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Biennale del Muro Dipinto di Dozza: gli artisti

Sono 6 i protagonisti in azione dall’11 al 17 settembre. Tornano i restauri curati dagli studenti dell’Accademia Belle Arti

Biennale del Muro Dipinto di Dozza: gli artisti

Giorgio Bevignani

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03/settembre/2017 - h. 13.07

Riflettere sulle proprie radici in un’ottica di rigenerazione e costruzione di un futuro sempre più sostenibile per questa manifestazione. Eccolo qua l’ambizioso obiettivo della XXVI Biennale del Muro Dipinto di Dozza dal titolo “(Ri)Generazioni”, organizzata dalla Fondazione Dozza Città d’Arte in collaborazione con il Comune di Dozza (Bo) e in programma dal lunedì 11 a domenica 17 settembre 2017 nel borgo medievale sulle colline imolesi e a Toscanella lungo la via Emilia.
Anche quest’anno, dopo la felice scelta effettuata per il 50° anniversario della Biennale nel 2015, è stata nominata una Commissione Inviti incaricata di selezionare gli artisti che per una settimana saranno impegnati a dipingere i muri di Dozza e Toscanella. Cinque i componenti che ne fanno parte: Enrico Fornaroli (direttore dell’Accademia Belle Arti di Bologna) ed Enrico Maria Davoli (docente dell’Accademia delle Belle Arti di Brera) a conferma della stretta collaborazione con il mondo delle Accademie, Pierluca Nardoni (critico d’arte), Patrizia Grandi (storica dell’arte), Francesca Grandi (storica dell’arte, insegnante e membro del consiglio direttivo della Fondazione).
Gli artisti e i muri. Protagonisti di questa edizione, sono sei artisti selezionati dalla Commissione Inviti che durante la manifestazione realizzeranno le proprie opere en plein air, sotto gli occhi degli spettatori, in un’atmosfera indimenticabile e capace di portare l’arte, il disegno e la pittura sulle pareti delle case, arricchendo ulteriormente una galleria a cielo aperto che conta oltre duecento dipinti. 
Quattro gli artisti che saranno al lavoro nel borgo di Dozza: Andrea Mario Bert, già allievo dell'Accademia di Belle Arti di Bologna la cui poetica è influenza da studi indipendenti di storia, filosofia, mistica e alchimia, sarà impegnato in vicolo Campeggi, dove interverrà anche Andrea Gualandri, pittore, fumettista, grafico e illustratore. E’ invece piazza Carducci l’altro luogo di Dozza di concentrazione degli artisti; lì si potranno assistere all’opera lo scultore e creatore di installazioni Giorgio Bevignani, molto apprezzato anche a livello internazionale, e l’esperto della tecnica di incisione e graffio Mattia Turco. Scendendo a Toscanella, particolare rilevanza assume la scelta di una location, quella della parete dell’edificio che si affaccia sulla via Emilia Ponente all’incrocio semaforico con via Poggiaccio, ben visibile per chi viaggia verso Bologna. Qui interverrà Alberonero, giovane indagatore di forme geometriche con all’attivo diverse esperienze all’estero. In piazza della Libertà, sulla facciata del centro comunale polivalente lato via Marmane, sarà impegnato Marco Lazzarato, docente all’Accademia Belle Arti di Bologna e già consulente di diverse aziende nel settore ceramico.
Restauri. In un’edizione che mette al centro la rigenerazione e la riscoperta della tradizione in chiave contemporanea, con un occhio alla sostenibilità dell’evento per il futuro prossimo, non potevano mancare i restauri. Innanzitutto la XXVI Biennale sarà l’occasione per ri-accogliere nella Rocca di Dozza il dipinto “Paesaggio con figure” realizzato nell’edizione del 1967 da Francesco Tabusso, in seguito “strappato” e restaurato dagli studenti dell’Accademia Belle Arti di Bologna. 
E saranno ancora gli studenti bolognesi a intervenire sull’opera “Sole su muro rosso” fatta dal maestro Bruno Saetti alla II Biennale, sempre nel 1967; sarà possibile vederli al lavoro nel cortile interno della Rocca dal 28 agosto fino al 15 settembre. C’è poi un graditissimo ritorno, quello dell’artista veneziano Paolo Scarpa, già allievo di Saetti, che parteciperà al Muro Dipinto per restaurare “Uomini che volano tra le vigne”, il dipinto da lui realizzato in via De Amicis durante la Biennale del 1981.
Le mostre. E’ possibile già adesso vivere l’atmosfera del Muro Dipinto. La Rocca di Dozza ospita infatti la mostra “#Murales” con l’esposizione di un centinaio di opere firmate dal maestro accademico Bruno Saetti e dai suoi allievi Paolo Scarpa e Virgilio Mazzetti. La mostra, curata dalla Fondazione Dozza Città d’Arte, rimarrà aperta fino al 29 ottobre. Sarà invece aperta fino al 31 dicembre l’altra mostra ospitata in Rocca, “A carte scoperte. Scritti e ritratti per la storia di Dozza dal X al XVIII secolo”.
Riflettere sulle proprie radici in un’ottica di rigenerazione e costruzione di un futuro sempre più sostenibile per questa manifestazione. Eccolo qua l’ambizioso obiettivo della XXVI Biennale del Muro Dipinto di Dozza dal titolo “(Ri)Generazioni”, organizzata dalla Fondazione Dozza Città d’Arte in collaborazione con il Comune di Dozza (Bo) e in programma dal lunedì 11 a domenica 17 settembre 2017 nel borgo medievale sulle colline imolesi e a Toscanella lungo la via Emilia.

Anche quest’anno, dopo la felice scelta effettuata per il 50° anniversario della Biennale nel 2015, è stata nominata una Commissione Inviti incaricata di selezionare gli artisti che per una settimana saranno impegnati a dipingere i muri di Dozza e Toscanella. Cinque i componenti che ne fanno parte: Enrico Fornaroli (direttore dell’Accademia Belle Arti di Bologna) ed Enrico Maria Davoli (docente dell’Accademia delle Belle Arti di Brera) a conferma della stretta collaborazione con il mondo delle Accademie, Pierluca Nardoni (critico d’arte), Patrizia Grandi (storica dell’arte), Francesca Grandi (storica dell’arte, insegnante e membro del consiglio direttivo della Fondazione).

Gli artisti e i muri. Protagonisti di questa edizione, sono sei artisti selezionati dalla Commissione Inviti che durante la manifestazione realizzeranno le proprie opere en plein air, sotto gli occhi degli spettatori, in un’atmosfera indimenticabile e capace di portare l’arte, il disegno e la pittura sulle pareti delle case, arricchendo ulteriormente una galleria a cielo aperto che conta oltre duecento dipinti. 

Quattro gli artisti che saranno al lavoro nel borgo di Dozza: Andrea Mario Bert, già allievo dell'Accademia di Belle Arti di Bologna la cui poetica è influenza da studi indipendenti di storia, filosofia, mistica e alchimia, sarà impegnato in vicolo Campeggi, dove interverrà anche Andrea Gualandri, pittore, fumettista, grafico e illustratore. E’ invece piazza Carducci l’altro luogo di Dozza di concentrazione degli artisti; lì si potranno assistere all’opera lo scultore e creatore di installazioni Giorgio Bevignani, molto apprezzato anche a livello internazionale, e l’esperto della tecnica di incisione e graffio Mattia Turco. Scendendo a Toscanella, particolare rilevanza assume la scelta di una location, quella della parete dell’edificio che si affaccia sulla via Emilia Ponente all’incrocio semaforico con via Poggiaccio, ben visibile per chi viaggia verso Bologna. Qui interverrà Alberonero, giovane indagatore di forme geometriche con all’attivo diverse esperienze all’estero. In piazza della Libertà, sulla facciata del centro comunale polivalente lato via Marmane, sarà impegnato Marco Lazzarato, docente all’Accademia Belle Arti di Bologna e già consulente di diverse aziende nel settore ceramico.

Restauri. In un’edizione che mette al centro la rigenerazione e la riscoperta della tradizione in chiave contemporanea, con un occhio alla sostenibilità dell’evento per il futuro prossimo, non potevano mancare i restauri. Innanzitutto la XXVI Biennale sarà l’occasione per ri-accogliere nella Rocca di Dozza il dipinto “Paesaggio con figure” realizzato nell’edizione del 1967 da Francesco Tabusso, in seguito “strappato” e restaurato dagli studenti dell’Accademia Belle Arti di Bologna. 

E saranno ancora gli studenti bolognesi a intervenire sull’opera “Sole su muro rosso” fatta dal maestro Bruno Saetti alla II Biennale, sempre nel 1967; sarà possibile vederli al lavoro nel cortile interno della Rocca dal 28 agosto fino al 15 settembre. C’è poi un graditissimo ritorno, quello dell’artista veneziano Paolo Scarpa, già allievo di Saetti, che parteciperà al Muro Dipinto per restaurare “Uomini che volano tra le vigne”, il dipinto da lui realizzato in via De Amicis durante la Biennale del 1981.

Le mostre. E’ possibile già adesso vivere l’atmosfera del Muro Dipinto. La Rocca di Dozza ospita infatti la mostra “#Murales” con l’esposizione di un centinaio di opere firmate dal maestro accademico Bruno Saetti e dai suoi allievi Paolo Scarpa e Virgilio Mazzetti. La mostra, curata dalla Fondazione Dozza Città d’Arte, rimarrà aperta fino al 29 ottobre. Sarà invece aperta fino al 31 dicembre l’altra mostra ospitata in Rocca, “A carte scoperte. Scritti e ritratti per la storia di Dozza dal X al XVIII secolo”.