Economia

Bitcoin, Mt. Gox dichiara bancarotta: "Spariti 425 mln dollari"

Presentato istanza di fallimento a Tokyo chiedendo la protezione dai creditori. Una grande quantità di moneta 'virtuale' è scomparsa

Bitcoin, Mt. Gox dichiara bancarotta: "Spariti 425 mln dollari"
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01/marzo/2014 - h. 18.25

La piattaforma di scambio di bitcoin Mt. Gox ha presentato istanza di fallimento a Tokyo chiedendo la protezione dai creditori, riconoscendo che una grande quantità di moneta 'virtuale' è scomparsa. A dare l'annuncio il ceo della società, Mark Karpeles, davanti alle telecamere della tv giapponese, alle quali si è concesso con un profondo inchino durato diversi minuti. Parlando in giapponese presso il tribunale di Tokyo, Karpeles si è scusato per aver creato problemi a molte persone.

A causare la sparizione del capitale virtuale, ha ammesso, è stata una debolezza strutturale del sistema di sicurezza di Mt. Gox. L'agenzia giapponese Kyodo News ha quantificato in 6,5 miliardi di yen (65 milioni di dollari) i debiti contratti dalla società, ammontare che è molto superiore al suo patrimonio. La moneta virtuale bitcoin è stata creata nel 2009 come modo per facilitare le transazioni internazionali senza intermediari.  Il ceo di Mt. Gox ha spiegato che i capitali spariti corrispondono a 750 mila bitcoin degli utenti e a 100 mila monete virtuali della società. A cambi correnti il totale equivale a circa 425 milioni di dollari. Non è chiaro se i bitcoin che mancano all'appello siano stati rubati, siano spariti per cause tecniche o siano stati cancellati in entrambi i modi.

"Mi dispiace per aver causato problemi a tanta gente", ha affermato Karpeles, che in tribunale ha fatto la sua prima apparizione pubblica da quando il mese scorso sono emerse le voci di una insolvenza della piattaforma di scambi. In un post sul web di mercoledì scorso il ceo aveva dichiarato di essere al lavoro per risolvere i problemi tecnici di Mt. Gox. La maxi-perdita è un colpo enorme alla credibilità della moneta virtuale. Gli altri operatori della galassia bitcoin hanno insistito sul fatto che il caso della piattaforma guidata da Karpeles è isolato dovuto a errori della società, mentre il potenziale della valuta virtuale resta grande. Poche ore prima della richiesta di bancarotta protetta, il ministro alle Finanze giapponede, Taro Aso, aveva dichiarato, in tono canzonatorio, che il crollo era inevitabile perché "nessuno riconosce i bitcoin come moneta reale, mi aspettavo un tonfo del genere".

I regolatori finanziari giapponesi non sono intervenuti nella questione Mt. Gox spiegando di non avere giurisdizione su un qualcosa che non è una moneta vera e propria e hanno indicato l'agenzia di difesa dei consumatori, che si occupa della sicurezza dei prodotti, come il possibile sportello a cui gli utenti possono far riferimento per chiedere aiuto. Il ministro che presiede l'agenzia, Masako Mori, ha esortato i consumatori a prestare estrema cautela nell'utilizzo del bitcoin. "Siamo a corto di norme per poterli aiutare", ha dichiarato il numero uno del reparto di consulenza dell'agenzia, Yuko Otsuki, che ha fatto sapere che dall'inizio dell'anno l'ufficio è stato subissato dalle chiamate di utenti.