Romagna

Mille e 9 vittime sul lavoro

Dati Inail sul 2014 in Italia. 72 casi in Regione, 22 in Romagna. La più colpita è la provincia di Ravenna

Mille e 9 vittime sul lavoro
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18/febbraio/2015 - h. 10.48

ROMAGNA - Mille e 9 vittime del lavoro in Italia. E' il bilancio 2014 presentato da Vega Engineering ed elaborato su dati Inail raccolti su tutto l'anno da poco concluso. Una mappatura dettagliata dove sono 263 gli infortuni mortali rilevati in itinere e 746 quelli verificatisi in occasione di lavoro con una flessione rispetto al 2013 (erano 775) del 3,7%.
La Lombardia sempre in cima alla graduatoria regionale per numero di incidenti mortali (86 lavoratori deceduti), seguita dall’Emilia Romagna (72), dalla Puglia (68), dal Piemonte (66), dalla Sicilia(65), dalla Campania (58) e da Veneto e Lazio (56). Un dramma che coinvolge tutta la Penisola e dove a morire sono anche le donne: 46 le lavoratrici che hanno perso la vita nel 2014. Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro, invece, sono stati 100. Osservando, poi, l’incidenza della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa è ancora la Basilicata a far rilevare il dato peggiore con un indice pari a 94,4 contro una media di 33,2. Un rischio di mortalità triplo rispetto al resto del Paese e assai vicino a quello rilevato in Molise (90,5). In questa graduatoria l'Emilia-Romagna è ottava con incidenza sul numero degli occupati (1.937.632) del 37,2.

Escludendo gli infortuni in itinere, in Romagna è la provincia di Ravenna ad avere un'incidenza maggiore (58,7) di infortuni mortali (10) sul numero di occupati (170.286). Il capoluogo è 25esimo a livello nazionale. Poco distante il territorio di Forlì-Cesena: 9 vittime nel 2014 su 174mila lavoratori con un indice di rapporto sulla forza lavoro pari 51,7; 32esimo dato in Italia. Numeri decisamente inferiori per Rimini che conta 3 decessi e l'86esima posizione in base al totale degli occupati.

In Italia il settore delle costruzioni è quello maggiormente coinvolto dagli incidenti mortali (14,2% dei casi e 106 vittime), seguito dalle attività manifatturiere (12,6% e 94 infortuni mortali) e dai trasporti e magazzinaggi (9,9% e 74 decessi). Quasi un terzo delle vittime aveva un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (243 lavoratori), il 25,5 per cento dai 55 ai 64 anni (190 lavoratori).