando Furioso di Ariosto. A suo dire «l’Ariosto ci insegna ad abbandonare i punti di vista assoluti che non riescono a spiegare la complessità del mondo e della vita umana. Imparare a convivere con le mutazioni, le incertezze, gli errori, le diversità, è un sano esercizio per considerare la molteplicità e la pluralità come una ricchezza e non come un ostacolo». 

La settimana dopo Franco Cardini s’inoltra nel Perceval, il mitico racconto del Graal: «Il vero protagonista della serata finirà con l’essere quindi un grande mito che dal XII al XXI secolo domina l’immaginario europeo, il Graal, uno e trino (con molte varianti minori) attraverso i capolavori di Chrétien, di Wolfram Aschenbach e Richard Wagner». Marcello Veneziani, venerdì 17 marzo, sale sul palco con il Mestiere di vivere di Cesare Pavese nello zaino: «Amaro, disperato, violento, ironico, raramente sereno, Pavese consegna al lettore una meditazione sulla vita, sui sogni, sui ricordi e sull’arte condotta con rigoreintellettuale e morale». Giulio Guidorizzi, il 24 marzo, ci racconta l’Iliade di Omero («Ci sono libri fondamentali, “obbligati”: in una parola, imprescindibili. L’lliade è uno di questi. Insieme con l’Odissea è tra i testi capitali che il mondo antico ci ha lasciato in eredità»). 

Il 31 marzo, il filosofo Umberto Curi ci propone invece La metamorfosi di Franz Kafka, «l’incubo sotterraneo e letterale di Gregor Samsa, un commesso viaggiatore che si sveglia un mattino dopo sogni agitati e si ritrova mutato in un enorme insetto». Chiude il percorso Diego Fusaro, con un testo di tutt’altro tenore, Furore di John Steinbeck, «pietra miliare della letteratura americana». Secondo il giovane filosofo, «Alla luce di quello che sta accadendo oggi, in tempi di globalizzazione, l’opera di Steinbeck permette una rilettura dei processi di sradicamento operati dal capitalismo finanziario: allontanamento coatto degli individui dalla loro terra, immigrazione di massa, sfruttamento generalizzato». 
Come di consueto, è libero l’ingresso al dialogo; info: tel.0541/618484.