Fotografia

Il “respiro degli occhi” di una grande fotografa

Milena Masini presenta i suoi libri alla Vermuteria Teatro Condomini di Santarcangelo

Il “respiro degli occhi” di una grande fotografa

Milena Masini

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22/aprile/2017 - h. 02.23

Fotografare significa, essenzialmente interpretare la realtà, e non semplicemente riprodurla. Come per imparare a scrivere bisogna leggere, così per imparare a fotografare è necessario osservare. Fotografare, osservare, da cui nasce una vera passione. La stessa passione che trasporta Milena Masini in un mondo fatto non solo d’immagini; ma di profumi, odori, sensazioni ed emozioni.
Tutto questo il 27 aprile a Santarcangelo di Romagna, presso la Vermuteria Teatro Condomini dalle ore 19. Viaggiatrice. Si muove nel mondo. Affrontando un viaggio, ha la consapevolezza di essere il centro dell’Universo. “Il respiro degli occhi”, edito da Mazzanti, è un viaggio sensoriale, dove le immagini catturate dall’obiettivo, riescono a trasmettere emozioni, idee, cognizioni.
Il viaggio inizia a Gerusalemme. Negli occhi e sui volti dei suoi abitanti, s’intravvedono ancora i segni delle lacrime sparse, ma che non hanno mai smesso di credere che il futuro può essere migliore. Poi il Marocco, descritto come un romanzo attraversato dalle burrasche del fantastico. E poi giù, a El Shalatin, al mercato dei cammelli, in Egitto, al confine con il Sudan. Traiettorie geografiche e mentali ci proiettano nella vecchia Europa, a Berlino. Simbolo della nuova Germania. Una Berlino condannata sempre e solo a diventare, mai ad essere. Quell’essere definito in “timidezza fotografica” che sembra quasi frenarti, ma, allo stesso tempo, rende irrefrenabile il desiderio di scattare tra le “rue” di Parigi. Etnie e culture differenti. Crogiuoli di razze. Testimonianze viventi di un passato colonialista. Sull’estuario del Tago si affaccia Lisbona. Città cosmopolita, multietnica. 
Ogni luogo, ogni popolo, ha le sue caratteristiche. A Napoli, gli abitanti di ogni quartiere, sono caratterizzati da specifici tratti somatici comuni. Scampia, Quartieri Spagnoli, Sanità, Mergellina, Marechiaro. Ogni quartiere di Napoli, ha un proprio carattere somatico. Un laboratorio di “fisiognomica", una ricerca, che fa’ di questo luogo, un vero laboratorio a cielo aperto.
Originalità, assenza di luoghi comuni e stereotipi, caratterizzano il lavoro di Milena. Niente “pizza, mandolino e camorra” per Napoli. Niente “sole, arance pesce spada e mafia” per Palermo. Niente “criminalità, povertà, disperati e scafisti” nei Balcani.
Differenti energie, a volte strane, difficili da descrivere. L’India di Milena è l’aria umida e un po’ pesante, mista a odori forti e speziati, che trasportano la mente in un universo di zenzero, cannella, cardamomo, coriandolo e cumino. Tante energie diverse, difficili da distinguere. Positive e negative. La volontà di lasciarsi andare per cercare di crescere e avventurarsi in altre emozioni.
Boundless Love è l’ultima prova di coraggio di Milena. Un libro, edito anch’esso da Mazzanti, scritto dall’amico Giuseppe Falconi, un ragazzo cinquantenne affetto da mielite, da oltre trent’anni in sedia a rotelle.  Insieme affrontano un argomento “spinoso”, Handicap e sessualità attraverso i falsi pudori di una fisicità “diversa”.
Non stiamo parlando di “angeli”. Nemmeno di eterni bambini. Ma di persone che, come tutti, hanno gli stessi desideri, pulsioni, sogni e tanta voglia di amare. Eppure, quella vita affettiva e sessuale così necessaria e “normale” per ciascuno di noi, per loro risulta spesso un diritto negato. La persona disabile deve combattere, non con gli handicap del corpo, ma con quel “gap” culturale incapace di riconoscere fisicità diverse. Incapace di accettare le molteplici vie che ad esse possono portare
Per Beppe e Milena, la sfida è vincere il falso pudore che appartiene a una fisicità diversa. Raccontare che un’altra “bellezza” esiste. Splendida una citazione di Max Ulivieri: “I nostri corpi sono un po’ come i quadri di Picasso, non piacciono a tutti, per capirli bisogna avere occhi particolari. Ma se li hai, poi li ami moltissimo, te ne innamori anche più di un quadro classico”.
Simone De Pietri
Fotografare significa, essenzialmente interpretare la realtà, e non semplicemente riprodurla. Come per imparare a scrivere bisogna leggere, così per imparare a fotografare è necessario osservare. Fotografare, osservare, da cui nasce una vera passione. La stessa passione che trasporta Milena Masini in un mondo fatto non solo d’immagini; ma di profumi, odori, sensazioni ed emozioni.

Tutto questo il 27 aprile a Santarcangelo di Romagna, presso la Vermuteria Teatro Condomini dalle ore 19. Viaggiatrice. Si muove nel mondo. Affrontando un viaggio, ha la consapevolezza di essere il centro dell’Universo. “Il respiro degli occhi”, edito da Mazzanti, è un viaggio sensoriale, dove le immagini catturate dall’obiettivo, riescono a trasmettere emozioni, idee, cognizioni.

Il viaggio inizia a Gerusalemme. Negli occhi e sui volti dei suoi abitanti, s’intravvedono ancora i segni delle lacrime sparse, ma che non hanno mai smesso di credere che il futuro può essere migliore. Poi il Marocco, descritto come un romanzo attraversato dalle burrasche del fantastico. E poi giù, a El Shalatin, al mercato dei cammelli, in Egitto, al confine con il Sudan. Traiettorie geografiche e mentali ci proiettano nella vecchia Europa, a Berlino. Simbolo della nuova Germania. Una Berlino condannata sempre e solo a diventare, mai ad essere. Quell’essere definito in “timidezza fotografica” che sembra quasi frenarti, ma, allo stesso tempo, rende irrefrenabile il desiderio di scattare tra le “rue” di Parigi. Etnie e culture differenti. Crogiuoli di razze. Testimonianze viventi di un passato colonialista. Sull’estuario del Tago si affaccia Lisbona. Città cosmopolita, multietnica. 

Ogni luogo, ogni popolo, ha le sue caratteristiche. A Napoli, gli abitanti di ogni quartiere, sono caratterizzati da specifici tratti somatici comuni. Scampia, Quartieri Spagnoli, Sanità, Mergellina, Marechiaro. Ogni quartiere di Napoli, ha un proprio carattere somatico. Un laboratorio di “fisiognomica", una ricerca, che fa’ di questo luogo, un vero laboratorio a cielo aperto.Originalità, assenza di luoghi comuni e stereotipi, caratterizzano il lavoro di Milena. Niente “pizza, mandolino e camorra” per Napoli. Niente “sole, arance pesce spada e mafia” per Palermo. Niente “criminalità, povertà, disperati e scafisti” nei Balcani.

Differenti energie, a volte strane, difficili da descrivere. L’India di Milena è l’aria umida e un po’ pesante, mista a odori forti e speziati, che trasportano la mente in un universo di zenzero, cannella, cardamomo, coriandolo e cumino. Tante energie diverse, difficili da distinguere. Positive e negative. La volontà di lasciarsi andare per cercare di crescere e avventurarsi in altre emozioni. Boundless Love è l’ultima prova di coraggio di Milena. Un libro, edito anch’esso da Mazzanti, scritto dall’amico Giuseppe Falconi, un ragazzo cinquantenne affetto da mielite, da oltre trent’anni in sedia a rotelle.  Insieme affrontano un argomento “spinoso”, Handicap e sessualità attraverso i falsi pudori di una fisicità “diversa”.

Non stiamo parlando di “angeli”. Nemmeno di eterni bambini. Ma di persone che, come tutti, hanno gli stessi desideri, pulsioni, sogni e tanta voglia di amare. Eppure, quella vita affettiva e sessuale così necessaria e “normale” per ciascuno di noi, per loro risulta spesso un diritto negato. La persona disabile deve combattere, non con gli handicap del corpo, ma con quel “gap” culturale incapace di riconoscere fisicità diverse. Incapace di accettare le molteplici vie che ad esse possono portare
Per Beppe e Milena, la sfida è vincere il falso pudore che appartiene a una fisicità diversa. Raccontare che un’altra “bellezza” esiste. Splendida una citazione di Max Ulivieri: “I nostri corpi sono un po’ come i quadri di Picasso, non piacciono a tutti, per capirli bisogna avere occhi particolari. Ma se li hai, poi li ami moltissimo, te ne innamori anche più di un quadro classico”.

Simone De Pietri