Agricoltura

Cimice asiatica verso la Romagna

Da Bologna a Ferrara, campagne invase dall’insetto che dilaga e fa danni. Potrebbe arrivare presto da noi

Cimice asiatica verso la Romagna

Halyomorpha halys, o cimice asiatica

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25/agosto/2016 - h. 21.31

Disperazione vera. In un solo anno la cimice asiatica, che si riproduce quattro volte tanto quella nostrana (la cimice verde dei prati), ha procurato danni ingenti al comparto “pere” da Modena a Bologna e Ferrara (rovina i frutti, indebolisce la pianta, trasmette virus o funghi). Risultato: un crollo della
produzione 2016 stimato intorno al 20-40%. Ma la preoccupazione, ora, si
sposta anche su altri frutti già marginalmente colpiti (le pesche) e su altre
aree che cominciano a intravedere lo spettro del temibile insetto ossia la Romagna.
Halyomorpha halys, o cimice asiatica, è un insetto della famiglia Pentatomidae (ordine rincoti), originario di Cina, Giappone e Taiwan. È stato accidentalmente introdotto negli Stati Uniti con i primi esemplari osservati nel
mese di settembre 1998. E’ considerato un insetto dannoso all’agricoltura e
dal 2010-11 è diventato un fitofago stabile dei frutteti degli Usa.
In Italia il primo esemplare è stato rinvenuto in provincia di Modena nel
settembre 2012 e studiato dall’Università di Modena e Reggio Emilia.
“Accelerare la modifica della norma comunitaria che vieta l’introduzione
dell’antagonista naturale scoperto in Cina, partendo subito con la sperimentazione: è l’ultima chance”, auspica il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Gianni Tosi. La soluzione in grado di contrastare la specie
invasiva potrebbe essere, infatti, il Trissolcus halyomorphae, un imenottero
parassitoide della famiglia Scelionidae - che deposita le proprie uova in quelle
della cimice e quando le larve della vespa nera si sviluppano, uccidono le uova dell’insetto asiatico - già importato in Svizzera come negli Stati Uniti.
“I produttori di pere sono in ginocchio e adesso – fanno sapere dall’organizzazione degli imprenditori agricoli - la cimice asiatica colpisce anche le pesche. Per contrastarla si è fatto di tutto e di più, con conseguente innalzamento dei costi di produzione ma non esiste una strategia di difesa efficace.
I frutteti dell’Emilia-Romagna sono tra i più esposti in Italia, insieme al basso Veneto e al Piemonte”. Mentre gli esperti avvertono: “Si espande a macchia d’olio, guadagnando 15-20 chilometri all’anno”. Il miglior mezzo di diffusione? “Siamo noi stessi perché sale sui camion e i mezzi di trasporto”.
Disperazione vera. In un solo anno la cimice asiatica, che si riproduce quattro volte tanto quella nostrana (la cimice verde dei prati), ha procurato danni ingenti al comparto “pere” da Modena a Bologna e Ferrara (rovina i frutti, indebolisce la pianta, trasmette virus o funghi). Risultato: un crollo della produzione 2016 stimato intorno al 20-40%. Ma la preoccupazione, ora, sisposta anche su altri frutti già marginalmente colpiti (le pesche) e su altrearee che cominciano a intravedere lo spettro del temibile insetto ossia la Romagna.

Halyomorpha halys, o cimice asiatica, è un insetto della famiglia Pentatomidae (ordine rincoti), originario di Cina, Giappone e Taiwan. È stato accidentalmente introdotto negli Stati Uniti con i primi esemplari osservati nelmese di settembre 1998. E’ considerato un insetto dannoso all’agricoltura edal 2010-11 è diventato un fitofago stabile dei frutteti degli Usa.In Italia il primo esemplare è stato rinvenuto in provincia di Modena nelsettembre 2012 e studiato dall’Università di Modena e Reggio Emilia.

“Accelerare la modifica della norma comunitaria che vieta l’introduzione dell’antagonista naturale scoperto in Cina, partendo subito con la sperimentazione: è l’ultima chance”, auspica il presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Gianni Tosi. La soluzione in grado di contrastare la specieinvasiva potrebbe essere, infatti, il Trissolcus halyomorphae, un imenotteroparassitoide della famiglia Scelionidae - che deposita le proprie uova in quelledella cimice e quando le larve della vespa nera si sviluppano, uccidono le uova dell’insetto asiatico - già importato in Svizzera come negli Stati Uniti.

“I produttori di pere sono in ginocchio e adesso – fanno sapere dall’organizzazione degli imprenditori agricoli - la cimice asiatica colpisce anche le pesche. Per contrastarla si è fatto di tutto e di più, con conseguente innalzamento dei costi di produzione ma non esiste una strategia di difesa efficace.
I frutteti dell’Emilia-Romagna sono tra i più esposti in Italia, insieme al basso Veneto e al Piemonte”. Mentre gli esperti avvertono: “Si espande a macchia d’olio, guadagnando 15-20 chilometri all’anno”. Il miglior mezzo di diffusione? “Siamo noi stessi perché sale sui camion e i mezzi di trasporto”.