ravenna

Borderline sfonda quota 20mila presenze

In nemmeno due mesi la mostra del Mar ha già portato migliaia di persone al museo. Venerdì confereza con lo psicanalista

Borderline sfonda quota 20mila presenze
| Altro
N. Commenti 0

08/aprile/2013 - h. 12.49

RAVENNA - Prosegue il successo di pubblico della mostra Borderline. Artisti tra normalità e follia. Da Bosch a Dalì, dall’Art Brut a Basquiat, promossa dal Comune di Ravenna, dall’Assessorato alla Cultura e dal Museo d'Arte della città, con il generoso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, con oltre 20mila presenze. Fino al 15 giugno il venerdì sera ci sarà l'aperitivo e la visita guidata: 14 euro su prenotazione. Tutti i sabati e le domeniche alle 11 e alle 16.30  appuntamento di visita guidata aperto al pubblico (tariffa unica €12 - non sono valide altre riduzioni, convenzioni e tariffe speciali; prenotazione obbligatoria tel. 0544 482487). La mostra curata da Claudio Spadoni, direttore scientifico del museo, da Giorgio Bedoni, psichiatra, psicoterapeuta, docente presso l’Accademia di Brera, e da Gabriele Mazzotta, con il supporto della Fondazione Mazzotta di Milano  inaugurata il 16 febbraio proseguirà  fino al 16 giugno 2013.
 
 Tutti i sabati pomeriggio alle 16.00 sono confermati gli appuntamenti Genitori & Bambini dedicati alla mostra. La Sezione didattica propone visite guidate e laboratori per bambini dai 5 anni con le loro famiglie. Ogni appuntamento è articolato in un breve percorso guidato in mostra per proseguire poi nelle sale del laboratorio didattico dove genitori e bambini insieme potranno realizzare, sotto la guida di esperti operatori, le loro originali opere d'arte ispirandosi alle creazioni degli artisti (prenotazione è obbligatoria tel.0544 482487 tariffa bambini € 3, tariffa adulti €7).

Infine, venerdì prossimo alle 17 ci sarà un incontro con lo psicanalista junghiano Claudio Widmann: “Ai margini della coscienza, sul bordo dell’incoscienza". Il tema: come la psicoanalisi, ma prima della psicoanalisi, l’arte si interessò alle strutture formali che accomunano lo psichismo naïf dei bambini, dei primitivi e dei folli, rintracciando affinità eclatanti e differenze non meno significative. La psicologia analitica chiamò “inconscio collettivo” il bacino comune e originario da cui affiorano le immagini e indagò l’emergere - proprio grazie alle immagini - di una terraferma chiamata coscienza dall’oceano dell’inconscietà. Da allora, è sempre più diffusa la convinzione che l’uomo proceda sul bagnasciuga tra inconscio e coscienza, lungo un’incerta linea di confine popolata da immagini primordiali.