Economia

La strada hacker contro la crisi: un Bitcoin 2.0 per il credito alle imprese

"Per il bene comune", che sia una valuta utile anche a finanziare il welfare e non uno strumento speculativo

La strada hacker contro la crisi: un Bitcoin 2.0 per il credito alle imprese
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30/giugno/2014 - h. 14.31

Un Bitcoin "per il bene comune", che sia una valuta utile a dare credito alle imprese e a finanziare il welfare e non uno strumento speculativo. E' uno degli obiettivi di D-Cent, un progetto europeo che è riuscito a ottenere un finanziamento biennale dall'Ue e che ha già diversi esprimenti pilota in giro per il continente: Islanda, Finlandia, Catalogna, e anche uno a Milano. A presentarlo nel weekend all'Hackmeeting, il raduno delle controculture digitali che quest'anno si è svolto al centro sociale XM24 di Bologna, è stato Stefano Lucarelli, economista dell'università di Bergamo. "Vogliamo realizzare - ha spiegato - una digital social currency", ovvero una "moneta digitale sociale".

Si tratta di stabilire, ha precisato, sulla falsariga del Bitcoin, un meccanismo di generazione della valuta. Che abbia come scopo principale, però, diversamente dal Bitcoin, quello di consentire alle imprese che in questo momento hanno bisogno di credito, di poter acquistare ciò che serve loro per lavorare. E che scoraggi allo stesso tempo la speculazione e l'accumulazione di capitale: "Pensiamo a un sistema - racconta Lucarelli - in cui il denaro abbia un valore solo se viene speso. E nel quale, se non viene speso, questo valore cali progressivamente nel tempo, a meno che non venga donato per iniziative di sostegno al welfare": scuole, ospedali, progetti di aiuto e così via. Insomma una via tecnologica al socialismo.

Sono diversi i progetti pilota che stanno percorrendo la via della valuta alternativa. A Reykjavik, per esempio, il Comune ha da tempo lanciato il piano 'Le tue priorità', che ha lo scopo di coinvolgere i cittadini nella scelte che riguardano le spese pubbliche. Lì la moneta complementare viene utilizzata per remunerare il lavoro dei cittadini coinvolti. In Catalogna, in Spagna, il progetto Eurocat, attraverso un'altra moneta complementare, sta affrontando proprio il tema del credito alle piccole e medie imprese, grazie anche a una collaborazione con l'associazione locale delle pmi. In Finlandia, il network 'Made In Kallio' ha esteso l'esperienza della banca del tempo alla gestione di una valuta vera e propria. A Milano il Macao, fondato da un gruppo di lavoratori dello spettacolo, sta lavorando sulla necessità di finanziare un settore da sempre in deficit di fondi.

E queste non sono le uniche esperienze
del genere. In Sardegna da tempo esiste il Sardex, un progetto nato con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo e l'occupazione locali, creato sulla base dell'esempio del progetto svizzero Wir. A Nantes, in Francia, il Comune ha lanciato il SoNantes (gioco di parole che richiama una moneta 'sonante'), piattaforma di scambio di beni e servizi tra imprese. Il funzionamento è molto semplice: una camera di compensazione regola le transazioni tra le aziende senza l'impiego diretto di euro. Naturalmente la condizione fondamentale, perché il sistema funzioni, è che le imprese si fidino di chi esercita la funzione di camera di compensazione. In questo caso a garantire è il Comune.

L'idea di D-Cent è quella di creare una piattaforma elettronica che metta in collegamento queste varie realtà cugine. E per farlo naturalmente deve sviluppare il software necessario. A occuparsi di scrivere il codice sarà Dyne, una fondazione (nata dall'esperienza tutta italiana di Freaknet) lanciata nel 2000 da Denis Roio, attivista 37enne noto nel mondo hacker col nickname di Jaromil. Anche lui, così come Marco Sachy, altro attivista della fondazione, ha preso parte alla presentazione all'Hackmeeting. Il gruppo dovrà realizzare la piattaforma per la generazione della valuta e per la gestione delle transazioni, tutta basata sulla crittografia.

Una delle differenze rispetto al Bitcoin,
dal punto di vista tecnico, sarà l'assenza di un limite superiore di valuta generabile. Il tetto, dicono i sostenitori del Bitcoin, sconfiggerà per sempre l'inflazione, perché non potrà crescere indefinitamente la quantità di moneta in circolazione, come avviene ora. Un errore, che rischia di strozzare il credito e provocare altre crisi economiche, ribattono gli attivisti di D-Cent. Non a caso nelle prime pagine del rapporto del progetto (disponibile su dcentproject.eu), compare una citazione tratta dalla 'Teoria generale' di John Maynard Keynes, nella quale il teorico dell'intervento dello Stato in economia spiega che la liquidità rappresenta la principale funzione della valuta. La strada per mettere fine all'austerità e tornare a far respirare le imprese e dare ossigeno al welfare potrebbe passare proprio da un gruppo di hacker.