Balneari

Spiagge, la legge è alla firma di Mattarella

“Riconoscimento del valore e della professionalità dell’impresa principi compatibili con quelli della Bolkestein”

Spiagge, la legge è alla firma di Mattarella

Il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa

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14/febbraio/2017 - h. 16.22

La legge delega sulle concessioni demaniali è alla firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E ora non resta che sperare che a breve venga
presentata alle Camere per essere incardinata nei lavori parlamentari e arrivare così (entro sei mesi) agli attesi decreti attuativi. Un traguardo del
percorso che il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa, ieri a Rimini per la prima presentazione ufficiale del disegno di legge (sulla revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo) alle categorie, ha assicurato di voler condividere sia con le stesse categorie che con gli amministratori chiamati poi concretamente a gestire il rinnovo delle concessioni. Quindi Regioni e di conseguenza Comuni. 
Per questo sarà necessario un “adeguato periodo transitorio”, ribadisce Costa. Punto chiave questo che dovrà essere discusso prima di tutto con l’Europa, “a cui andrà argomentato e motivato”. Comunque indispensabile per consentire la messa a regime del sistema, a partire dall’adeguamento dei piani spiaggia. Un ragionamento ben diverso da quello in cui si continua a ragionare di proroghe, come sta succedendo in Liguria ad esempio, dove la
Regione sembra intenzionata ad andare avanti per conto suo. Con un
provvedimento demagogico che finirà per rivelarsi l’ennesima falsa promessa,
contestano con Costa tutti i relatori che ieri lo hanno affiancato nell’incontro, i parlamentari Sergio Pizzolante e Tiziano Arlotti, l’assessore regionale Andrea Corsini e il sindaco-presidente di Rimini Andrea Gnassi.
Riepilogano il lavoro iniziato poco più di un anno fa il ministro (ieri la sua terza puntata a Rimini) non ha mancato di sottolineare la complessità del tema, che impegna mezzo Governo, dal Ministero dei Beni, Attività Culturali e Turismo a Infrastrutture e Trasporti, ma anche Economia e Finanze, Ambiente... Una materia inoltre che da un lato deve tenere conto dei principi ribaditi dalla Corte di Giustizia Europea (da ultimo con la sentenza dello scorso 14 luglio) ma dall’altro anche di 30mila imprese italiane che sulla spiaggia hanno investito. “Nel frattempo, nelle more di una revisione organica della materia, grazie all’emendamento Arlotti - Pizzolante, siamo riusciti a garantire continuità alle concessioni già in essere. E adesso con questa legge delega, che definisce una serie di principi guida che spetterà al Parlamento dettagliare, abbiamo acceso il motore della riforma”.
Un provvedimento che il ministro giudica “equilibrato, proprio perché tiene conto del lavoro fatto finora permettendo però anche di guardare in prospettiva”. Nel disegno di legge si parla infatti di “riconoscimento e tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale”, ma anche
della “professionalità acquisita”, principi secondo Costa pienamente compatibili con quelli europei. “L’obiettivo - chiude - è dare finalmente certezze agli operatori, con risposte tecniche e soluzioni realistiche”. 
(vdt)
La legge delega sulle concessioni demaniali è alla firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E ora non resta che sperare che a breve venga presentata alle Camere per essere incardinata nei lavori parlamentari e arrivare così (entro sei mesi) agli attesi decreti attuativi. Un traguardo del percorso che il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa, ieri a Rimini per la prima presentazione ufficiale del disegno di legge (sulla revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo) alle categorie, ha assicurato di voler condividere sia con le stesse categorie che con gli amministratori chiamati poi concretamente a gestire il rinnovo delle concessioni. Quindi Regioni e di conseguenza Comuni. 

Per questo sarà necessario un “adeguato periodo transitorio”, ribadisce Costa. Punto chiave questo che dovrà essere discusso prima di tutto con l’Europa, “a cui andrà argomentato e motivato”. Comunque indispensabile per consentire la messa a regime del sistema, a partire dall’adeguamento dei piani spiaggia. Un ragionamento ben diverso da quello in cui si continua a ragionare di proroghe, come sta succedendo in Liguria ad esempio, dove la Regione sembra intenzionata ad andare avanti per conto suo. Con un provvedimento demagogico che finirà per rivelarsi l’ennesima falsa promessa, contestano con Costa tutti i relatori che ieri lo hanno affiancato nell’incontro, i parlamentari Sergio Pizzolante e Tiziano Arlotti, l’assessore regionale Andrea Corsini e il sindaco-presidente di Rimini Andrea Gnassi.

Riepilogano il lavoro iniziato poco più di un anno fa il ministro (ieri la sua terza puntata a Rimini) non ha mancato di sottolineare la complessità del tema, che impegna mezzo Governo, dal Ministero dei Beni, Attività Culturali e Turismo a Infrastrutture e Trasporti, ma anche Economia e Finanze, Ambiente... Una materia inoltre che da un lato deve tenere conto dei principi ribaditi dalla Corte di Giustizia Europea (da ultimo con la sentenza dello scorso 14 luglio) ma dall’altro anche di 30mila imprese italiane che sulla spiaggia hanno investito. “Nel frattempo, nelle more di una revisione organica della materia, grazie all’emendamento Arlotti - Pizzolante, siamo riusciti a garantire continuità alle concessioni già in essere. E adesso con questa legge delega, che definisce una serie di principi guida che spetterà al Parlamento dettagliare, abbiamo acceso il motore della riforma”.

Un provvedimento che il ministro giudica “equilibrato, proprio perché tiene conto del lavoro fatto finora permettendo però anche di guardare in prospettiva”. Nel disegno di legge si parla infatti di “riconoscimento e tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale”, ma anchedella “professionalità acquisita”, principi secondo Costa pienamente compatibili con quelli europei. “L’obiettivo - chiude - è dare finalmente certezze agli operatori, con risposte tecniche e soluzioni realistiche”. 

(vdt)