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"Sacre custodie di santità"

Reliquiari ad ostensorio tra XVII e XIX secolo in Diocesi di Imola

"Sacre custodie di santità"
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28/marzo/2017 - h. 17.24

Reliquiari e reliquie sono un binomio inscindibile. Entrambi hanno una grande valenza simbolica ed accompagnano la spiritualità umana da tempo immemorabile attraversando culti e culture religiose differenti, al tempo stesso riconducono al concetto di conservazione della memoria.
Da sabato 1 aprile a domenica 14 maggio sarà possibile ammirare circa 60 di questi splendidi manufatti in esposizione al Museo Diocesano di Imola (piazza Duomo 1). La mostra “Sacre custodie di santità - Reliquiari ad ostensorio tra XVII e XIX secolo in Diocesi di Imola”, curata da Marco Violi e promossa dal Museo Diocesano di Imola, sarà allestita nella Galleria Pio VII del vescovado. Essa propone una serie di opere - realizzate in materiali vari, quali l'argento, il metallo, il rame, il legno laccato, marmorizzato, argentato e dorato - di grande interesse storico-artistico custoditi non solo nel Museo Diocesano di Imola, ma anche in quelli parrocchiali di Dozza, Castel Bolognese e Bagnara di Romagna, oltre che da 15 chiese della nostra diocesi e dal seminario diocesano, di dimensioni variabili (da 32 a 175 centimetri di altezza), principalmente opera di botteghe attive a Imola, Bologna, Roma e Venezia, databili tra il XVII e il XIX secolo, e vuole sollecitarne un recupero intellettuale prima ancora che materiale. 
L'esposizione prosegue il percorso iniziato lo scorso anno con la mostra sui reliquiari antropomorfi, proponendosi di offrire al visitatore una doppia chiave di lettura del tema: una puramente conoscitiva a livello storico-artistico ed estetico (pannelli descrittivi e didascalie dedicate per ogni singola opera ne favoriscono la fruizione) e l'altra prettamente devozionale, legata cioè alla devozione ai santi mediata dal culto alle loro reliquie.
Da segnalare, tra le opere in mostra, il bellissimo reliquiario a ostensorio sostenuto da gruppo scultoreo ligneo, opera di bottega romana della prima metà del XIX secolo, proveniente dalla cattedrale di Imola (foto allegata); quello a ostensorio eseguito nella seconda metà del Settecento dall'orafo romano Giuseppe Grazioli (sempre dalla cattedrale), il bellissimo reliquiario di San Francesco di Paola in lamina d'argento, realizzato dall'orafo romano Paolo De Alessandris nel secondo quarto del Settecento (dal museo parrocchiale di Castel Bolognese), o quelli in legno dorato con elaborate decorazioni. 
Un particolarissimo reliquiario a ostensorio proveniente dalla parrocchia di Castel del Rio - opera di bottega italiana della prima metà del XVIII secolo - il quale, contrariamente agli altri di questa tipologia, è completamente decorato non solo sul fronte, ma anche sul retro; due grandi reliquiari settecenteschi in legno laccato e dorato di notevole qualità d'intaglio (da Massa Lombarda) e altri due della medesima qualità e dimensione, ma totalmente dorati, custoditi al santuario del Molino di Lugo; lo splendido reliquiario veneziano in argento e filigrana d'argento (primo quarto del secolo XVIII), custodito al Museo Diocesano di Imola, che viene presentato in anteprima dopo un lungo e laborioso restauro, gli esemplari - sei e settecenteschi - di altissima qualità esecutiva, provenienti dalle chiese imolesi di Sant'Agata e San Lorenzo. 
Infine, l'esemplare bolognese (terzo quarto del secolo XVIII) della Pia Unione dei Settantadue Nobili del Suffragio di Imola, quello alle armi di papa Benedetto XIV (da San Lorenzo in Selva di Lugo) e quello realmente monumentale (alto ben 175 centimetri) in stile settecentesco, ma eseguito già nel tardo Ottocento, custodito nella parrocchia di Sasso Morelli.
All'inaugurazione di sabato 1 aprile alle 17, interverranno - oltre al vescovo di Imola monsignor Tommaso Ghirelli e a Marco Violi cocuratore della mostra e vicedirettore del Museo Diocesano - Giovanni Gardini (docente di archeologia e iconografia cristiana, Istituto Superiore di Scienze Religiose “Sant’Apollinare” di Forlì e “A. Marvelli” di Rimini), che parlerà sul tema “Il culto dei santi: reliquie e reliquiari in epoca paleocristiana e bizantina” e Lidia Bortolotti (storica dell'arte del servizio musei dell'Ibc dell’Emilia Romagna), che parlerà sul tema “Reliquiari: contenitori-espositori per il limite umano e l’immortalità dello spirito”, presentando di fatto le opere in mostra e la loro tipologia sotto il punto di vista storico-artistico.
L'evento gode del patrocinio dell'Amei (Associazione Musei ecclesiastici italiani) e dell'Ibc (Istituto Beni culturali) dell’Emilia Romagna ed è realizzato con il contributo e la collaborazione di Confartigianato Assimprese Bologna Metropolitana; Credito Cooperativo Ravennate e Imolese; Arialco (Associazione ristoratori e albergatori del comprensorio imolese); Giacometti Impianti; Pro Loco di Imola; Normanni Assicurazioni; 8x1000 della Chiesa cattolica italiana; Blu Impianti; Cafè del Grillo; Editrice La Mandragora; Il Nuovo Diario Messaggero.
Orari di apertura
martedì, mercoledì e giovedì: ore 9-12 / martedì e giovedì: ore 14-17
sabato e domenica: ore 15.30-18.30 (chiusura nei giorni: domenica 16 aprile, martedì 25 aprile e lunedì 1 maggio).
Informazioni e prenotazione visite guidate
tel. 0542-25000 - fax 0542 34672 - museo@imola.chiesacattolica.it http://www.imola.chiesacattolica.it / www.imola.chiesacattolica.it
Reliquiari e reliquie sono un binomio inscindibile. Entrambi hanno una grande valenza simbolica ed accompagnano la spiritualità umana da tempo immemorabile attraversando culti e culture religiose differenti, al tempo stesso riconducono al concetto di conservazione della memoria.

Da sabato 1 aprile a domenica 14 maggio sarà possibile ammirare circa 60 di questi splendidi manufatti in esposizione al Museo Diocesano di Imola (piazza Duomo 1). La mostra “Sacre custodie di santità - Reliquiari ad ostensorio tra XVII e XIX secolo in Diocesi di Imola”, curata da Marco Violi e promossa dal Museo Diocesano di Imola, sarà allestita nella Galleria Pio VII del vescovado. Essa propone una serie di opere - realizzate in materiali vari, quali l'argento, il metallo, il rame, il legno laccato, marmorizzato, argentato e dorato - di grande interesse storico-artistico custoditi non solo nel Museo Diocesano di Imola, ma anche in quelli parrocchiali di Dozza, Castel Bolognese e Bagnara di Romagna, oltre che da 15 chiese della nostra diocesi e dal seminario diocesano, di dimensioni variabili (da 32 a 175 centimetri di altezza), principalmente opera di botteghe attive a Imola, Bologna, Roma e Venezia, databili tra il XVII e il XIX secolo, e vuole sollecitarne un recupero intellettuale prima ancora che materiale. 

L'esposizione prosegue il percorso iniziato lo scorso anno con la mostra sui reliquiari antropomorfi, proponendosi di offrire al visitatore una doppia chiave di lettura del tema: una puramente conoscitiva a livello storico-artistico ed estetico (pannelli descrittivi e didascalie dedicate per ogni singola opera ne favoriscono la fruizione) e l'altra prettamente devozionale, legata cioè alla devozione ai santi mediata dal culto alle loro reliquie.

Da segnalare, tra le opere in mostra, il bellissimo reliquiario a ostensorio sostenuto da gruppo scultoreo ligneo, opera di bottega romana della prima metà del XIX secolo, proveniente dalla cattedrale di Imola (foto allegata); quello a ostensorio eseguito nella seconda metà del Settecento dall'orafo romano Giuseppe Grazioli (sempre dalla cattedrale), il bellissimo reliquiario di San Francesco di Paola in lamina d'argento, realizzato dall'orafo romano Paolo De Alessandris nel secondo quarto del Settecento (dal museo parrocchiale di Castel Bolognese), o quelli in legno dorato con elaborate decorazioni. 

Un particolarissimo reliquiario a ostensorio proveniente dalla parrocchia di Castel del Rio - opera di bottega italiana della prima metà del XVIII secolo - il quale, contrariamente agli altri di questa tipologia, è completamente decorato non solo sul fronte, ma anche sul retro; due grandi reliquiari settecenteschi in legno laccato e dorato di notevole qualità d'intaglio (da Massa Lombarda) e altri due della medesima qualità e dimensione, ma totalmente dorati, custoditi al santuario del Molino di Lugo; lo splendido reliquiario veneziano in argento e filigrana d'argento (primo quarto del secolo XVIII), custodito al Museo Diocesano di Imola, che viene presentato in anteprima dopo un lungo e laborioso restauro, gli esemplari - sei e settecenteschi - di altissima qualità esecutiva, provenienti dalle chiese imolesi di Sant'Agata e San Lorenzo. 

Infine, l'esemplare bolognese (terzo quarto del secolo XVIII) della Pia Unione dei Settantadue Nobili del Suffragio di Imola, quello alle armi di papa Benedetto XIV (da San Lorenzo in Selva di Lugo) e quello realmente monumentale (alto ben 175 centimetri) in stile settecentesco, ma eseguito già nel tardo Ottocento, custodito nella parrocchia di Sasso Morelli.

All'inaugurazione di sabato 1 aprile alle 17, interverranno - oltre al vescovo di Imola monsignor Tommaso Ghirelli e a Marco Violi cocuratore della mostra e vicedirettore del Museo Diocesano - Giovanni Gardini (docente di archeologia e iconografia cristiana, Istituto Superiore di Scienze Religiose “Sant’Apollinare” di Forlì e “A. Marvelli” di Rimini), che parlerà sul tema “Il culto dei santi: reliquie e reliquiari in epoca paleocristiana e bizantina” e Lidia Bortolotti (storica dell'arte del servizio musei dell'Ibc dell’Emilia Romagna), che parlerà sul tema “Reliquiari: contenitori-espositori per il limite umano e l’immortalità dello spirito”, presentando di fatto le opere in mostra e la loro tipologia sotto il punto di vista storico-artistico.

L'evento gode del patrocinio dell'Amei (Associazione Musei ecclesiastici italiani) e dell'Ibc (Istituto Beni culturali) dell’Emilia Romagna ed è realizzato con il contributo e la collaborazione di Confartigianato Assimprese Bologna Metropolitana; Credito Cooperativo Ravennate e Imolese; Arialco (Associazione ristoratori e albergatori del comprensorio imolese); Giacometti Impianti; Pro Loco di Imola; Normanni Assicurazioni; 8x1000 della Chiesa cattolica italiana; Blu Impianti; Cafè del Grillo; Editrice La Mandragora; Il Nuovo Diario Messaggero.

Orari di apertura: martedì, mercoledì e giovedì: ore 9-12 / martedì e giovedì: ore 14-17sabato e domenica: ore 15.30-18.30 (chiusura nei giorni: domenica 16 aprile, martedì 25 aprile e lunedì 1 maggio).
Informazioni e prenotazione visite guidate: tel. 0542-25000 - fax 0542 34672 - museo@imola.chiesacattolica.it http://www.imola.chiesacattolica.it / www.imola.chiesacattolica.it