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Confindustria Romagna, eletti gli organi

Paolo Maggioli e la squadra di presidenza con Baldrati, Badioli, Tarozzi, Pesaresi e Curti

Confindustria Romagna, eletti gli organi
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29/ottobre/2016 - h. 00.44

Dall’1 ottobre 2016 l’industria romagnola parla con una voce sola, più alta. È la voce di quasi mille imprese, che danno lavoro a quasi 40 mila persone e
generano un fatturato complessivo di oltre dieci miliardi di euro. E che hanno
deciso di costruire insieme il proprio futuro. È la voce di Confindustria Romagna. Mercoledì, in occasione dell’assemblea dei soci che si è tenuta al Palace Hotel di Milano Marittima, sono stati eletti i primi organi associativi: cinque vicepresidenti, il presidente della piccola industria e il presidente dei giovani industriali, 30 consiglieri, i revisori contabili ed i probiviri.
La squadra di presidenza che affiancherà Paolo Maggioli è così composta:
Paolo Baldrati (Versalis S.p.A) - Delegazione Ravenna, ambiente e sicurezza
Simone Badioli (Velmar S.p.A) - Delegazione Rimini Tomaso Tarozzi (Bucci Automations S.p.A.) - Innovazione e internazionalizzazione Alessandro Pesaresi (Pesaresi Giuseppe S.p.A.) - Credito e sviluppo associativo
Alessandro Curti (Curti S.p.A.) - Lavoro e relazioni sindacali. Ne fanno poi parte, come vicepresidenti di diritto, il presidente del Comitato piccola industria, Maurizio Minghelli, e il presidente del Gruppo giovani imprenditori, Gianluca Guerra.
Il voto è stato espresso durante l’assemblea privata dei soci. A seguire si sono svolte la conferenza stampa di presentazione e l’assemblea pubblica, che si è aperta con l’intervista del direttore del QN Andrea Cangini al presidente Paolo Maggioli e che ha visto intervenire Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, presidente Provincia di Ravenna, e Andrea Gnassi, presidente Provincia di Rimini.
Nell’occasione è stato presentato il documento che illustra gli obiettivi, le
priorità e l’impegno di Confindustria Romagna per contribuire nei prossimi anni alla crescita di un territorio energico ed operoso.
Paolo Maggioli, presidente di Confindustria Romagna: “Il superamento delle
logiche provinciali per puntare ad ambiti territoriali più ampi e con una forte identità è dettato dalla consapevolezza che niente può rimanere uguale a se
stesso in tempi che cambiano così rapidamente: e la Romagna, con la sua fortissima identità storica, sociale ed economica, ci è apparsa sin da subito come il luogo ove si potesse sperimentare la nuova dimensione organizzativa immaginata dalla Riforma Pesenti, che Confindustria ha voluto per adeguare il suo assetto alla nuova realtà. Siamo fieri di quanto siamo riusciti a fare in questi due anni: il 28 ottobre 2014, le assemblee riunite a Castrocaro Terme hanno approvato un progetto che prevedeva la nascita del nuovo soggetto associativo dal 1° gennaio 2017. 
Siamo riusciti a farcela dal 1° ottobre di quest’anno: e ciò è stato reso
possibile dallo spirito che ha contraddistinto tutti coloro che sono stati impegnati nel percorso di fusione: uno spirito che ha portato ad esaltare tutto quello che ci univa, e a sfumare tutto quello che ci divideva. Adesso Confindustria Romagna è una realtà e con la propria forza imprenditoriale, si sente impegnata al confronto ed alla collaborazione con tutte le parti sociali e le istituzioni per un migliore futuro della Comunità romagnola, assolvendo con ciò al proprio ruolo civico e mettendo a disposizione le proprie idee e competenze”.
Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia-Romagna: “La nascita di Confindustria Romagna è scelta strategica, coerente con il processo di riordino istituzionale, con gli obiettivi del Patto i per il Lavoro e soprattutto con i fabbisogni di un territorio che sa di dover competere in un’economia aperta. Anche noi abbiamo fede nella Romagna, terra di vere eccellenze, di forte identità e in questo territorio e nella sua produttività stiamo investendo. Nelle 3 province, i tecnopoli di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena; i 56 milioni già investiti per la formazione a ogni livello e i 30 per l’edilizia scolastica; le 37 aree produttive, artigianali e industriali dotate di banda larga entro il 2020; i 6,5 milioni per i “laboratori aperti”; i 14 milioni per la valorizzazione delle risorse artistiche, culturali e ambientali; i progetti per la Fashion Valley e la Wellness Valley. E ancora, a livello regionale ma decisivi per la Romagna, i 10 milioni a per la formazione di imprenditori e manager per favorire l’internazionalizzazione e l’industria 4.0 nelle imprese manifatturiere, in quelle di servizi e nel turismo; il bando regionale da 15 milioni per l’attrattività turisticoculturale attraverso la qualificazione innovativa delle imprese”.
Michele De Pascale, presidente Provincia di Ravenna: Questo momento
storico, fatto di grandi e repentine trasformazioni, ci mette davanti alla sfida del cambiamento, che vinceremo solo se sapremo affrontarla insieme, unendo le forze. Per questo oggi più che mai dobbiamo essere capaci di costruire reti e sinergie tra i territori, superando i campanilismi e imparando a “fare insieme”, per mettere in campo una forte visione comune della Romagna. Siamo fortunati, questa è una terra ricca e unica; ogni territorio rappresenta un pezzo insostituibile di una complessa e sfaccettata identità.
Ravenna intende prendere parte attiva alla dimensione romagnola attraverso le sue vocazioni industriali: la chimica, l’offshore, il porto, settori all’avanguardia con grandi potenzialità di crescita; i suoi monumenti e i suoi mosaici, patrimonio dell’umanità; la sfida della celebrazione del settimo centenario della morte di Dante; l’offerta turistica che coniuga in una sola destinazione la città d’arte, le spiagge e il patrimonio naturalistico; l’agricoltura, uno dei più importanti comparti economici, che ha saputo tenere
insieme la grande tradizione cooperativistica con un innovativo sistema produttivo”.
Andrea Gnassi, presidente Provincia di Rimini: Un tempo si diceva “l’unione fa la forza”. Banale ma efficace. Se le sfide non sono più tra territori e neanche per Paesi, ma per continenti interi, i processi aggregativi su basi e obiettivi comuni diventano strumenti necessari del lavoro e della prospettiva. Dico spesso che i campanili servono solo se si può salirci in cima per guardare l’orizzonte. L’esperienza di amministratore pubblico conferma la metafora. In una società come quella contemporanea si riesce a garantire
servizi e sostenere le istanze di cittadini e imprese solo se si ha la forza e la
convinzione di investire nelle sinergie. Confindustria Romagna legge questo
presente e pensa al futuro. Non si rintana dietro ai recinti e alle paure ma scommette su se stessa, scommette sulle proprie comunità di riferimento nel nome e per conto di un progetto di futuro solido. In questo senso il Comune di Rimini è e vorrà sempre più essere protagonista di questo processo attivo di rinnovamento nel nome della qualità, polo attrattore internazionale. Dal 2011 il Comune di Rimini ha investito oltre 300 milioni di euro in programmi e interventi di riqualificazione e rigenerazione radicale del proprio assetto urbano, a partire dal rifacimento del sistema fognario, al rilancio dei 13 chilometri di waterfront attraverso il progetto del ‘Parco del Mare’, per arrivare ai 100 milioni di euro destinati alla sistemazione e quindi alla valorizzazione
dei contenitori culturali nel quadrante di città”.
Dall’1 ottobre 2016 l’industria romagnola parla con una voce sola, più alta. È la voce di quasi mille imprese, che danno lavoro a quasi 40 mila persone e generano un fatturato complessivo di oltre dieci miliardi di euro. E che hanno deciso di costruire insieme il proprio futuro. È la voce di Confindustria Romagna. Mercoledì, in occasione dell’assemblea dei soci che si è tenuta al Palace Hotel di Milano Marittima, sono stati eletti i primi organi associativi: cinque vicepresidenti, il presidente della piccola industria e il presidente dei giovani industriali, 30 consiglieri, i revisori contabili ed i probiviri.

La squadra di presidenza che affiancherà Paolo Maggioli è così composta: Paolo Baldrati (Versalis S.p.A) - Delegazione Ravenna, ambiente e sicurezza, Simone Badioli (Velmar S.p.A) - Delegazione Rimini, Tomaso Tarozzi (Bucci Automations S.p.A.) - Innovazione e internazionalizzazione, Alessandro Pesaresi (Pesaresi Giuseppe S.p.A.) - Credito e sviluppo associativo, Alessandro Curti (Curti S.p.A.) - Lavoro e relazioni sindacali. Ne fanno poi parte, come vicepresidenti di diritto, il presidente del Comitato piccola industria, Maurizio Minghelli, e il presidente del Gruppo giovani imprenditori, Gianluca Guerra.

Il voto è stato espresso durante l’assemblea privata dei soci. A seguire si sono svolte la conferenza stampa di presentazione e l’assemblea pubblica, che si è aperta con l’intervista del direttore del QN Andrea Cangini al presidente Paolo Maggioli e che ha visto intervenire Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, presidente Provincia di Ravenna, e Andrea Gnassi, presidente Provincia di Rimini. Nell’occasione è stato presentato il documento che illustra gli obiettivi, lepriorità e l’impegno di Confindustria Romagna per contribuire nei prossimi anni alla crescita di un territorio energico ed operoso.

Paolo Maggioli, presidente di Confindustria Romagna: “Il superamento dellelogiche provinciali per puntare ad ambiti territoriali più ampi e con una forte identità è dettato dalla consapevolezza che niente può rimanere uguale a sestesso in tempi che cambiano così rapidamente: e la Romagna, con la sua fortissima identità storica, sociale ed economica, ci è apparsa sin da subito come il luogo ove si potesse sperimentare la nuova dimensione organizzativa immaginata dalla Riforma Pesenti, che Confindustria ha voluto per adeguare il suo assetto alla nuova realtà. Siamo fieri di quanto siamo riusciti a fare in questi due anni: il 28 ottobre 2014, le assemblee riunite a Castrocaro Terme hanno approvato un progetto che prevedeva la nascita del nuovo soggetto associativo dal 1° gennaio 2017. 

Siamo riusciti a farcela dal 1° ottobre di quest’anno: e ciò è stato resopossibile dallo spirito che ha contraddistinto tutti coloro che sono stati impegnati nel percorso di fusione: uno spirito che ha portato ad esaltare tutto quello che ci univa, e a sfumare tutto quello che ci divideva. Adesso Confindustria Romagna è una realtà e con la propria forza imprenditoriale, si sente impegnata al confronto ed alla collaborazione con tutte le parti sociali e le istituzioni per un migliore futuro della Comunità romagnola, assolvendo con ciò al proprio ruolo civico e mettendo a disposizione le proprie idee e competenze”.


Stefano Bonaccini, Presidente Regione Emilia-Romagna: “La nascita di Confindustria Romagna è scelta strategica, coerente con il processo di riordino istituzionale, con gli obiettivi del Patto i per il Lavoro e soprattutto con i fabbisogni di un territorio che sa di dover competere in un’economia aperta. Anche noi abbiamo fede nella Romagna, terra di vere eccellenze, di forte identità e in questo territorio e nella sua produttività stiamo investendo. Nelle 3 province, i tecnopoli di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena; i 56 milioni già investiti per la formazione a ogni livello e i 30 per l’edilizia scolastica; le 37 aree produttive, artigianali e industriali dotate di banda larga entro il 2020; i 6,5 milioni per i “laboratori aperti”; i 14 milioni per la valorizzazione delle risorse artistiche, culturali e ambientali; i progetti per la Fashion Valley e la Wellness Valley. E ancora, a livello regionale ma decisivi per la Romagna, i 10 milioni a per la formazione di imprenditori e manager per favorire l’internazionalizzazione e l’industria 4.0 nelle imprese manifatturiere, in quelle di servizi e nel turismo; il bando regionale da 15 milioni per l’attrattività turisticoculturale attraverso la qualificazione innovativa delle imprese”.

Michele De Pascale, presidente Provincia di Ravenna: Questo momentostorico, fatto di grandi e repentine trasformazioni, ci mette davanti alla sfida del cambiamento, che vinceremo solo se sapremo affrontarla insieme, unendo le forze. Per questo oggi più che mai dobbiamo essere capaci di costruire reti e sinergie tra i territori, superando i campanilismi e imparando a “fare insieme”, per mettere in campo una forte visione comune della Romagna. Siamo fortunati, questa è una terra ricca e unica; ogni territorio rappresenta un pezzo insostituibile di una complessa e sfaccettata identità.
Ravenna intende prendere parte attiva alla dimensione romagnola attraverso le sue vocazioni industriali: la chimica, l’offshore, il porto, settori all’avanguardia con grandi potenzialità di crescita; i suoi monumenti e i suoi mosaici, patrimonio dell’umanità; la sfida della celebrazione del settimo centenario della morte di Dante; l’offerta turistica che coniuga in una sola destinazione la città d’arte, le spiagge e il patrimonio naturalistico; l’agricoltura, uno dei più importanti comparti economici, che ha saputo tenereinsieme la grande tradizione cooperativistica con un innovativo sistema produttivo”.

Andrea Gnassi, presidente Provincia di Rimini: Un tempo si diceva “l’unione fa la forza”. Banale ma efficace. Se le sfide non sono più tra territori e neanche per Paesi, ma per continenti interi, i processi aggregativi su basi e obiettivi comuni diventano strumenti necessari del lavoro e della prospettiva. Dico spesso che i campanili servono solo se si può salirci in cima per guardare l’orizzonte. L’esperienza di amministratore pubblico conferma la metafora. In una società come quella contemporanea si riesce a garantireservizi e sostenere le istanze di cittadini e imprese solo se si ha la forza e laconvinzione di investire nelle sinergie. Confindustria Romagna legge questopresente e pensa al futuro. Non si rintana dietro ai recinti e alle paure ma scommette su se stessa, scommette sulle proprie comunità di riferimento nel nome e per conto di un progetto di futuro solido. In questo senso il Comune di Rimini è e vorrà sempre più essere protagonista di questo processo attivo di rinnovamento nel nome della qualità, polo attrattore internazionale. Dal 2011 il Comune di Rimini ha investito oltre 300 milioni di euro in programmi e interventi di riqualificazione e rigenerazione radicale del proprio assetto urbano, a partire dal rifacimento del sistema fognario, al rilancio dei 13 chilometri di waterfront attraverso il progetto del ‘Parco del Mare’, per arrivare ai 100 milioni di euro destinati alla sistemazione e quindi alla valorizzazionedei contenitori culturali nel quadrante di città”.