Musica

Ravenna Festival, in arrivo un'altra notte elettrica

All'Almagià la seconda di tre serate di solisti e ensemble impegnati nel rito profano - fatto di musica, di elettricità, di nuove composizioni - tra le navate dell’ex magazzino dello zolfo

 Quartetto Noûs
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19/giugno/2018 - h. 09.54

RAVENNA Non si direbbe a vederla, né a sentirla. Eppure ha settant’anni suonati - quelli trascorsi dalla svolta definitiva del 1948, quando il leggendario Leo Fender creò la prima Telecaster - e anche di più: già negli anni Venti si sperimentava alla ricerca di una chitarra che facesse sentire la propria voce anche nel bel mezzo di un’orchestra jazz o blues. E adesso? La chitarra elettrica è viva e sta bene, parola di Ravenna Festival.  Mercoledì 20 giugno torna alle Artificerie Almagià, per la seconda di tre serate di solisti e ensemble impegnati nel rito profano - fatto di musica, di elettricità, di nuove composizioni - tra le navate dell’ex magazzino dello zolfo. 

Alle 21.30 si comincia con un ospite d’onore, il basso elettrico (e il contrabbasso): a suonarli Massimo Ceccarelli di PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble, per Bass in My Life, un programma che spazia da Ennio Morricone a Stefano Scodanibbio e Tom Johnson. Segue la Bryce Dessner Night, tributo al compositore e chitarrista dei The National, la band idolo di pubblico e critica vincitrice di un Grammy per il miglior album alternativo. A misurarsi con il debutto europeo di Music for wood and strings di Dessner, ma anche con la prima assoluta firmata Michele Tadini, sarà Luca Nostro di PMCE alla chitarra, affiancato dal Quartetto Noûs (i violini Tiziano Baviera e Alberto Franchin, Sara Dambruoso e Tommaso Tesini rispettivamente viola e violoncello) e dai Blow Up Percussion (Flavio Tanzi, Alessandro di Giulio, Pietro Pompei, Aurelio Scudetti), che si esibiranno su strumenti creati per l’occasione.

Dici chitarra elettrica e già stai sognando l’America. Dopo tutto è un’invenzione squisitamente americana, perché proprio là dove blues e jazz sono entrati nel sangue e nello spirito di intere generazioni si è avvertita l’urgenza di regalare alla chitarra una nuova, potente quanto indimenticabile, voce elettrica. E Ravenna Festival, nell’anno in cui ricorda Martin Luther King ma anche il contributo degli Stati Uniti alla musica come la conosciamo oggi, non poteva non celebrare questa regina della popular music. Stupisce forse la fitta presenza di nomi italiani nei programmi della settimana di eventi We Sing the Body Electric - progetto di cui è partner l’italianissima DECO Industrie. Eppure proprio nel vecchio continente tanti compositori hanno ormai abbracciato la chitarra elettrica come uno degli strumenti più importanti per la musica contemporanea: artisti che hanno assorbito - e mescolato - la cultura del rock, della psichedelia, del jazz, dei linguaggi sonori. E c’è una vivacità tutta italiana in questo panorama, che attende solo di essere scoperta.

Prendi Massimo Ceccarelli, contrabbassista, bassista elettrico, chitarrista e compositore; prendi la sua formazione accademica al Conservatorio di S. Cecilia a Roma e l’esperienza con il grande repertorio attraverso collaborazioni con realtà come il Teatro dell’Opera della capitale; prendi la passione e le avventure nel folk blues, nel jazz, nel jazz-rock, nella contemporanea. Quello che si ottiene è Bass in My Life, che alle 21.30 vedrà Ceccarelli impegnato in un solo dopo l’altro. Di Stefano Scodanibbio, fra coloro che più si sono impegnati per la “rinascita” contemporanea del contrabbasso sul confine sottile fra scrittura meticolosa e grande libertà d’improvvisazione, Studio 1 e 2 dai Sei studi. Il leggendario Ennio Morricone firma invece Studio, sul quale Ceccarelli ha lavorato sotto la supervisione dell’autore stesso. Più composizioni di Massimo Ceccarelli stesso (anche in collaborazione con Lucia Ronchetti), di Fabio Cifariello Ciardi con immancabile live electronics, dell’artista e musicista sardo AK2deru, del minimalista americano Tom Johnson, allievo di Morton Feldman.

“È il volto di una nuova generazione di musicisti che non hanno barriere, legge la musica come un musicista classico ma la interpreta con l’energia del rock e del punk”: così Luca Nostro di PMCE, scelto da Ravenna Festival come curatore dell’intero progetto, parla di Bryce Dessner, cui sarà dedicata la seconda parte della serata all’Almagià - la Bryce Dessner Night appunto. Dessner è un originalissimo compositore influenzato dal minimalismo e dal post minimalismo, capace di captare le suggestioni del rock e del punk a cui aggiunge un gusto marcato per la canzone. Cita Philip Glass quanto le ballate americane, immaginando un linguaggio sonoro dalle tinte oscure e romantiche, sorta di epica americana che rivive anche in colonne sonore di film come The Revenant di Alejandro G. Iñárritu, scritta con Ryuichi Sakamoto e Alva Noto. E poi passa dai dalle folle adoranti del festival di Glastonbury - 80 mila spettatori per i The National - a firmare composizioni che affida a ensemble come i Kronos Quartet. Di Dessner saranno eseguiti Quintets per quartetto d’archi e chitarra elettrica e Music for Wood and Strings, una prima europea per quattro chitarre e percussioni. I musicisti suoneranno delle corde percuotendole su strumenti realizzati in collaborazione con lo stesso Dessner, che ha fornito agli artigiani precise indicazioni di liuteria. È invece in prima mondiale Cogs in cogs in cogs di Michele Tadini, un quintetto per chitarra elettrica e quattro percussioni, una “canzone” aggressiva e un po’ rock. Alla chitarra sempre Nostro, agli archi il Quartetto Noûs, che - fra formazioni in scuole europee e premi in concorsi prestigiosi - collabora con realtà italiane ed europee, con esecuzioni trasmesse anche su Rai Radio 3. Altro quartetto, questo di percussionisti, partecipa alla serata: i Blow Up Percussion sono nati a Roma nel 2011, con l’idea di rendere il concetto di ensemble permeabile a influenze sonore all’incrocio fra musica colta e identità pop, in scambio diretto con la nuova generazione di compositori.

L’ultimo appuntamento all’Almagià è il 21 luglio con un tributo a Steve Reich e il solo di “Don Antonio” Gramentieri; il 22 giugno le 100 chitarre elettriche invaderanno Palazzo S. Giacomo a Russi per un grande concerto sotto le stelle, mentre il 23 e 24 giugno l’avventura naviga sul Po fra blues, mare e laguna, prima a Porto Garibaldi per interventi musicali lungo il porto canale, con la partecipazione anche di Eugenio Finardi, “Don” Antonio Gramentieri e Vince Vallicelli; poi nelle Valli di Comacchio con il concerto trekking e bike