Romagna

Edilizia: a rischio 6.500 posti di lavoro nelle coop

E per giovedì è organizzata una mobilitazione nazionale

Edilizia: a rischio 6.500 posti di lavoro nelle coop

Protesta a Imola all'arrivo del ministro Poletti. Foto Sanna

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25/novembre/2014 - h. 17.29

EMILIA-ROMAGNA - "Rispetto al 2008 sono ben 33.800 i posti di lavoro persi nel settore edile in Emilia-Romagna, e la crisi della cooperazione mette a rischio oltre 6.500 lavoratori". Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil lanciano un nuovo allarme sulla crisi del comparto edile in regione, dove tra il 2008 e il 2013 le ore di cassa integrazione sono passate "da 2,2 milioni a 13,9 milioni", e annunciano per giovedì la convocazione dei loro direttivi regionali alla Scuola edile di Bologna. Sempre giovedì, scrivono i sindacati, sono in programma "manifestazioni dei lavoratori delle costruzioni in tutte le regioni".

Questo perché "in questi sei anni di crisi i Governi non hanno attuato politiche efficaci per rilanciare l'edilizia, riportando indietro di trent'anni l'orologio del settore" non solo per "fatturato, investimenti pubblici e occupati", ma anche per "irregolarità del lavoro, illegalità, infiltrazioni mafiose nel sistema degli appalti e assenza di un organico ed equo sistema fiscale sul settore immobiliare".

Le organizzazioni sindacali chiedono quindi al Governo "un nuovo modello di sviluppo basato sulla qualità dell'impresa, del lavoro e dei prodotti, sulla sostenibilità ambientale ed il risparmio energetico, sulla messa in sicurezza dai rischi naturali, sull'abbandono della cementificazione selvaggia, sul recupero del patrimonio esistente e sulla riqualificazione urbana". In particolare, Cgil, Cisl e Uil invocano una maggiore trasparenza del mercato, più investimenti pubblici e ammortizzatori sociali e controlli e sanzioni più severi per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro.