La "Docile" fiaba di Menoventi, e il riscatto degli "sfigati"

Sabato 26 la compagnia faentina al Teatro Rasi per lo spettacolo inserito nel cartellone di Fèsta

La "Docile" fiaba di Menoventi, e il riscatto degli "sfigati"
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25/ottobre/2019 - h. 17.16

RAVENNA - Una fiaba dei nostri tempi in cui anche i desideri degli sfigati possono avverarsi. E’ la storia di Linda Barbiani, protagonista di “Docile”, spettacolo della compagnia faentina Menoventi in scena al Teatro Rasi sabato 26 ottobre alle 21, nell’ambito dell’ottava edizione di Fèsta (Festival delle arti performative contemporanee organizzato da E Production).

Linda Barbiani non ha vinto ricchi premi alla lotteria della nascita; la dea bendata le ha assegnato umili origini, e nell’umiltà è cresciuta. I genitori le hanno lasciato in eredità un habitus maldestro e naïf, un marchio di origine che manifesta scarsa familiarità con la cultura e con il pensiero critico. Linda ha imparato l’arte del non lasciare traccia, dell’accontentarsi, l’arte di quella remissività che le permette di passare inosservata e di non creare problemi a nessuno.

Un giorno l’Ufficio di Collocamento le consiglia di frequentare un corso di empowerment e in quel contesto incontra una persona che stimola la sua sensibilità e la sua fervida fantasia: «esprimi un desiderio».

La pièce narra la storia di un disagio sociale utilizzando un’alternanza tra diversi registri formali che intende testimoniare lo stordimento delle classi subordinate di fronte a uno scenario che sembra situato fuori dal loro intendimento. La vita della protagonista si tinge di coincidenze dal sapore fantastico e grottesco; la numerologia e l’alchimia contaminano la quotidianità generando equivoche superstizioni che dominano l’universo della rassegnata protagonista.

Il Lavoro Precario accoglie con un sorriso la sua servile incompetenza, la Salute è minata dalla mancanza di consenso informato e dalle violazioni del rapporto fiduciario con il medico, gli Affetti sono miraggi idealizzati da una disposizione estetica ingenua e superficiale.

Tutta la sua esistenza è contrassegnata dal disagio e dalla cedevolezza che aggioga “chi gli ostacoli se li porta dentro”, la sua esistenza bovina sembra rispecchiare la nostra, che affrontiamo il secondo millennio ormai “poveri di fatto, borghesi nel cuore”.

Lo spettacolo vede sul palco Consuelo Battiston e Andrea Argentieri, con la regia Gianni Farina e la produzione di E/Menoventi. 

Biglietti: 10 euro.