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La finale regionale dell'Arezzo Wave Festival venerdì in Darsena Pop Up

Sul palco Megàle, Luca Maria Baldini, Phono Emergeny Tool, The Floating Ensemble. Si parte dalle 18.30 con il dj set

La finale regionale dell'Arezzo Wave Festival venerdì in Darsena Pop Up
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24/maggio/2018 - h. 17.57

Area51 Laboratorio Culturale in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Ravenna presentano la Finale Regionale dell’Arezzo Wave Love Festival, un evento musicale nel quale alcune tra le migliori band del territorio si contenderanno il titolo di Best Arezzo Wave Emilia-Romagna 2018: il vincitore. decretato in base ai voti di una giuria di qualità che valuterà le singole esibizioni, rappresenterà la Regione all’interno della successiva finale nazionale del Festival Arezzo Wave. Per il secondo anno consecutivo, la serata si terrà venerdì 25 maggio in Darsena Pop Up a Ravenna.

A partire dalle 18,30: Dj set Madesi (Area51 – RadioCittàDelCapo) e aperitivo Dalle ore 20 live con i finalisti. Sul palco: Megàle, Luca Maria Baldini, Phono Emergeny Tool, The Floating Ensemble. L'evento è in collaborazione con il Comune di Ravenna, assessorato alle Politiche Giovanili: Arezzo Wave Love Festival; Darsena Pop Up; Akami Casa&Bottega; Area 51 – Radiocittà Del Capo

I FINALISTI

Luca Maria Baldini nasce a Ravenna nel 1985. Durante l'adolescenza milita nella band punk-rock C.a.o.s. (Clockwork Ape Of Sound). Parallelamente inizia a sperimentare la musica ambient, contaminando registrazioni analogiche con audio digitali e synth. Dal 2005 entra a far parte dei Kisses From Mars, progetto conclusosi nel 2016. La band ha all'attivo due EP e due album dalle influenze psych e post-rock. Contemporaneamente è bassista per Simona Gretchen nel tour Post-Krieg e collabora alle performance sperimentali del progetto itinerante “Soli Contro Tutti” dell'Associazione Aidoru. Il 3 dicembre 2016 esce l'omonimo album di debutto del progetto IN BETWEEN, per PMS Studio. Il disco è il risultato di un anno e mezzo di sperimentazioni sonore, tra contaminazioni elettroniche, registrazioni analogiche e field recordings. Nove tracce che spaziano tra elettronica ambient e atmosfere cinematiche. Nel 2017 con questo progetto ha realizzato quasi 40 date fra Italia ed estero condividendo il palco con progetti internazionali quali Perdurabo e Jorg Wahner (Apparat) e MANA (Vaghe Stelle). Insieme all'album escono 3 singoli con 3 realtivi video clip. Sempre nel 2017 realizza la colonna sonora del cortometraggio Intercity e del cortometraggio Porpora, quest'ultimo distribuito da Premiere Film, entrambi in uscita nel 2018. Nel 2018 realizza la colonna sonora e il sound design dell'opera di video arte Santarelli di Francesca Leoni. E' stato selezionato dal progetto Soundtracks 2018 per la sonorizzazione di film muti a cura dei Giardini di Mirò in questa edizione con Xavier Iriondo, Vincenzo Vasi, Giuseppe Cordaro, Nicola Manzan e Tiziano Bianchi.

Phono emergency tool compare per la prima volta nella compilazione ‘Soniche Avventure VIII’ (2003 Fridge Records) con I’d rather be a mosquito, brano selezionato tra quanto scritto e registrato da Andrea Sgarzi nel proprio studio. L’attrazione per l’esperienza live, sfocia nell’apparizione in occasione della rassegna Stone Age di Villa Serena (BO) dove P.E.T. diventa una rock band composta da Andrea Sgarzi alla chitarra/voce, Sandro Sgarzi al basso/voce e Marco Lama alla batteria. Le precedenti esperienze (in comune e non) dei tre componenti della band (slang, mud bubble, buzzer, banana boys, geremia rock band, twilight, del nastro), anche in vesti diverse, (in qualche modo sono tutti chitarristi, bassisti e batteristi) permettono alla nuova formazione di raggiungere velocemente intesa e solidità nel suono, proponendo una playlist composta da brani di Andrea, brani di Sandro e alcune cover. Tra i punti di riferimento della band, oltre ai Beatles (ovvio…), occorre ricordare gli Xtc, Robyn Hitchcock, Beck, Radiohead, Gomez, Pavement, Blur, Eels. Nel Novembre 2011 i PET approdano a Londra con un live al Dublin Castle di Camden Town. L’esperienza londinese si ripete anche nel Febbraio 2012 al Motherlive e al Cavendish Arms riscontrando un feedback positivo. Dopo anni di autoproduzione, nel 2013 firmano con la Red Cat di Firenze per l’uscita del terzo album “Get the Pet” seguito da un lungo tour nel centro-nord Italia e dalla pubblicazione dei 2 singoli “Floating So fast” e “Hevo”. Nel 2015 suonano nel Ring stage al MEI di Faenza. Nel 2017 sono invitati a suonare al festival Nomi on the rock assieme ai Bastard Sons of Dioniso.

Stefania Megale – in arte Megàle – nasce sassofonista in giovanissima età. Diviene nel corso del tempo tante altre cose. Musica e scrittura diventano necessità, una scelta di sopravvivenza a un’attitudine all’osservazione silenziosa. Nel 2017 è tra i segnalati al Premio di poesia Renato Giorgi. L’approccio con la voce ha l’unico scopo di dare voce ai suoi testi. Altri strumenti vengono in seguito, per necessità e volontà espressiva: clarinetto, sega musicale, sintetizzatore, aggeggi elettronici. Passando attraverso la scrittura, la poesia e la voce Megàle esprime e sonda l’animo umano nelle sue molteplici sfaccettature. In questa dimensione e in altre. Il suo progetto musicale esiste da sempre, impiega anni a prendere forma vivente in questo ordine di cose.


Reduci dall’esperienza iniziata nel 2012 con il nome “Tequila Funk Experience”, i The Floating Ensemble raccolgono, con la medesima formazione, l’eredità degli ultimi intensi anni trascorsi tra numerosi concerti in tutta Italia e lo studio di registrazione. Il nuovo nome rappresenta infatti al meglio la prosecuzione del loro percorso che passa attraverso il concepimento del primo singolo “Looking Back”, che mescola un approccio diretto e narrativo con intrecci ed armonie musicali che valorizzano la dimensione corale del progetto. Ispirati da atmosfere bucoliche e da temi che indagano i sentimenti più intimi, i The Floating Ensemble propongono un rock saturo ed imprevedibile retto da matrici folk e blues, che lascia spazio ad armonie vocali e strumentali dalle molteplici sfaccettature. Come in un lungo viaggio, le chitarre rimbalzano tra sonorità roventi e ariose con intrecci e dinamiche che danno vita ad atmosfere vispe, rigogliose e talvolta trasognate. Pur sconfinando in varie intersezioni psichedeliche, non manca mai il senso corale di unità che li contraddistingue in un percorso che talvolta si fonde e confonde con il sogno. I The Floating Ensemble si ripropongono di trattare l’ascoltatore come un esploratore, invitandolo a compiere un viaggio in una realtà spesso onirica nella quale più si avanza fra le vicende di cui è composto, più si tende al raggiungimento del proprio io.