Musica

Una serata (quasi) tutta al femminile chiude il Beaches Brew Festival

La settima edizione ha coniugato perfettamente tradizione e innovazione, ospitando moltissime tra le nuove proposte già entrate nel radar delle principali riviste internazionali

Una serata (quasi) tutta al femminile chiude il Beaches Brew Festival

Un momento della scorsa edizione di Beaches Brew (foto Cauli)

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07/giugno/2018 - h. 15.46

Una serata quasi completamente declinata al femminile (cn quattro artiste su cinque live) chiude la VII edizione di Beaches Brew, un'edizione che ha coniugato perfettamente tradizione e innovazione, ospitando moltissime tra le nuove proposte già entrate nel radar delle principali riviste internazionali. Tra gli ospit dell'ultima serata, Tune-Yards, la creatura nata dall’ispirazione dell’eclettica cantautrice statunitense Merril Garbus, che insieme al bassista Nate Brenner è protagonista di uno degli album rivelazione degli ultimi mesi, I can feel you creep into my private life; e Jlin (aka Jerrilynn Patton), una delle più importanti producer dell’elettronica contemporanea, il cui ultimo album Black Origami è stato votato Best New Music da Pitchfork nel 2017.

 IL PROGRAMMA

NADAH EL SHAZLY & BAND (ET/CDN) – ore 20
RIZAN SAID (SYR) – ore 20.45

TUNE-YARDS (US) – ore 21.30 
FLOHIO (UK) – ore 22.30
JLIN (US) – ore 11.15

DJ FITZ (UK) – ore 00.30

GLI ARTISTI

NADAH EL SHAZLY (ET)
Nadah El Shazly è una cantante e compositrice egiziana che vive e lavora al Cairo. Dopo gli esordi come cantante in una cover band punk dei Misfits, si dedica all’elettronica e decide di autoprodurre il proprio lavoro, diventando un nome di culto nella scena underground della città. Registrato parte in Canada e parte nella capitale egiziana ed uscito a novembre del 2017 per Nawa Recordings, il suo album di debutto Ahwar (“paludoso” in arabo) è stato realizzato con la collaborazione di Maurice Louca, dei The Dwarfs of East Agouza e di Sam Shalabi del Land of Kush, i cui membri suonano in questo lavoro. Disco sperimentale audace e affascinante nel far riferimento a molteplici stili e tradizioni musicali, dal canto melodico arabo all'avant jazz, dal folk all'elettronica, dall'improvvisazione al folk. Il risultato è di grande modernità e complessità, un'opera prima che poco concede al facile ascolto e molto a un'esperienza musicale di grande spessore e piacere, ricca di spunti e soluzioni originali, che consacra Nadah El Shazly come una delle sorprese più interessanti provenienti dal Nord Africa in questi ultimi anni.

RIZAN SAID (SYR)
Rizan Said è un compositore, musicista e producer, autore di centinaia di produzioni e di colonne sonore per il cinema e la televisione siriana. Originario della città di Ras Al Ain, nel nord est del paese (la regione nota come Jazeera. Il suo primo disco solista The King of Keyboard (Annihaya Records, 2015) lo ha imposto all’attenzione della critica internazionale e gli ha permesso di portare i suoni della “dabke dance” siriana al pubblico dei più importanti festival e venues europei. Musicista prodigio fin dalla tenera età (ha iniziato la sua carriera negli anni 80), ha permesso la scoperta in occidente di un gran numero di cantanti siriani. In ultimo, è salito alla ribalta recentemente grazie al lavoro con Omar Souleyman. Grazie al producer iracheno-americano Mark Gergis, tra il 2007 e il 2012 l’etichetta americana di culto Sublime Frequencies ha pubblicato cinque antologie e live che testimoniano della collaborazione di Rizan con Souleyman e il suonatore di qanun (strumento cordofono a 78 corde della tradizione classica araba, rarissimo in Europa) Ali Shaker. Ha preso parte a numerosi tour in Europa, Stati Uniti e Australia.

TUNE-YARDS (USA)
Il duo tUnE-yArDs è il progetto musicale della trentanovenne Merrill Garbus, nativa del New England e successivamente trasferitasi a Montreal. La musica della Garbus attinge dalle influenze più disparate e utilizza pedali loop, ukulele, voce, percussioni lo-fi, accompagnate dal pulsante basso elettrico del californiano Nate Brenner. Dopo aver realizzato il primo album BiRd-BrAiNs nel 2008, Merrill si sposta a Oakland (dove vive Brenner). Nel 2011 esce “w h o k i l l”, secondo album del gruppo, che viene immediatamente inserito nelle classifiche dei migliori dischi dell’anno da Time Magazine, Rolling Stone, Spin e New York Times e vien nominato miglior disco dell’anno dalla prestigiosa giuria del premio "Pazz and Jop" del Village Voice. La canzone “Gangsta”, tratta dal disco, compare nella colonna sonora di “Orange Is the New Black”, “Weeds” e “The Good Wife”. Dopo “Nikki Nack” (2014), a gennaio di quest’anno esce il quarto album di tUnE-yArDs, “I Can Feel You Creep Into My Private Life”, subito indicato dal Guardian come uno dei dischi chiave del 2018.

FLOHIO (WAN/UK)
Nata in Nigeria e cresciuta nella periferia sud Londra, la venticinquenne Flohio – vero nome Funmi Ohiosumah – è una delle protagoniste della recente new wave rap nel Regno Unito. Le rime di Flohio, che ha diviso il palco con artisti del calibro di GAIKA e Princess Nokia, sfuggono a ogni categorizzazione – non è un’artista grime, ad esempio (anche se è stata descritta così), tuttavia come molti artisti di quel genere i suoi testi sono pungenti e spesso collocabili tra l’autobiografia e la confessione. Flohio, che ha debuttato nel 2016 con l’EP Nowhere Near, ha ricevuto l’endorsement di diversi personaggi del mainstream internazionale: ultimo, in ordine di tempo, quello di Naomi Campbell, che su Vogue UK l’ha inserita tra le “10 donne che stanno cambiando il nostro futuro”.

JLIN (USA)
Gary, nell’Indiana, è un ex-capitale dell’acciaio conosciuta per il suo declino impietoso. Ma è anche la casa di Jerrilynn Patton, aka Jlin, una delle più interessanti producer della sua generazione. Dopo aver utilizzato per un certo periodo samples provenienti da differenti generi, Jlin decide di cambiare utilizzando esclusivamente all’interno delle sue composizioni materiali originali. Il suo disco d’esordio, Dark Energy, finisce nel 2015 ai vertici delle classifiche di Pitchfork e New York Times. Il successivo Black Origami supera l’impronta strettamente footwork per articolarsi in un incredibile architettura musicale, guadagnandosi il titolo di Best New Music per Pitchfork nel 2017.

DJ FITZ (UK)
Se una diva della disco turca, un produttore nigeriano e un ballerino di cabaret brasiliano si fossero incontrati nel 1976, DJ Fitz avrebbe potuto creare la colonna sonora perfetta. Blend unico tra un appassionato di dischi rari e un animale da party, Fitz è capace di conquistarti facendo girare il tuo mix preferito di cui ancora non conoscevi l’esistenza.